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ANNA CHE NON SE N’È MAI ANDATA

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Il ricordo di Anna Marchesini nelle parole  di Massimo Lopez e Tullio Solenghi. L’omaggio durante Umbrialibri dove oltre 300 persone si sono ritrovate per celebrare l’artista e la donna. Dagli esordi in radio fino al Trio, il successo in Rai, la carriera di scrittrice.

di Andrea Luccioli - foto: Roberto Calcagni

Un ricordo, un abbraccio fortissimo. A Umbrialibri è andato in scena, al cinema Zenith di Perugia, il commosso omaggio ad Anna Marchesini, l’attrice nata ad Orvieto e morta lo scorso anno dopo una lunga malattia. Oltre 300 persone hanno assistito ad un tributo che è stato molto di più di un semplice ricordo collettivo, ma anche l’occasione per ripercorrere una stagione televisiva che non c’è più e scoprire la Marchesini scrittrice, spesso passata, a torto, sotto traccia. Sul palco Tullio Solenghi, Massimo Lopez, insieme a Pino Strabioli e le attrici Francesca Gatto e Angela Citterich, hanno condensato lacrime e sorrisi nell’appuntamento clou di Umbrialibri, evento organizzato dalla Regione Umbria e che ha portato a Perugia grandi autori e personaggi come Aldo Cazzullo, Goffredo Fofi, Walter Siti.

«Io Anna l’ho conosciuta al doppiaggio _ ha detto Lopez in apertura _ Un giorno ci siamo incontrati per caso e mi ricordo che abbiamo iniziato a ridere come matti. E dicevo tra me: Non vedo l’ora di farla conoscere anche a Tullio. Poi ho scoperto che già si conoscevano».

La conferma di Solenghi: «Sì, è vero. Con Anna ci siamo conosciuti in una tv Svizzera. In un programma fatto per convincere gli italiani a rimanere in Svizzera. Mentre la prima volta del Trio è stata a Roma, in un caldo luglio. A casa mia. All’epoca vivevo in un piccolo appartamento con altri 85 genovesi. Lì è nato un rapporto di amicizia forte tra noi. Ci siamo ‘triangolati’ e abbiamo iniziato a giocare».

Gli sguardi lucidi, qualche risata, allo Zenith tutti hanno avvertito il peso dell’assenza di Anna, ma anche l’importanza di tutto ciò che ha lasciato.

«Ci mettevamo con un registratore in mezzo alla sala – ha continuato Lopez nel suo racconto degli esordi – premevamo il tasto Rec e cazzeggiavamo per ore».

«La prima trasmissione a tre è stata in radio a Genova. Il programma Helzapoppin doveva durare alcune settimane _ ha proseguito Solenghi _ È andato avanti due anni. Era una trasmissione folle, avevamo inventato il primo corso di mimo radiofonico: stavamo in completo silenzio per un minuto».

Il ricordo più bello in televisione?

«Di sicuro la telenovela _ ha aggiunto _ La prima volta che girammo, decidemmo di vestirci ognuno come voleva. In scena arrivarono tre marziani vestiti come se arrivassero da Plutone. Non riuscimmo a finire di girare talmente stavamo ridendo».

Il rifiuto a passare a Mediaset durante un pranzo con Berlusconi, poi l’incontro con Pippo Baudo, il successo in Rai e la definitiva consacrazione. Ma chi era veramente la Marchesini? La signorina Carlo o la Sora Flora?

«Il pregio di Anna _ ha detto Massimo Lopez _ era quello di essere prima di tutto un’artista preparatissima. Non ha mai tralasciato una virgola di quello che diceva e faceva».

Ma c’era anche una Marchesini meno attrice e più donna.

«Anna _ ha ribadito Solenghi _ era anomala. Poteva essere orrenda e due secondi dopo una strafica. Eroticamente ha mietuto tante vittime. Poteva competere con tutte le belle di allora».

«Ma a lei non piaceva apparire _ ha aggiunto Lopez _ diceva sempre: ‘Io sono il maschio del Trio’».

Cosa manca oggi a Solenghi e Lopez di Anna Marchesini?

«Paradossalmente non mi manca _ dice Solenghi _ Perché ce la portiamo sempre appresso».

«È incredibile _ ha aggiunto Lopez _ Ma è come se questa cosa non fosse mai accaduta».

L’omaggio alla Marchesini si è chiuso con la lettura di alcuni passi tratti dai suoi libri, una eredità da riscoprire e che, è stato detto, continuerà a fare di Anna una preziosa compagna di viaggio per tutti quelli che l’hanno conosciuta e amato la sua arte.

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