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ALCOL – Il numero magico

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Con la recente approvazione del decreto legge n. 158 del 13/9/2012, è stato introdotto in Italia il divieto di vendere alcolici ai minori di anni 18. Gli esercenti sono obbligati a chiedere agli acquirenti di esibire un documento di identità, a meno che la maggiore età non sia evidente.

La sanzione amministrativa per i trasgressori è da 250 a 1.000 euro, ma in caso di recidiva, oltre al raddoppio dell’importo, viene disposta anche la sospensione dell’attività per tre mesi. Le nuove misure si affiancano al reato già previsto dall’art. 689 del Codice Penale, che punisce con l’arresto fino ad un anno i commercianti che somministrano alcol ai minori di 16 anni.

L’intento del legislatore è arginare la crescita del consumo di alcol tra i giovani. Negli ultimi anni gli adolescenti italiani, ispirandosi ad abitudini tipiche del nord Europa, praticano il “binge drinking”, cioè assumono alcolici in grande quantità, in breve tempo e fuori dai pasti, specialmente nei fine settimana. Secondo l’ISTAT il fenomeno riguarda il 15,1% dei giovani dai 18 ai 24 anni. L’abuso di alcol risulta più diffuso tra i frequentatori delle discoteche (31,9%), rispetto ai coetanei che non frequentano locali da ballo (7,8%).  Anche per questo motivo il decreto legge n. 117 del 2007 vieta la vendita e la somministrazione di alcolici in discoteca dopo le ore 3, tranne nelle notti di capodanno e di ferragosto. In realtà il divieto non viene sempre rispettato, con gravi rischi per la sicurezza pubblica.

Secondo l’ACI, in Italia circa la metà degli incidenti stradali è causata dall’alcol. Peraltro anche il Codice della Strada non manca di essere severo al riguardo. Chi guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 grammi per litro (g/l), è punito con sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000 e sospensione della patente da 3 a 6 mesi; se il tasso è tra 0,8 e 1,5 g/l la sanzione diventa penale, con l’ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a 6 mesi, oltre alla sospensione della patente da 6 a 12 mesi; se il tasso è superiore a 1,5 g/l l’ammenda va da euro 1.500 a euro 6.000, l’arresto da 6 a 12 mesi, la sospensione della patente da 12 a 24 mesi. Inoltre se il veicolo appartiene a persona estranea al reato la sospensione è raddoppiata, mentre se appartiene all’autore dell’infrazione viene sottoposto a confisca, cioè viene espropriato dallo Stato. In tutti i casi, se chi guida in stato di ebbrezza provoca un incidente, le sanzioni sono raddoppiate ed è disposto il fermo del veicolo per centottanta giorni, salvo che appartenga a persona estranea all’illecito.

Se l’incidente è provocato da un conducente con tasso superiore a 1,5 g/l, la patente è revocata. Per i minori di anni 21 e per i conducenti professionali, il tasso alcolemico alla guida deve essere pari a 0, pena la sanzione amministrativa da 155 a 624 euro se il tasso è inferiore a 0,5 g/l, e l’aumento di un terzo delle pene già previste per le altre ipotesi più gravi.

Anche se la legge sembra complessa e frastagliata, in realtà il messaggio è forte e chiaro: non date da bere ai minorenni e non bevete se avete le chiavi dell’automobile in tasca!

Michele Cancellieri

avv.cancellieri@libero.it

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Michele Cancellieri

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