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La 71esima Mostra del Cinema di Venezia, vista da vicino

2 min.

Anche la 71esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia va in archivio. Un’edizione segnata da un notevole calo di pubblico e addetti, come da tendenza degli ultimi anni. Ma il Lido è sempre il Lido, l’aria di cinema che si respira è in ogni caso ottima; trattandosi di un concorso, abbiamo deciso di concentrarci sui premi principali.

di Luca Benni & Matteo Cesarini – (staff Cinema Metropolis Umbertide)

Il film svedese “En duva satt på en gren och funderade på tillvaron” (“Un piccione seduto sul ramo meditava sull’esistenza”), regia di Roy Andersson, conquista la giuria presieduta dal compositore francese Alexandre Desplat e si aggiudica il Leone d’oro. Più volte dato per favorito, alla fine, le 39 scenette grottesche e irriverenti del regista svedese hanno avuto la meglio sul resto dei partecipanti.

Coppa Volpi femminile ad Alba Rohrwacher e quella maschile al suo compagno di set Adam Driver per il nuovo film di Saverio Costanzo, ‘Hungry Hearts’; una storia drammatica e surreale tratta dal romanzo ‘Il bambino indaco’ di Marco Franzoso. Rimane a secco invece il Leopardi interpretato da un ottimo Elio Germano nel film “Il Giovane Favoloso” di Mario Martone, pellicola importante che riesce a filmare l’anima del poeta, anche al di fuori del contesto storico dove è rappresentata; alla fine l’unico premio che si porta a casa è quello “Piero Piccioni” per la miglior colonna sonora ad opera del talentuoso artista tedesco di musica elettronica Apparat.

Con il Premio speciale della Giuria Orizzonti, “Belluscone, Una Storia Siciliana”, regia di Franco Maresco, è stato uno dei film più divertenti della mostra, sebbene i temi trattati fossero un po’ forti: il film racconta, alla maniera di Maresco (con l’ex partner Ciprì autori di CinicoTv su Rai3, ve li ricordate?), il rapporto unico tra Berlusconi e la Sicilia, attraverso le disavventure dell’impresario palermitano di cantanti neomelodici Ciccio Mira – imperterrito sostenitore di Berlusconi e nostalgico della mafia di un tempo – e dei due artisti della sua “scuderia”, Erik e Vittorio Ricciardi, che in cerca di successo decidono di esibirsi insieme nelle piazze palermitane con la canzone scritta dal primo, dal titolo “Vorrei conoscere Berlusconi”.

Fra gli altri, ci è piaciuto particolarmente il nuovo film da regista di James Franco, un abituè della mostra del cinema, ‘The sound and the fury’, tratto da un romanzo di William Faulkner pubblicato nel 1929; Franco ha saputo rappresentare sapientemente il flusso di coscienza dello scrittore americano e raccontare una storia non facile ambientata nel Mississipi ai primi del ‘900.

L’attore-regista ha poi girato a sorpresa una scena del suo nuovo film ‘Zeroville’ ambientato negli anni ‘70, proprio mentre salutava fan e operatori dei media sul tappeto rosso. Corsi e ricorsi di cinema, si vocifera che questo nuovo film sarà presentato il prossimo anno, sempre a Venezia.

Si è parlato molto anche del Pasolini di Abel Ferra, interpretato tra gli altri da Willem Dafoe (praticamente identico alla figura dal grande maestro), Riccardo Scamarcio (nei panni di Ninetto Davoli), lo stesso Ninetto Davoli (nel ruolo di Epifanio, parte che doveva essere attribuita a Eduardo De Filippo nella sceneggiatura di “Porno – Teo  – Kolossal”, al quale Pasolini stava lavorando parallelamente alla scrittura di “Petrolio”), Valerio Mastandrea, Maria de Medeiros, Adriana Asti, Salvatore Ruocco. Gli ultimi giorni della vita di Pasolini visti dagli occhi di Abel Ferrara. Un film che ha diviso pubblico e critica ma sicuramente da non perdere.

Post Scriptum: Luca e Matteo hanno scritto anche una versione estesa di questo articolo. 

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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