Alla conquista di cuori e castelli con Marco Leombruni | Becoming X/L’intervista

Cresciuto a pane e Corto Maltese, scopriamo questo giovane illustratore “Photoshop addicted” del collettivo Becoming X che stava per diventare infermiere (ma ha sbroccato prima) e la cui comfort zone è “disegnare bambine coraggiose e pirati”.

TESTO: ANDREA LUCCIOLI
Marco Leombruni

Un infermiere mancato? Macché, un illustratore la cui comfort zone è disegnare le storie di “bambine giovani e forti” o “pirati”. Il tutto, ovviamente, senza sapere il perché. Marco Leombruni, ennesimo talento del collettivo Becoming X che ospitiamo sulle nostre pagine, ha sempre sognato di fare il fumettista. E’ finito a fare qualcosa di simile in seguito a un’illuminazione avuta durante il corso di Scienze infermieristiche e da allora non si è più fermato. Photoshop addicted, ha un solo segreto per fare – alla grande – quello che fa: essere e sentirsi vivo. Conosciamolo più da vicino!

Quando hai deciso di diventare un illustratore e perché?

“Durante il corso di laurea in Scienze Infermieristiche, avrò avuto vent’anni. Fondamentalmente perché ero (ma lo sono ancora, sia chiaro) un coglione: in quel mondo, sebbene interessantissimo, mi trovavo profondamente a disagio. In parte per la naturale ansia generata dal lavorare su altri esseri umani, i quali ripongono delle aspettative su di te che tradirai essendo alle prime armi, in parte perché ero completamente disgregato da quello che era la vita universitaria perugina dove studiavo. Poi per le mie incapacità relazionali, perché ero un pendolare, perché i miei colleghi erano in parte pessime persone. Sbroccai male. Insomma, da buono sfigato disegnavo sempre e sognavo di fare il fumettista. La figura dell’illustratore la scoprii cercando un corso che mi permettesse di fare quel lavoro… veniva venduta come più “professionale”, effettivamente ti permette di rivolgerti ad un pubblico più eterogeneo. E allora illustratore sia mi sono detto”.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?

“Ok, nonostante quella cosa dell’illustratore di prima, io rimango un amante del fumetto, perché mi piacciono le storie, la narrazione e amo l’avventura. Qualsiasi declinazione abbia, dal conquistare un castello o “solo” un cuore. Quindi in generale mi piace disegnare chi si cimenta in questo percorso: che siano personaggi di fantasia, animali antropomorfi, o persone ed animali veri. Se poi vogliamo essere proprio didascalici, prendo atto che la mia comfort zone di personaggi sono “giovani e forti bambine” e “pirati”, giuro di non aver idea del perché”.

Qual è stata la tua formazione?

“Mi iscrissi allo IED (Istituto Europeo di Design) di Roma dove mi diplomai in Illustrazione & Animazione Multimediale col massimo dei voti, per quel che conta nel nostro ambiente, cioè zero assoluto. Parecchi anni dopo presi un master in Colorazione Digitale presso la Scuola Internazionale di Comics. Nel tempo dovrei aver partecipato ad un po’ di workshop ma ora non ricordo quali. Solo anni dopo mi resi conto di quanto il corso mi abbia dato, al tempo ero un criticone, invece era molto ben fatto. Infine i lavori e l’esperienza, specialmente quella in altri ambiti, mi hanno dato competenze forse ben più fondamentali”.

Che tecniche usi e prediligi? 

“Amo inchiostro e acquerello, ho abbandonato gli acrilici, uso poco il resto. Ma il 99% del tempo lavoro in digitale con Photoshop, sia necessità lavorative che per le grandi potenzialità del mezzo”.

Chi è il tuo maestro o la fonte di ispirazione?

“Sono molto versatile stilisticamente e quindi rimango sempre affascinato da maestri diversi… O viceversa, davvero non saprei. Posso dire questo, da bambino ricordo che andavo spesso nella biblioteca comunale a rileggere un gigantesco albo di Corto Maltese (ecco l’avventura…) mentre nel modo reale Claudio Ferracci, il presidente della Biblioteca delle Nuvole di Perugia, ha salvato i cuori di tanti di noi disegnatori, non è solo un maestro, ma una specie di padre. Pratt & Ferracci, una coppia non male”.

Il lavoro di cui sei più orgoglioso?

“Sono quegli scarabocchi con qualche pensiero ironico, che posto su Facebook per staccare tra un lavoro e l’altro”.

In un mondo dove i creativi sono sempre di più, anche grazie alle nuove tecnologie, qual è il segreto per restare originali?

“Mi piacerebbe saperlo. Quello che mi pare sia la storia dell’arte è prendere ispirazione da tutto quello che c’è e c’è stato, farlo tuo, e riproporlo. Per fare questo però serve personalità, idee, coraggio ed un pensiero vivo con cui approcciare al mondo. Forse il segreto è essere vivo”.

Come sei finito in mezzo al progetto Becoming X?

“Ero ad una mostra con Chiara Galletti, credo, illustratrice che avete già intervistato, dove incontrammo il cofondatore del Becoming Daniele Pampanelli, che avevo conosciuto qualche tempo prima. Manifestai il desiderio di partecipare, e fummo arruolati. Il Becoming X rappresenta tutto quello che questo lavoro non riusciva a darmi e di cui io, ma credo tutti noi avevamo bisogno, è il nostro piccolo socialismo”.

Com’è l’esperienza dei live drawing?

“Esaltante. È la cosa più vicina a suonare in pubblico che ho provato, ma senza suonare di merda”.

Su cosa stai lavorando adesso? Qualche progetto in cantiere?

“In questo momento sto lavorando a dei libri di scuola. L’idea che dei bambini possano appassionarsi ai propri studi anche grazie ai miei disegni mi investe di una grande responsabilità, ne vado fiero. In cantiere ho parecchia roba come sempre, ma in primis devo finire le illustrazioni di un libro, e poi vorrei disegnare un fumetto su una storia che ho in testa da un po’”.

BIO / MARCO LEOMBRUNI

Sono Marco Leombruni, nato nel 1984 a Marsciano (PG). Diplomato presso lo IED di Roma. Ho realizzato numerosi corsi ed attività laboratoriali nelle scuole, per enti ed associazioni, riguardanti la grammatica del fumetto e dell’illustrazione. Sono docente di Illustrazione presso l’Istituto Italiano di Design di Perugia dal 2017. Lavoro principalmente come illustratore freelance oltre che storyboard artist.

INFO

marcoleombruni.com
facebook/marcoleombruni
instagram/marco_leombruni
linkedin/marco-leombruni

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Andrea Luccioli

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