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Alessandra Chieli – «IO, A TEATRO PER SCELTA»

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Quando l’indole testarda e volitiva del capricorno si coniuga con un ottimismo tanto disarmante quanto creativo, succede che una giovane donna baciata dal talento e dalla bellezza, decida di assomigliare ogni giorno di più all’idea che si è fatta di sé stessa. Senza avere un piano b di riserva perché «piuttosto che contemplare o peggio lamentarsi, bisogna creare». Lei è Alessandra Chieli.

Alessandra Chieli

Alessandra Chieli

Con in tasca un diploma propedeutico a quella che sarebbe stata un’ovvia carriera di insegnante, dieci anni fa, Alessandra sceglie di «mettersi alla prova». Chitarra in spalla, non per hobby, ma dando fiato a un altro talento, quello di musicista diplomata al conservatorio, lascia la provincia per approdare a Bologna prima e nella capitale poi. Si definisce «teatrante» e in questa definizione, per lei che odia le etichette, è racchiusa una filosofia di vita che travalica la commedia e affianca l’idea dell’arte come «crescita continua».

È bella Alessandra, di una bellezza non ostentata, ma cristallina. Un viso da pubblicità, verrebbe da dire, e la pubblicità, al netto di facili snobismi che non le appartengono, è uno dei settori in cui dà ottima prova di sé.

intervista di Sandra Biscarini

Alessandra Chieli

Alessandra Chieli

Generazione 2.0 verrebbe da dire. Quella meglio gioventù che guarda la crisi in faccia e non ha paura…

Ho ricordo bellissimi dei primi anni trascorsi a Bologna dove mi sono perfezionata negli studi musicali e avvicinata al teatro. Mettersi alla prova, nell’esercizio costante della ricerca, aiuta a dare forma al sé».

Quale è oggi la tua vocazione o se vogliamo la tua strada?

«Ho fatto e continuo a fare tanto cinema indipendente sotto la direzione di registi che hanno contribuito alla mia crescita professionale e umana, in maniera determinante. Un percorso straordinario pur nelle difficoltà che incontra chi, come me, ha scelto di non frequentare nessun tipo di accademia. Alla fine è una scelta che rispecchia la concezione del teatro come forma d’arte non etichettabile in nessuna delle omologazioni con cui spesso le accademie tendono a modellare i propri studenti».

Trama e canovaccio in una valigia dell’attore ricca di esperienze e contaminazioni. Attrice, drammaturga ma anche musicista. Quanto conta la duttilità in un’artista?

«Non si tratta di fare tanto, ma di fare bene perché la quantità non è sempre sinonimo di professionalità. È la curiosità l’unico faro guida. Nel 2011 ho fondato insieme agli attori Emilio Barone e Massimiliano Ferrari, la Compagnia Barone Chieli Ferrari che basa la propria ricerca teatrale sul valore delle relazioni e delle azioni sceniche. Il rapporto tra letteratura e teatro è uno dei punti cardine del lavoro».

[quote]«Fin da adolescente ho capito che quella dell’arte sarebbe stata la mia strada. Non è stato difficile né traumatico decidere di partire per incamminarmi lungo questo percorso.»[/quote]

Ti riferisci a qualcosa di particolare che avete messo in scena?

«Sì, allo spettacolo ‘La salute degli infermi’, per esempio, ispirato all’omonimo racconto dello scrittore Julio Cortázar con cui abbiamo vinto il bando Pre-Visioni del Teatro della Tosse di Genova. E proprio con «Componibile Cortázar», (lettura-spettacolo), chiuderemo il mese dedicato a Cortázar ‘Quieremos Tanto a Julio’ organizzato dall’ambasciata Argentina. Inoltre questo spettacolo, a marzo, sarà ospite in Umbria, a Città di Castello, in un appuntamento del Festival di letteratura CaLibro».

Altri progetti imminenti?

«Nell’aprile prossimo al teatro Tor di Nona a Roma, debutterà il nuovo lavoro ‘A una signorina a Parigi’ vincitore, con il primo studio, alla manifestazione ‘Marte Live’, del ‘Premio Tor di Nona’».

E in questa tua formazione permanente che ruolo riveste la musica?

«La musica ha sempre avuto e continuerà ad avere un ruolo di primo piano. Pur avendo abbandonato l’attività con le band, continuo a esibirmi sia come musicista che come cantante, con formazioni più piccole. L’estate scorsa, la compagnia ha debuttato con ‘Notturni da E.T.A. Hoffmann’ lavoro nato dalla collaborazione con l’attore regista Francesco Petti e l’Orma Editore e di cui, nella primavera 2015, uscirà l’audiolibro. Attualmente è in preparazione ‘Il canto sulla polvere’ un audiodramma ispirato all’opera di Ingeborg Bachmann che sarà ospite a febbraio alla IX edizione della manifestazione ‘Ritratti di Poesia’ di Roma».

Alessandra Chieli - the Mag

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