Alan Peppoloni – speciale “Visioni” – Becoming X

Alan Peppoloni

Come il Coronavirus ha cambiato la tua vita?
«Sono sempre stato una persona abbastanza solitaria e appassionato da sempre di videogames, quindi in realtà non è cambiato molto (sic). Per fortuna ho un orto vicino casa in cui posso svolgere la mia attività preferita, il giardinaggio, che aiuta molto a ritrovare il proprio equilibrio».

Cosa hai riscoperto durante i giorni del grande isolamento?
«Ho ripreso in mano la chitarra, da troppo tempo lasciata a prender polvere. Niente di ché, chitarra ritmica, mai stato un musicista vero. Molto piacevole aver ripreso questa attività, non credo smetterò dopo il lockdown».

Cosa ti ha insegnato l’emergenza?
«Mi ha confermato che l’umanità è ancora troppo giovane per affrontare problemi seri, è come se ancora non fossimo entrati nella pubertà e lo dimostriamo coi nostri comportamenti. Ma sono fiducioso, abbiamo ancora 5 miliardi di anni prima che il Sole diventi una Gigante rossa iniziando a creare problemi di sopravvivenza, quindi abbiamo tempo per imparare a viaggiare nello spazio alla ricerca di una nuova casa: basta tentare di non estinguerci prima per mano nostra».


cosa ascolto

Tomorrow Never Knows” – Beatles

cosa leggo

Umano, troppo umano” – Friedrich Nietzsche

cosa guardo

The meaning of life” – Monthy Python


BIO 

Nasce e vive a Phersna, Perugia per chi non fosse etrusco, poco più di un quarto di secolo prima della fine del II millennio, ‘nzomma nel 1974.

Inizia a leggere fumetti fin da piccolo e si stupisce che nessuno dei suoi compagni delle elementari conosca Rank Xerox o Joe Galaxy, “Possibile che non leggano Frigidaire ma solo Topolino?!?” si chiederà spesso.

Al liceo s’innamora della filosofia e negli stessi anni inizia a fare il letterista per le Edizioni Star Comics, assegnato all’incredibile Hulk proprio nel momento in cui non è più verde ma grigio, versione quasi logorroica del personaggio dovuta probabilmente a 20 anni di soli “GRUNT” e “HULK SPACCAAA!!!”.

Ascolta quasi esclusivamente musica vecchia, prevalentemente ’60/’70, perché se è vero che “Rock is dead” anche gli altri generi non se la passano bene.

 


Una matita ci salverà

Questo numero speciale di The Mag è nato da un’idea ma soprattutto dalla creatività di 50 illustratori del collettivo Becoming X. Scopriamoli!

Li abbiamo imparati a conoscere numero dopo numero su queste pagine.

Sono gli illustratori, i disegnatori e i fumettisti che insieme formano il collettivo Becoming X, un gruppo di ragazzi che dal 2012 ha deciso di condividere una passione, quella per il disegno.

Tante sensibilità, tanti sguardi e tante “penne” che, ognuna col proprio tratto, creano mondi e suggestioni che abbiamo imparato ad amare anche su The Mag.

In passato li abbiamo anche seguiti nei loro “live drawing”, delle specie di “estemporanee” dove ci si ritrova e si disegna insieme.

Li abbiamo visti all’opera in mille situazioni, dalla Galleria Nazionale dell’Umbria al Lars Rock Fest fino ai locali prima dei concerti o in degli eventi per i più piccini.

Talento, divertimento e tanta creatività: ci siamo innamorati subito del loro lavoro. Anche per questo, insieme al coordinatore e direttore artistico del collettivo, ovvero Daniele Pampanelli, abbiamo ragionato su una collaborazione “speciale” per questo numero da quarantena.

Il risultato di questo “esperimento” lo troverete nelle prossime pagine, a noi è sembrata una cosa davvero bellissima e per questo vogliamo ringraziare tutti i disegnatori che hanno dedicato il loro tempo e la loro creatività per realizzare questo progetto.

THE MAG 45 / Visioni – BecomingX

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Redazione di the mag

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