logo
logo

Alessandro Gavarini – Passione Canoa

3 Min. - tempo di lettura

Se hai vent’anni e gli ultimi dieci li hai praticamente passati in acqua, su un fiume, a allenarti, pagaiare e gareggiare, puoi dire di essere cresciuto in canoa. Così è successo ad Alessandro Gavarini, nato a Correggio, in Emilia, ma di casa a Città di Castello dove ha scoperto questo sport (sfruttando anche la grande tradizione tifernate nella disciplina) grazie al quale ha conquistato titoli e che non ha intenzione di lasciare, nonostante gli impegni universitari e un recente, fastidioso infortunio.

di Marco Polchi / ph: Giorgia Fanelli

Alessandro Gavarini in posa alla diga di Montedoglio

Alessandro Gavarini by Giorgia Fanelli

Alessandro Gavarini portrait

Alessandro Gavarini by Giorgia Fanelli

Alessandro Gavarini by Giorgia Fanelli

Alessandro Gavarini by Giorgia Fanelli

Alessandro Gavarini in canoa

Alessandro Gavarini by Giorgia Fanelli

Alessandro Gavarini sorridente

Alessandro Gavarini by Giorgia Fanelli


La canoa: un amore nato per caso oppure no?
Alessandro Gavarini: «Pratico canoa da circa dieci anni, sono arrivato che ero solo un bambino. Lo conoscevo già come sport, ma solo per sentito dire, una mattina mi capitò di vedere una gara in televisione. Non avendo mai visto niente del genere, mi venne subito voglia di provare!».

Con il Canoa Club Città di Castello si è creato un rapporto speciale, vero?
Alessandro Gavarini:
«Il Canoa Club è una seconda famiglia per me, e probabilmente parlo anche a nome di molti ex canoisti. Il club è un ambiente incredibile in cui crescere, e molti dei rapporti che si creano durano una vita. Naturalmente per quanto mi riguarda un posto speciale è riservato ai compagni d’allenamento e all’allenatore, persone con cui ho stretto un rapporto in termini sportivi, ma anche umani».

Quali trofei hai vinto? A che livello sei arrivato?
Alessandro Gavarini: «I risultati più importanti della mia carriera sono stati due primi posti ai campionati italiani, categoria juniores e under 23, e un secondo posto nei campionati italiani assoluti, tutti conseguiti nella categoria c2 e negli ultimi due anni».

Sei molto giovane: è difficile parlare di rimpianti… ma se la vita fosse un fiume e tu potessi risalire la corrente, magari in canoa, rifaresti tutto alla stessa maniera?
Alessandro Gavarini: «Rimpianti in particolare non ne ho, probabilmente tornassi indietro con la maturità sportiva attuale mi allenerei più seriamente, perché secondo me il vero salto di qualità di un atleta non è fisico, ma mentale. Da adolescenti molto spesso non ci si rende conto di queste cose. Poi di recente ho avuto un infortunio e non posso nascondere un certo senso di amarezza che mi è rimasto e di dispiacere per il mio compagno di c2 Enrico Tornelli, una persona incredibile a cui devo molto e che probabilmente non ho ringraziato come si deve. Eravamo già pronti per fare le valige e dirigerci verso la Valtellina, sede degli ultimi mondiali assoluti, anche perché in quel periodo andavamo particolarmente bene».

[quote]«Questo è il primo vero servizio e devo dire che mi è piaciuto per una volta stare dall’altra parte dell’obiettivo».[/quote]

Pensi di tornare in canoa al più presto?
Alessandro Gavarini:«È una cosa a cui penso spesso e che vorrei fare, ma per adesso ho le mani legate».

Ti sei iscritto a ingegneria meccanica, perché?
Alessandro Gavarini:«Ho sempre avuto il pallino per queste cose, le materie scientifiche mi hanno sempre appassionato e anche dopo diversi mesi di università capisco di aver fatto la scelta giusta».

Dimmi un tuo mito sportivo.
Alessandro Gavarini:«Non ho mai avuto una figura di riferimento, ma ho sempre ammirato i professionisti in generale».

Un hobby?
Alessandro Gavarini:«Ultimamente mi sto confrontando con una chitarra ma con risultati abbastanza deludenti (ride ndr)!».

Ti piacerebbe fare il ”modello”?
Alessandro Gavarini:«Questo è il primo vero servizio e devo dire che mi è piaciuto per una volta stare dall’altra parte dell’obiettivo. Non nascondo che mi piacerebbe un’eventuale carriera nel settore, anche se breve, ma non credo che farei molta strada!».

Con questo fascino così, un po’ nordico, avrai molte fan sparse tra Umbria ed Emilia…
Alessandro Gavarini:«Lo prendo assolutamente come un complimento! Di solito quando mi va bene mi dicono che assomiglio a Gesù. In effetti questo mio nuovo look con il capello lungo attira molto l’attenzione, ma non sempre in senso positivo».

Domanda banale N.1: la cosa più importante della tua vita?
Alessandro Gavarini:«Le persone che la rendono speciale, in particolare la famiglia e una cerchia molto ristretta di amici, risposta banale numero uno!».

Domanda banale N.2 e finale: cosa vorresti fare da grande?
Alessandro Gavarini:«Quello che avrò voglia di fare in quel momento e non potendoti rispondere adesso per forza di cose, posso dirti con certezza che non ne ho assolutamente idea. Spero solo di riuscire a fare qualcosa che mi diverta, che sia l’ingegnere, l’atleta, o magari il modello… improbabile!».

Post simili

Pubblicato da

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.