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AL FESTIVAL DI CANNES TRA PIOGGIA, VIP E PARTY…

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AL FESTIVAL DI CANNES TRA PIOGGIA, VIP E PARTY…

Di Irene Splendorini

Vi spiego come sono finita al Festival de Cannes, io, proprio io che sono sì un’attrice, ma con nessun film in concorso. La Scuola Nazionale di Cinema di Roma dà ai suoi allievi la possibilità di avere il badge per i più prestigiosi festival di cinema del mondo. Eravamo dunque una ventina, tra attori, produttori, costumisti e fotografi ad approdare alla Croisette.

L’inizio di questa avventura non è stato molto incoraggiante. Sono arrivata un sabato mattina in cui Cannes più che la vetrina del glamour sembrava un minestrone di fango. Due valigie piene di vestiti da sera completamente zuppe d’acqua. Un incubo. Ma in fondo non c’è nulla che un gruppo di amiche piene di speranze… non possa superare! Bene, ci sediamo in rue d’Antibes, ordiniamo un misto di formaggi francesi e del vino rosé e apriamo le danze. Ho subito capito che a Cannes bisognava educarsi alla sopportazione.

Sopportare le lunghe file per accedere alle proiezioni: infatti se hai una semplice “accreditation au festival” e non una di quelle degli addetti stampa devi stare in coda minimo un’ora e mezza e non è detto che tu riesca ad entrare. Sopportare anche l’idea che non sei stata invitata a nessun party e dovrai fare i salti mortali per riuscire a procurarti un invito. Sopportare il concetto di mettersi in fila anche per la più semplice delle azioni, tipo attraversare la strada, ordinare un cheeseburger, prendere un taxi. Voglio soffermarmi un attimo sulla questione party. Con un accurato lavoro di squadra non c’è security che tenga.

Testa alta, spalle drittissime e atteggiamento da ‘tu non hai la minima idea di chi sono io’ e mi siedo alla cena di beneficenza presieduta da Eva Longoria. Sul palco i Gipsy King che suonano, tra gli ospiti Jane Fonda, Dita Von Teese, Cheyenne Brando e la strepitosa Valeria Marini.

Mangio, ballo e mi diverto attenta a non alzare la mano perché in corso c’è un’asta di quadri piuttosto difficili da… collocare…come il mega faccione di Leonardo di Caprio in tinte rosso shocking e blu elettrico. Recupero inviti regolari per la première di Paolo Sorrentino, in concorso con La Grande Bellezza e per Nebraska di Alexander Payne. Nessuna fila, con il biglietto alla mano, smoking per gli uomini e nessun dress-code specifico per le donne.

Attraverso il tappeto rosso, ignorata dai fotografi ufficiali ma non dall’iPhone degli amici. Saltello qua e là illuminata e riscaldata dai fari potentissimi. In cima alla scalinata Nicole Kidman, presidente di giuria (sì proprio lei, sbiancata dai flash, principesca) posa in tutto il suo splendore. E io non posso che mettermi a riflettere su quanto sia piccolo anche il mondo del cinema…

Irene-e-Tom-Waller-de-Warrenne-alla-prima-di-NebraskaIrene Splendorini e Tom Weller de Warrenne alla prima di “Nebraska”

Irene-e-l'amica-Renata-Malinconico-alla-cena-di-beneficienza-al-CarltonIrene con l’amica Renata Malinconico alla Cena di beneficenza al Carlton

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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