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ANDREA & LUCA SARTORETTI – DOVE IL TALENTO È DI CASA

Andrea Sartoretti e Luca Sartoretti insieme posano all'interno del Pala Panini di Modena
3 Min. - tempo di lettura

Uno ha vissuto da protagonista la stagione più florida della pallavolo italiana, facendo parte di quella generazione di fenomeni forse irripetibile e ora si è messo dietro la scrivania come direttore generale. L’altro è un giovane schiacciatore di talento che sta crescendo giorno dopo giorno, tra un allenamento, una partita e un esame di Economia all’Università.

Ma non sono avversari, anzi. A unirli è un legame indissolubile, nello sport ma soprattuto nella vita. Padre e figlio, che quest’anno hanno vinto tutto quello che c’era da vincere in Italia (Super Coppa, Coppa Italia e Campionato di A1) con la DHL Modena Volley, insieme nella stessa squadra: Andrea e Luca Sartoretti. Li abbiamo incontrati per le foto al Pala Panini di Modena, gli abbiamo fatto quest’intervista alla quale si sono prestati con simpatia e sincerità, chiedendogli di sport, del loro forte rapporto con Città di Castello ma anche di cosa fanno al di fuori della pallavolo. E hanno risposto così.

Andrea Sartoretti e Luca Sartoretti insieme posano all'interno del Pala Panini di Modena

Andrea e Luca Sartoretti – PalaPanini / Modena

Perché consigliereste a un ragazzo di iniziare a giocare a pallavolo?

ANDREA SARTORETTI: «È uno sport che mi ha consentito di crescere con dei valori importanti, mi ha permesso di incontrare tanti amici che mi hanno aiutato ed ho aiutato a vincere. Perché questa è la pallavolo».

LUCA SARTORETTI: «Perché uno sport di squadra, consente di crescere dentro un gruppo nel rispetto degli altri e delle regole. È avvincente e ogni partita finisce solo dopo che è caduta l’ultima palla».

Andrea, che qualità “ruberesti” a tuo figlio; e tu Luca a tuo padre?

ANDREA SARTORETTI: «Ruberei a Luca la sua giovinezza che lo rende così spensierato e la freddezza che ha dimostrato durante questi play off partita dopo partita».

LUCA SARTORETTI: «Ruberei a papà il suo grande talento e la sua forza di volontà… e anche la battuta!».

Se non il volley, in quale altro sport vi sareste visti bene?

ANDREA SARTORETTI: «Tennis, è uno sport che amo e che seguo sempre».

LUCA SARTORETTI: «Calcio, ma non ho potuto giocare a pallone perché quando ero piccolo abitavo a Cuneo, poi a Trento e la mamma non mi portava agli allenamenti, era troppo freddo e spesso nevicava».

Invece, un difetto che proprio non sopportate nell’altro…

ANDREA SARTORETTI: «Il suo disordine».

LUCA SARTORETTI: «Se io sono disordinato è solo perché lui è troppo pignolo!».

Raccontateci del vostro esordio.

ANDREA SARTORETTI: «Ho esordito a Città di Castello contro Battipaglia tra i 17 e 18 anni. Ricordo ancora il frastuono del palazzetto!».

LUCA SARTORETTI: Ho esordito a 18 anni con Città di castello a Macerata dove ho siglato il mio primo punto in A1».

E la prima vittoria, la prima grande emozione sportiva?

ANDREA SARTORETTI: «La mia prima vittoria è stata la promozione in A1 di Città di Castello. Tante altre emozioni da giocatore fino ad arrivare alla soddisfazione da dirigente nel conquistare quest’ultimo Scudetto».

LUCA SARTORETTI: «La prima vittoria indimenticabile è stata la promozione con Città di Castello in A1. L’emozione più grande domenica 8 maggio al Pala Panini, vincere davanti a 6.000 persone».

Curiosità, avete già vinto lo stesso numero di scudetti: che effetto fa?

ANDREA SARTORETTI: «Sono molto contento per Luca e gli auguro anche di superarmi in futuro».

LUCA SARTORETTI: «Provo una strana sensazione… Se ci penso ancora non credo di avere vinto un titolo così importante».

Parliamo di Città di Castello: qual è il vostro legame con questa realtà? Cosa vi piace di più? Cosa rappresenta per voi?

ANDREA SARTORETTI: «Città di Castello è la mia città di adozione. Ho costruito lì la mia famiglia e tanti rapporti di amicizia».

LUCA SARTORETTI: «Città di Castello significa famiglia, amici. Ogni anno, quando abitavamo lontano, tornavo a giugno in Altotevere ed era ogni volta una grande emozione. Poi ci sono andato a vivere, ho fatto il Liceo classico Plinio e dopo le superiori sono ripartito, ma lì c’è sempre la mia casa dove tornerò anche quest’estate».

Come vedete l’Italia del volley alle Olimpiadi di Rio de Janeiro?

ANDREA SARTORETTI: «L’Italia è molto forte, può far bene. Spero che sia una bella estate per la Nazionale e per i miei ragazzi».

LUCA SARTORETTI: «Molto competitiva. La squadra è molto forte e potrebbe arrivare fino in fondo».

Il mondo al di fuori della pallavolo: cosa vi piace fare?

ANDREA SARTORETTI: «Dedicare tempo, quel poco che mi rimane, alla mia famiglia. Mi piace correre e leggere libri».

LUCA SARTORETTI: «Quando posso studio anche se ho poco tempo. Mi piacciono le cose molto semplici, guardare film, ascoltare musica, uscire con amici».

Dopo un anno così bello ma estremamente intenso come si stacca la spina… se si stacca?

ANDREA SARTORETTI: «Davvero un anno indimenticabile, la spina non l’ho staccata ancora…. Anzi, lavoro più di prima».

LUCA SARTORETTI: «Non si può staccare la spina, il ricordo affiora sempre perché abbiamo fatto qualcosa di grande. Continuo e continuerò ad allenarmi».

Nel vostro futuro sportivo c’è?

ANDREA SARTORETTI: «Per il momento Modena».

LUCA SARTORETTI: «Non saprei ancora, ho qualche opportunità da valutare».

Il vostro sportivo del cuore…

ANDREA SARTORETTI: «Andrè Agassi».

LUCA SARTORETTI: «Michael Jordan».

Grazie!

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