Agli Oscar 2021 trionfa Chloé Zhao con “Nomadland”. Migliori attori: Frances McDormand e Antony Hopkins

Nessuna sorpresa. Agli Oscar 2021 Nomadland vince la statuetta dorata come Miglior film, Miglior regia (Chloé Zhao) e Migliore attrice (Frances McDormand). Tre Oscar su sei nomination, con una serie di record per la regista Chloé Zhao: è la prima donna cinese e la seconda donna – dopo la Kathryn Bigelow di ‘The Hurt Locker’ nel 2010 – a laurearsi in Best Director secondo i giudici dell’Accademy. Dopo il Leone d’oro a Venezia nel 2020 e il bis ai Golden Globe, per  Nomadland arriva il terzo e più prestigioso riconoscimento nel mondo del cinema. Frances McDormand incassa il suo terzo Oscar da protagonista, nonché quello da produttrice al pari della stessa Zhao.

Tratto dal saggio di Jessica Bruder, la pellicola è interpretata da attori professionisti, quali la protagonista McDormand e David Strathairn, e da non professionisti, ovvero i nomadi Linda May, Swankie e Bob Wells.

LE PAROLE DI ZHAO

“Ringraziamo tutte le mani e tutti i cuori che si sono messi insieme per fare questo film”. Sono le prime parole con le quali la regista Chloè Zhao ha accolto la notizia dell’Oscar per il suo film sul palco di Hollywood. “Vogliamo esprimere tutta la nostra profonda gratitudine all’intera comunità nomade, a tutte le persone che abbiamo incontrato lungo la strada: grazie per averci insegnato il potere della resilienza e della speranza e per averci ricordato qual è la vera gentilezza”, ha poi concluso la regista.

Zhao ha fatto la storia diventando la prima donna asiatica e la seconda donna in assoluto a vincere il premio come miglior regista e come miglior film. La regista è al suo terzo lungometraggio dopo “Songs My Brothers Taught Me” del 2015 e “The Rider – Il sogno di un cowboy” del 2017, tutti ritratti di persone, spesso interpretate da attori non professionisti, che vivono ai margini della società nel West americano. Il suo prossimo film sarà invece un blockbuster a fumetti Marvel, “Gli Eterni”, la cui sola produzione è costata duecento milioni di dollari.

STATUETTA AD ANTHONY HOPKINS

“Congratulazioni a Antony Hopkins per il suo Premio Oscar”. Solo tre parole, meglio solo tre sostantivi, per salutare ufficialmente l’incoronazione con l’Oscar di Anthony Hopkins, assente a Hollywood alla cerimonia di premiazione quale miglior attore protagonista per l’interpretazione del film ‘The Father’, titolo in italiano ‘Nulla è come sembra’.

GLI ALTRI PREMI

Due premi sono andati a ‘Mank’ (fotografia e scenografia) il film prodotto da Netflix, ‘Soul’ (film d’animazione e colonna sonora) cartone della Disney e ‘Sound of Metal’ (montaggio e sonoro). Emerald Fennell, candidata come regista, ha vinto l’Oscar per la sceneggiatura originale per ‘Una donna promettente’.

Delusione per l’Italia: niente da fare per Laura Pausini, interprete e co-autrice con Dianne Warren di ‘Io sì (Seen)’ della canzone originale di ‘La vita davanti a sé’ (di Edoardo Ponti con Sophia Loren) e per i candidati di ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone (il costumista Massimo Cantini Parrini e i truccatori Mark Coulier, Dalia Colli e Francesco Pegoretti).

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