A Copenaghen l’utopia si fa architettura, reportage da una città pazzesca

TEATRO DELL'OPERA DI COPENAGHEN 

Il sole a Copenaghen fa riflettere le superfici trasparenti e metalliche di quegli edifici pazzeschi, frutto di un’architettura con l’A maiuscola dove si costruisce l’utopia grazie alle tecnologie costruttive avanzatissime e ad un governo lungimirante.

 
a cura di Architetti nell’Altotevere Libera Associazione

TEATRO DELL’OPERA DI COPENAGHEN

E’ uno dei più moderni teatri d’opera del mondo, realizzato con una struttura a palafitta la cui grande copertura metallica sembra fluttuare sospesa nell’aria.

La struttura, realizzata con pietra locale, graniti, acciaio e vetro, si compone di due elementi principali: l’auditorium con il foyer e l’edificio che ospita le attività di backstage.

L’enorme tetto fluttuante, che sembra sospeso, fa da elemento di unione. L’auditorium, la cui forma ricorda una conchiglia, si sviluppa su cinque piani ed è in grado di ospitare dai 1400 ai 1700 spettatori.

È stato progettato dall’architetto Henning Larsen, ma è interessante citare anche lo studio di progettazione acustiche, l’Acoustics. A.P. Møller che è stato determinante nel far aggiungere acciaio alle vetrate, proprio per questioni acustiche appunto.

E’ situato lungo la riva del porto di Copenaghen, ed è stato costruito mantenendo l’allineamento con il palazzo di Amalienborg, la residenza ufficiale dei reali danesi e la Chiesa dei Marmi.

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copenaghen.it/teatro-dellopera-di-copenaghen


TIETGEN DORMITORY

E’ una residenza per circa 400 studenti, dinamica e dall’insolita forma circolare.

E’ stata progettato dagli architetti danesi Lundgaard & Tranberg, in prossimità del polo universitario di Copenaghen, nella zona settentrionale di Orestad, La semplicità dell’impianto planimetrico circolare è una risposta alle esigenze del contesto urbano, e offre un’immagine importante in un’area di nuova edificazione.

La dimensione dinamica e l’espressione scultorea del progetto si realizzano nel contrasto tra la forma dell’edificio e la semplicità dei singoli componenti.

Il principio ispiratore del progetto, basato sull’intento di mettere in relazione la dimensione collettiva con quella individuale, prende vita attraverso la forma circolare come simbolo di uguaglianza e della comunità, contrastata però da volumi aggettanti che riflettono l’individualità di ogni residente.

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tietgenkollegiet.dk


8 HOUSE, MEGLIO CONOSCIUTO COME BIG HOUSE

L’edificio, opera di BIG appunto, si trova ai margini meridionali di Ørestad, ed è un complesso residenziale (61.000 mq di abitazioni suddivise in tre tipologie differenti) e commerciale (10.000 mq di negozi e uffici), costruito con la pianta che segue la forma di un 8.

Piuttosto che un blocco tradizionale, la 8 House si caratterizza per essere un vivace quartiere urbano organizzato in strati orizzontali collegati da una passeggiata continua e da una pista ciclabile.

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8tallet.dk


Cirkelbroen

E’ un ponte pedonale che attraversa la foce meridionale del canale Christianshavn nella zona centrale  Copenaghen.

Progettato da Olafur Eliasson; il ponte era un dono della Fondazione Nordea alla città, ed è stato inaugurato nel 2015.

E’ composto da cinque unità rotonde con piloni ad albero di diverse altezze.

I piloni sono sostenuti da 118 cavi metallici, così da farlo sembrare quasi uno yacht a vela.

La forma evidenzia ancora di più la pendenza inversa delle rotaie del ponte, che sono fatte di legno di guariuba brasiliano.

Sullo sfondo poi, si intravede il Black Diamond di  Schmidt Hammer Lassen Architects, un ampliamento sul lungomare del vecchio edificio della Royal Danish Library.

Il suo soprannome fa ovviamente riferimento al rivestimento in granito nero lucido e agli angoli irregolari.


COPEHILL

Un anno fa circa, il 4 ottobre 2019 ha aperto il CopeHill, l’impianto di termovalorizzazione più ecologico al mondo su progetto di BIG.

A 5 Km dal centro della capitale danese, è una collina artificiale fruibile tutto l’anno dove sciare, fare arrampicate e persino escursioni.

I nuovi impianti di incenerimento – che sostituiscono l’adiacente impianto di termovalorizzazione dei rifiuti progettato di 50 anni prima – integrano le più recenti tecnologie nel trattamento dei rifiuti e nella produzione di energia.

INFO

copenhill.dk


Gli edifici di Ørestad

Il quartiere di Ørestad è il primo luogo in cui è avvenuta una sperimentazione architettonica senza precedenti in Europa.

Qui l’architettura contemporanea ridisegna e contamina la città dell’antico canale di Nyhavn e del Palazzo di Amalienborg restituendo un’immagine urbana progressista ma rispettosa del passato, che continua a dialogare con l’acqua e cerca nuovi linguaggi per rispettare, in modo radicale, l’ambiente.

Protagonista del nostro viaggio è lo studio di architettura danese Bjarke Ingels Group, meglio conosciuto come BIG; il nuovo genio mondiale dell’architettura si impossessa prepotentemente della scena urbana con i suoi interventi fantasmagorici e futuristici, in cui forma architettonica, funzione, ecologia e territorio trovano una sintesi sorprendente tra paesaggio e tecnologia


SKUESPILHUSET

La Royal Danish Playhouse è l’edificio teatrale sede del teatro drammatico.

La Royal Playhouse è stata progettata dallo studio danese Lundgaard & Tranberg e oltre alla bellezza della sua architettura, all’uso sapiente dei materiali, in particolar modo dei vetri, è un fiore all’occhiello in quanto a sostenibilità.

Le soluzioni tecnologiche adottate, infatti, riducono consumo energetico complessivo di quasi il 40%, grazie all’utilizzo dell’acqua di mare per il raffreddamento e il riutilizzo del calore in eccesso dagli utenti e dall’illuminazione dell’edificio.

INFO

kglteater.dk


INDERHAVNSBROEN

E’ il ponte pedonale e ciclabile che attraversa il porto interno di Copenaghen, progettato da Flint & Neill con Studio Bednarski e Hardesty & Hannover.


VM HOUSES

Sempre ad Ørestad e progettato da BIG insieme a JDS Architects, è un complesso di edilizia residenziale costituito da due condomini adiacenti.

La struttura si articola in due strutture, che prendono il nome dalle loro forme planimetriche che richiamano le due lettere dell’alfabero M e V.

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Redazione di the mag

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