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Annalisa Calagreti – Sognando le Olimpiadi del 2020

Annalisa Calagreti - the Mag
2 min.

Annalisa Calagreti fa parte della Nazionale Italiana Cadette Judo, a livello internazionale è salita sul podio più alto di Coimbra in Portogallo nell’European Cup 2015, è stata campionessa italiana esordienti sia nel 2012 che nel 2013, terza classificata l’anno scorso mentre quest’anno ha vinto ancora l’oro. Ma il suo palmares è ricco, anzi ricchissimo di medaglie conquistate in tornei nazionali ed internazionali. Annalisa Calagreti , 16 anni, studentessa all’istituto Cavallotti (indirizzo alberghiero), vive a Città di Castello insieme alla mamma, si allena nella palestra del Centro Judo Ginnastica Tifernate seguita dal tecnico Augusto Mariotti e dal suo staff.

La storia di Annalisa Calagreti è bella per molti motivi. È una che ti fa capire che se vuoi puoi, se fai ottieni e soprattutto se coltivi un sogno, poi lo tocchi con mano e sei felice. Ma è allo stesso tempo una ragazzina che, nonostante i successi in campo sportivo e la ‘forza fisica’ quando parla sfodera una timidezza che la rende molto dolce.

ph: Federico Giulietti – servizio: mokacomunicazione

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«Ma sei proprio tu che qualche giorno fa a Sofia in Bulgaria agli Europei hai atterrato quell’atleta tedesca in 8 secondi?».

«Certo!», risponde sorridendo.

Quando hai iniziato con il judo?
«Dal 2008, avevo una zia che lo praticava, io prima ho fatto nuoto, poi mi sono avvicinata al judo per provare a fare qualcosa di nuovo».

Quindi non immaginavi lontanamente i successi che poi hai ottenuto?
«No, assolutamente. Anzi, appena iniziato non avevo voglia di fare molto, non ero affatto motivata. Ora invece sono due 2 anni che mi alleno seriamente e voglio cercare di diventare qualcuno in questo sport. Prima mi allenavo sì, ma non con la voglia di vincere, adesso invece è diverso».

La tua prima vittoria?
«A livello nazionale il campionato italiano del 2012 a Ostia».

Una tua giornata tipo?
«Mi alzo alle 6,30, alle 7,10 ho l’autobus, vado a scuola fino alle 13,30, alle 14 torno a casa poi nel pomeriggio mi alleno, tutti i giorni dal lunedì al venerdì un’ora e mezza. Finito vado a casa di mia zia, faccio i compiti e aspetto che la mamma torni».

La cosa che ti piace di più di questo sport?
«Mi piace perchè è uno sport che fino ad ora mi ha dato molte gratificazioni, così tante che a volte le difficoltà passano in secondo piano. I sacrifici che faccio sono ripagati dalle soddisfazioni che ottengo».

Il tuo campione di riferimento?
«Pino Maddaloni: l’ho conosciuto al campionato italiano e mi ha dato alcuni consigli. Primo tra tutti: non mollare mai».

Nel Judo è più importante il talento o l’applicazione?
«Tutti e due. Il segreto del judo è allenarsi duramente e crederci».

Cosa ti ha insegnato al di là della pratica sportiva?
«Il rispetto. Verso il tatami, verso gli avversari e verso me stessa».

La tua recente esperienza in nazionale?
«Ad aprile mi hanno convocato per la gara in Repubblica Ceca, ci siamo aspettati all’aeroporto e partiti insieme: la squadra è composta da 20 atleti (Cadetti, fino a 17 anni). Mi trovo bene».

Domanda banale: ma quando combattete vi fate male?
«Può succedere, ci sta: è uno sport di combattimento, però uno sa cadere si sa comportare».

Chi ti sostiene in questa avventura?
«La mamma mi segue quando gareggio in Italia. Ma sono tante le persone che vorrei ringraziare, tutte quelle che mi hanno seguito e specialmente il maestro Augusto Mariotti, Alessandra, Angelica e tutto lo staff perchè con la testolina che ho e con il mio carattere ci vuole tanta pazienza! A tutti loro il mio grazie anche perchè mi sono state vicine quando ci sarebbero dovute essere altre persone».

Frequenti l’istituto Alberghiero: da grande ristorante o palestra?
«Palestra! Il mio sogno più grande è vincere le Olimpiadi del 2020. Io vorrei vincerle».

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