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ANDREA LENSI – la mia STREET ART da SALOTTO

andrea lensi
3 min.

Entrando in casa di Andrea Lensi si ha l’impressione che le tele non siano più sufficienti a contenere le forme e i colori che caratterizzano la sua produzione. Lampade, cuscini, vecchi cartelloni pubblicitari e perfino il tavolo da pranzo, ogni superficie diventa opera e allo stesso tempo elemento d’arredo, è un’arte destinata a essere fruita quotidianamente come da tradizione pop.

Andrea Lensi: «Sono un artista pop decisamente. La mia cultura visiva viene dagli anni ’70-80, dai fumetti di Pazienza, dai dischi di Bowie, dai diari di Jacovitti. Ho incrociato la nascente street art italiana a Roma qualche anno fa dove ho esposto in un paio di collettive e sono immediatamente rimasto impressionato dall’energia creativa che sprizza da questa nuova forma artistica.

di Claudia Belli

Adoro i murales e devo dire di aver provato con piacere a realizzarne qualcuno. Ci vuole davvero grande energia, anche fisica, per realizzare opere di grandi dimensioni impiccato ad uno scalandrino malfermo o spericolandosi dall’alto di un carrello elevatore. Per questo ho deciso di diventare piuttosto uno street artist da salotto, molto più consono al mio personaggio».

[quote]”Il mio pensatoio è la rete. Viaggio nella musica del mondo attraverso la rete, attraverso le immagini.” Andrea Lensi[/quote]

 

Lo stile immediato infatti è proprio quello tipico degli artisti che scelgono la strada come galleria, ma le sue opere sono destinate altrove e pur non essendo povere di contenuti è proprio la ricerca estetica a costituirne il carattere dominante. Non a caso Andrea Lensi ha cominciato proprio come grafico ed è facile ritrovare la precisione e gli equilibri nelle composizioni tipiche di una certa creatività, anche nel caos apparente del suo personalissimo mondo fatto di omini buffi e mostriciattoli è il ritmo che determina l’armonia.

L’estro, per quanto florido, richiede continui impulsi: quali sono gli ingredienti speciali che portano a questo equilibrio fantasioso?

«La musica è lo stimolo fondamentale del mio processo creativo. Mi metto in relazione al lavoro che ho davanti soprattutto con la musica. Il mio pensatoio è la rete. Viaggio nella musica del mondo attraverso la rete, attraverso le immagini. Mi piace il web, mi piacciono i social. Trovo molto interessante condividere contenuti in rete».

Per quanto il web possa dare enormi possibilità di farsi conoscere e condividere, anche uno street artist da salotto deve uscire dal proprio rifugio…

«Certo, è sempre emozionante esporsi con le proprie opere, ma lo è di più per me poterle realizzare davanti ad un pubblico. Il mio modo di interpretare arte mi ha spinto in questi anni a realizzare “live” piccole e grandi performance nei contesti più disparati. Dal pub, al grande murales stradale per il Festival delle Nazioni 2013. Tutto questo mi ha portato, esattamente un anno fa, a realizzare dal vivo un’opera in un importante contesto internazionale a Bilbao, in uno dei più prestigiosi musei del mondo. Esperienza davvero intensa».

Il video di questa performance ricorda l’esperienza di Jon Burgerman, artista britannico che Andrea segue e con il quale è entrato in contatto proprio grazie al web, ma le collaborazioni più interessanti possono nascere proprio da artisti concettualmente più lontani e geograficamente più vicini:

«La mia prossima tappa è Perugia. Il 16 giugno inauguriamo nello spazio della Galleria d’arte Artemisia la mostra ‘Body&Soul’ pensata e realizzata insieme a Giampaolo Tomassetti e che rimarrà aperta per tutto il periodo di Umbria Jazz. Fino al 23 luglio io e Giampaolo presenteremo una mostra piena di piccole contaminazioni, di ritmo, di suoni e colori».

Decisamente è un momento importante nella vita professionale di Andrea, che ha deciso di prendere più sul serio il suo lato artistico imponendosi metodo e disciplina e lo stesso rigore lo impiega in cucina, benché a detta sua non sia proprio il suo habitat naturale. Le ciotoline bianche con gli ingredienti pronti per essere sminuzzati dalla mezzaluna sono in fila ordinati e con una certa perizia cromatica, oltre al palato anche l’occhio vuole la sua parte.

«Questi spaghetti, che chiameremo con benevolenza “alla siciliana” non sono altro che una rappresentazione metafisica della mia scarsissima dedizione alla cucina. Sono facili, veloci, ma allo stesso tempo molto saporiti e abbastanza scenografici da poterli proporre in qualche cenetta improvvisata. Una manciata di uvetta passa, dei pinoli, due acciughine e l’aglio. Sminuzzati, li metto a sciogliere in padella con dei capperi e un po’ di tonno. Ci buttiamo gli spaghetti e alla fine due manciate di pane grattato abbrustolito a parte che lega il tutto, dolce e salato. Ingrediente importantissimo: il vino! Rosso e possibilmente potente.»

Devo dire che il risultato è eccellente e rappresenta benissimo l’estetica delle opere di Andrea grazie agli spaghetti ingarbugliati e ai toni forti dati dai sapori mediterranei in  piacevole contrasto tra loro. Unica pecca: la sproporzione tra la pasta e il condimento, lontana dall’armonia delle tele ma anche sintomo legittimo di sregolatezza per un artista!

su Andrea Lensi: https://www.facebook.com/andypopshop

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