Apre la mostra dedicata al sommo artista del Rinascimento, Raffaello

Apre al pubblico l’attesissima mostra dedicata al sommo artista del Rinascimento, Raffaello.

Un percorso che parte dalla sua morte per arrivare alle origini della sua arte, con capolavori provenienti dai più importanti musei e da collezioni nazionali ed internazionali.

Raffaello è da sempre l’artista “che rende semplice il complesso, che descrive il non visibile, che parla – e non a caso lo chiamavano ‘poeta mutolo’- senza parole”.

Così la curatrice della mostra, Marzia Faietti, ha descritto Raffaello Sanzio, genio che le Scuderie del Quirinale di Roma, in collaborazione con la Gallerie degli Uffizi, celebrano a 500 anni dalla sua morte con una mostra epocale che sarà aperta fino al prossimo 2 giugno.

L’Italia rende così omaggio ad un artista che ci ha trasmesso per primo “l’altissimo concetto di dignità professionale – ha spiegato Faietti – Questa volontà di andare oltre, conciliando tra loro linguaggi diversi ma rimanendo se stesso.

Un’armonia raggiunta attraverso non l’assenza di contrasti, ma la gestione degli stessi”.

Oltre 120 opere del grande maestro urbinate affiancate a quasi cento opere di confronto e di contesto, per un ammontare complessivo di 204 capolavori.

La Madonna del Granduca – Raffaello

Tra esse, oltre al celeberrimo autoritratto del maestro scelto per pubblicizzare l’esposizione, spiccano la Madonna del Granduca (una delle opere più copiate della storia dell’arte) e tre opere che tornano in Italia per la prima volta dopo l’esportazione avvenuta in tempi storici per motivi collezionistici.

“Sono la Madonna della Rosa dal Prado, la Madonna Tempi da Monaco di Baviera e la sublime, straordinaria Madonna d’Alba da Washington, per me l’opera più bella della mostra”, dice il presidente e ad Ales – Scuderie del Quirinale Mario De Simoni, che sottolinea: “Il visitatore potrà godere con gli occhi di 27 straordinari dipinti di Raffaello, ma anche approfondire il Raffaello urbanista, architetto, archeologo, e persino fondatore dei moderni principi della teoria della tutela dei beni storico-artistici“.

Info qui.

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