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ALWAYS THE SUN

Sabato 30 novembre, all’Estragon di Bologna, c’è stata la prima delle tre date italiane degli Stranglers.

Noi c’eravamo per un’esaltante esperienza live da parte di​ uno dei gruppi britannici più eccitanti, credibili e influenti di sempre, che stanno cavalcando alla grande la cresta di una nuova ondata di popolarità che li ha visti​ recentemente anche in copertina del magazine britannico​ Vive Le Rock accompagnati dal titolo di miglior band del 2019.​

Gli Stranglers sono un’anomalia del punk britannico, oggi come 45 anni fa quando esordirono dal vivo con un sound decisamente primitivo, e nel 1977 quando pubblicarono l’album di debutto​ Rattus Norvegicus erano decisamente più vecchi degli altri gruppi.​

Suonavano come una specie di versione punk dei Doors con l’uso delle​ tastiere e pezzi lunghi​ da cinque o sei minuti, erano degli outsider in piena regola contraddisti da sempre per le scelte impopolari come una costante della storia dei quattro “men in black” (all’epoca J.J. Burnel, Dave Greenfield, Hugh Cornwell e Jet Black, gli ultimi due ora sostituiti da Baz Warne e Jim Macaulay).​

Hanno attraversato tra alti e bassi i decenni successivi, tra arresti per aver incitato alla violenza il proprio pubblico o per detenzione di sostanze stupefacenti, boicottati da radio, televisioni e stampa grazie alle loro abitudini piuttosto violente verso i giornalisti,​ costrinsero la EMI a pubblicare come singolo​ Golden Brown​ che finì poi in cima alle classifiche in mezzo mondo,.

Ignorati dalla quasi totalità dei colleghi musicisti eppure, capaci di guadagnarsi rispetto e fama a dispetto di tutto e tutti fino ad arrivare al giorno d’oggi con una carica e una lucidità che pochi possono vantare.​

Veri e genuini, dotati di notevole talento musicale e con una qualità senza tempo delle loro canzoni, hanno portato sul palco il loro​ potente suono tra​ ritmi martellanti e melodie alle stelle,​ proponendo un set da ventitré brani, durante il quale è stato passato in rassegna praticamente tutto il repertorio del gruppo, dall’album di debutto “Rattus Norvegicus” e dal celebre “No More Heroes” (entrambi del ’77) ai più recenti “Giants” (del 2012) e “Suite XVI” (del 2006), passando per “Black and White” del 1978 e “The Raven” del 1979.​

ll set si è concluso con l’esecuzione di “No More Heroes“, uno dei brani più celebri del gruppo, title track della seconda prova sulla lunga distanza della formazione che nel 1977 raggiunse l’ottava posizione nella classifica di vendita britannica dei singoli. 

SETLIST 

Waltzinblack​ – The Raven​ (Get a) Grip (on Yourself)​ – Midnight Summer Dream​ – Time to Die​ – Nice ‘n’ Sleazy​ – Norfolk Coast​ – 5 Minutes​  – Unbroken​ – Golden Brown​ – Always the Sun​ – Don’t Bring Harry​ Nuclear Device (The Wizard of Aus)​ – Peaches​ – Toiler on the Sea​ – Freedom Is Insane​ – Walk On By​ | Cover di Dionne Warwick​ –  Something Better Change​ – Relentless​ – Hanging Around​ – Tank​ – BIS #1 – No More Heroes​ 

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