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27 DICEMBRE – 1 GENNAIO: UMBRIA JAZZ WINTER VENTIDUESIMA EDIZIONE

1 min.

UMBRIA JAZZ WINTER: SEI GIORNI DI BUONA MUSICA, TURISMO, CULTURA NEL CUORE DELL’UMBRIA.

Umbria Jazz, nella sua versione invernale, andrà in scena a Orvieto, come ogni anno dal 1993. Una novità per questa edizione sarà la durata del Festival: un giorno in più rispetto gli ultimi anni, dal 27 dicembre al 1° gennaio.

 

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Sei giorni di musica di qualità con il valore aggiunto di un’ambientazione unica: il centro storico di una delle più belle e affascinanti città dell’Umbria. Il cartellone di quest’anno cerca di coniugare, com’è tradizione della manifestazione, musica d’autore e intrattenimento di qualità, jazz impegnato e spettacolo, concerti per puristi e generi in grado di soddisfare i numerosi spettatori che ogni anno affollano la rupe orvietana.

I musicisti sono spesso riproposti in situazioni e spazi diversi per dar modo di esprimere i diversi aspetti della loro identità artistica e al contempo dare al pubblico la più ampia scelta di orari e location. La formula viene confermata, nei suoi aspetti essenziali e quindi: musica a 360 gradi: jazz, blues, gospel, soul a ogni ora del giorno fino a tardissima notte.

Molti i nomi importanti in programma: Joe Lovano, Chris Potter, Anat Cohen, Davell Crawford, Jonathan Batiste, Paolo Fresu, Danilo Rea, Fabrizio Bosso, Chiara Civello, Nicola Conte, Renato Sellani, Giovanni Guidi e i Quintorigo. Serata conclusiva in collaborazione con Musica Jazz e il “TOP JAZZ 2014”, i migliori musicisti vincitori del referendum indetto annualmente dalla più prestigiosa rivista jazz italiana. Location d’eccezione come da tradizione, il magnifico Duomo, progettato da Lorenzo Maitani e realizzato tra il Trecento e il Cinquecento, che farà da cornice, nel pomeriggio di Capodanno alla Messa della Pace impreziosita dalla presenza della musica gospel. Espressione e sintesi di culture e religiosità diverse che grazie alla musica si incontrano rendendo indimenticabile l’esperienza.

I concerti serali si svolgono al Teatro Mancinelli, inaugurato nel 1886, sintesi dei principali caratteri dell’architettura orvietana, al Palazzo del Popolo, realizzato in pietra basaltica e tufo, descritto la prima volta nel Duecento, al Palazzo dei Sette, eretto a cavallo del Trecento, caratterizzato da volte e archi possenti e affiancato dalla pregevole Torre del Papa, a Palazzo Soliano, al cui piano terra si trova il Museo Emilio Greco, con sculture e creazioni grafiche donate alla città dallo stesso. Suggestivo anche il Ristorante San Francesco, situato in un edificio che ospitò nel 1200 un convento francescano, location del gran cenone di fine anno la notte del 31 dicembre a suon di jazz e sede ideale dei jazz lunch e dinner.

Pubblicato da

Redazione di the mag

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