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30 anni da Tienanmen

1 min.

In questo periodo di proteste che sconvolgono la serafica tranquillità cinese, le poche immagini che ci arrivano si sovrappongono a quelle dei moti di Piazza Tienanmen avvenuti fra il 15 aprile e il 4 giugno 1989.

di Lorenzo Martinelli

In una società fatta di immagini, in mancanza di una sovrabbondanza di esse, ci è difficile comprendere l’importanza di queste rivolte.

Non potendo avere un’esatta percezione di ciò che in questo momento sta accadendo dall’altra parte del mondo, cerchiamo di ripercorrere grazie all’aiuto di due artisti ciò che successe trent’anni fa a Pechino.

Sto parlando dei due esponenti della New Art Documentary: Song Dong (Beijin 1966) e Yin Xiuzhen (Beijin 1963) e della performance Breathing – Performance at Tienanmen Square and the Back Sea, messa in scena dal primo e documentata dalla seconda nel 1996 nell’omonima piazza.

Alle prime luci dell’alba l’artista si è steso al centro della piazza con la faccia rivolta verso terra;

l’amica Yin ha iniziato a riprendere la scena e l’audio con dovizia di particolari e più delle immagini di questa performance, che sono disponibili al pubblico, è mio rammarico non potervi far ascoltare l’audio, vera parte fondamentale di quest’opera.

I significati, molteplici, sono espliciti

stiamo assistendo a quelle rivolte represse nel sangue sette anni prima, stiamo vedendo l’impotenza del popolo cinese, siamo davanti ad un corpo inerme, agonizzante, quel corpo non ha voce, ma solo respiro.

Le proteste sono iniziate il 15 aprile 1989 dopo l’annuncio della morte di Hu Yaobang, ex braccio destro di Deng Xiaoping, unico riformatore e riabilitatore di molti intellettuali di spicco incarcerati durante la rivoluzione culturale.

La dipartita del politico e la damnatio memoriae messa in scena dal partito unico, fu percepito come l’ennesimo caso di insabbiamento volontario e malapolitica, contribuendo così a portare in piazza tutti gli studenti delle università cinesi oltre a semplici cittadini.

Le richieste della protesta erano semplici: libertà di espressione, di stampa, elezioni oneste e liberi scambi con gli altri paesi nel mondo.

Il sit-in andò avanti nonostante il discorso del leader del partito comunista Zhao Ziyang, unico politico riformista e dalla parte degli studenti

(questo discorso del 20 maggio, porto alla sua destituzione, alla condanna agli arresti domiciliari fino alla sua morte nel 2005 e al silenzio legato alle celebrazioni del suo funerale, per le autorità avrebbe potuto scatenare una nuova protesta)

fino alla notte fra il 3 e il 4 giugno, quando l’esercito decise di disperdere i manifestanti con i carri armati, molte furono le vittime e molti di più gli arresti (di quel giorno rimangono le impressionanti e commoventi foto di Stuart Franklin).

Le proteste non ebbero un’immediata efficacia, ma piantarono il seme della Cina riformista contemporanea e ispirarono il lavoro di innumerevoli artisti: dal movimento sopracitato denominato New Art Documentary alla generazione dei Draghi Spezzati per finire con l’occupazione della Factory 798 e della creazione di un vero e proprio polo intellettuale nella capitale del dragone.

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