logo

A tu per tu con Camihawke – Oltre all’influencer c’è di più

2 min.

Recentemente premiata come miglior Instragrammer in occasione dell’ultima edizione dei Macchianera Internet Awards, Camihawke, al secolo Camilla Boniardi, è senza dubbio uno dei personaggi più famosi del Web e amati anche nella realtà.

di Maria Vittoria Malatesta Pierleoni 

Camihawke è monzese classe 1990 e grazie al suo stile espressivo diretto, ironico, sagace, spesso fuori dagli schemi ma estremamente in linea con il sentire comune, è entrata nei cuori di circa 1 milione di follower. 

Approdata alla notorietà grazie a una pagina Facebook creata quasi per gioco, in pochissimo tempo ha dimostrato la sua versatilità non solo come creator di contenuti di intrattenimento sui social ma anche come speaker radiofonica di Radio2, una delle protagoniste del programma tutto al femminile Pink Different su FoxLife e co-conduttrice di Nella mia cucina con Carlo Cracco su Rai 2.

Ci siamo fatti svelare qualche segreto da colei che parlando di se stessa, si definisce animale domestico, ammette che la pasta è il suo unico credo e che nella vita non aspetta altro che l’ora di cena.


L’intervista

Da dove viene il nome di battaglia “Camihawke”?

«Da un libro di poesie intitolato Cento poesie d’amore a Ladyhawke, scritto da Michele Mari, a sua volta ispirato al film Ladyhawke che per trasposizione racconta la storia dell’amore impossibile tra un uomo e una donna sposata ad un altro».

Quanto è diversa Camilla da Camihawke?

«Sono fondamentalmente la stessa cosa ma una è un personaggio e l’altra è una persona che lo contiene.

Il personaggio è autentico ma rimane limitato, è solo una parte di Camilla.

È come se fossero due cerchi concentrici che nei momenti gioiosi sono completamente sovrapposti.

In altri invece c’è la Camilla che vuole tenere per sé alcuni aspetti della vita privata e affettiva».

Come e perché hai iniziato a fare video?

«Non è stata una cosa molto programmata, tutto è partito per scherzo.

Ho girato il primo video durante una pausa studio dagli ultimi esami prima della tesi, in un momento di noia dove parlavo dei punti Fragola dell’Esselunga che ha avuto più visualizzazioni del previsto.

Mi sono poi divertita a rispondere ai commenti e man mano ne ho girati altri fino a quando non ho capito che avrei dovuto dedicare a quest’attività più tempo rispetto a quanto fatto fino ad allora.

Decisamente non è stata una strada spianata in partenza ma è diventata di fatto la mia professione: mi occupo in toto delle mie produzioni, dalla fase di scrittura al montaggio dei video».

Che senso hanno secondo te le etichette influencer, webstar, stand up comedian una società fluida come quella di oggi? E in quale ti riconosceresti se dovessi scegliere?

«Mi definisco una creator di contenuti di intrattenimento per il Web.

Trovo influencer un po’ limitante rispetto a quel che faccio, è solo una piccola parte in cui non mi rispecchio in toto.

Le etichette aiutano ad escludere alcuni settori e dare delle coordinate circa l’ambito e il raggio d’azione».

IG stories che sono come rubriche, programmi radio, serie tv marchiate Fox, collaborazioni Rai in cucina con Cracco e la recentissima miniserie scritta con la tua partner in crime Alice Venturi su FB. Quanto è difficile uscire dal web per approdare ad altri mezzi di comunicazione?

«Penso che tutto dipenda dalle inclinazioni naturali ed emotività di ciascuno.

Personalmente sono state tutte esperienze bellissime.

Per indole, tendo ad essere molto ansiosa di fronte alle novità però, in tutti i casi, ho avuto l’opportunità di superare le mie paure e godermi a pieno ogni percorso, addirittura speravo non arrivasse mai la fine». 

La cosa più bella che ti abbia detto un follower?

«Quello che mi fa più piacere sentirmi dire è che ho portato un momento di gioia in una giornata che poteva essere negativa per qualsiasi motivo tramite i miei contenuti.

È uno stimolo ad andare avanti ed l’obiettivo per cui lavoro».

Cosa vuoi fare “da grande”?

«Associato ad una società fluida c’è anche il dinamismo del campo in cui lavoro.

Quando ho iniziato io non c’era nemmeno Instragram!

Tutto si evolve freneticamente e molto velocemente, in una maniera che non posso prevedere.

Quello che spero è di riuscire a stare al passo e trovare la mia dimensione in quella che sarà la comunicazione del futuro.


https://www.instagram.com/camihawke/?hl=it
https://www.facebook.com/camihawke/
https://www.youtube.com/channel/UC4TFt-3rlYfhc_WtlWWY30Q

Published by

Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

Comments are closed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: