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‘500 contemporaneo – our Home

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2 min.

Nel centro storico di Città di Castello, un edificio del XVI secolo riacquista i suoi ambienti originari grazie alla passione e alla ricerca di Cecilia, che intrecciano l’anima antica di Palazzo Tiberti a uno spirito contemporaneo, senza paura di sperimentare.

Nel corso degli anni la residenza era diventata un dedalo di divisori e ambienti che ne nascondevano la vera anima

Con una sapienza da architetto, Cecilia ne ha studiato e realizzato la ristrutturazione.

Il risultato è un’abitazione signorile su tre livelli: al primo piano la zona giorno, con l’affascinante succedersi di salotti, la cucina e uno studio privato; il secondo piano contiene la zona notte. 

Nel sottotetto, invece, troviamo un nuovo living a più stanze, con la torretta che domina la piazza sottostante.

L’attenzione al recupero e alla conservazione del pezzo originale ha permesso il restauro dei soffitti a cassettoni lignei dove riemergono antiche pitture.

Sulle pareti è possibile ammirare alcuni affreschi e gli infissi sono stati restaurati facendo riaffiorare il colore originario.

Le ampie finestre, oltre a colmare di luce gli ambienti, danno una prospettiva insolita della città.

Anche l’uso dei materiali per le finiture è frutto della passione per l’antico, così i pavimenti sono di parquet recuperato e rimontato o di piastrelle di cementine di inizio ‘900.

Tutte le stanze sono caratterizzate da uno stile vintage e ognuna di queste contiene pezzi di modernariato e design d’autore (Giò Ponti, Arne Jacobsen, Osvaldo Borsani, Achille Castiglioni ad esempio) elegantemente accostati l’uno all’altro.

È un gioco seducente di contrasti, come il camino supermoderno di resina, o il mobile volutamente kitsch che viene sdrammatizzato dal blocco della cucina di acciaio e cemento, la scala di resina che porta alla torretta, o ancora gli specchi a filo d’oro sulle pareti grigie.

I lampadari di tutte le stanze sono un vero spettacolo per gli occhi: tutti rigorosamente in stile anni ’20, ’30 e ’40 del secolo scorso.

L’occhio del Curioso

Il sottotetto diventa una serie di ambienti pieni di luce, grazie alle terrazze a tasca e alla torretta completamente finestrata.

In particolare c’è una stanza dal gusto nordico che ci incuriosisce: ha il pavimento di resina e intarsi in listoni di parquet scuro, c’è la comodissima poltrona Tecno di Borsani, la  Atollo 233 di Magistretti per Oluce e altre chicche d’autore, tra cui un quadro del tifernate Andrea Lensi.

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