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ARIANNA CHIELI – TO BE A BLOGGER

Arianna Chieli portrait
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Arianna Chieli è una giornalista, blogger, una donna super connessa «sempre, tranne quando faccio colazione con la mia famiglia».

Arianna Chieli portrait

Arianna Chieli “La moda è una passione, un grande amore totalizzante”

È partita da Città di Castello alla fine degli anni ’90 «con una valigia carica di sogni e poche certezze», poi ha saputo tenere insieme la voglia di scrivere e la passione per la moda… sul filo della rete, quando il web era ancora un universo poco sondato. Arianna Chieli si racconta a The Mag in un’intervista dove parla di lei, della sua vita e del suo lavoro nella capitale della moda, Milano.

di Cristina Crisci

Da Città di Castello a Milano con l’idea di fare la giornalista, poi la moda… raccontaci dei tuoi esordi.

Arianna Chieli: «Quando sono partita da Città di Castello volevo scrivere, dove e come, non lo sapevo ancora. Dopo la laurea in lettere moderne e un master in comunicazione ho pensato più di una volta che avrei dovuto scegliere qualcosa di più sicuro. Senza santi in paradiso ho preso parecchie porte in faccia, svolto lavori sottopagati, accettato mansioni noiose, come spesso accade durante la gavetta. Però sono stata molto determinata e ho avuto quella che a posteriori considero una grande fortuna: sono entrata nella rete quando internet muoveva i primi passi. Ero giovane e visionaria quanto bastava per prendere in mano una delle prime e più importanti redazioni web. Era il 1999. Da quel momento sono stata una storyteller, ho creato e condiviso in rete contenuti, video, audio o parole scritte».

Da dove nasce la tua passione per la moda?

Arianna Chieli: «La moda è una passione, un grande amore totalizzante. Io vengo da una famiglia di insegnanti, tanti classici, discussioni di politica a tavola e per fortuna le riviste di moda che mia madre comprava in grande quantità. Erano una finestra sul mondo nelle lunghe giornate di provincia. Quel sogno che mi portava via ogni volta che aprivo Anna, Cosmo, Moda. Era lì che volevo stare: abiti da favola, donne bellissime e, immaginavo, una vita da globe trotter. Dal punto di vista professionale è stata una fortuita casualità, mi sono trovata al posto giusto nel momento giusto: ho sostituito una giornalista a Fashion Tv come inviata dalle passerelle milanesi. E ci ho preso gusto. Così mi sono presentata al corriere.it, che all’epoca non aveva un’inviata sulla moda e ho proposto di farmi provare a realizzare dei report. È andata bene ed ho continuato a collaborare con loro per quasi 11 anni».

Arianna Chieli - the Mag

Arianna Chieli – the Mag

Nella tua professione moda e tecnologia vanno a braccetto: come lavora una fashion blogger?

Arianna Chieli: «Il termine fashion blogger è molto ambiguo e racchiude l’intrinseca suggestione di ragazzine svampite che si fotografano con capi più o meno belli, più o meno adatti, alternando selfie a post su Instagram. Preferisco mi si definisca blogger: in realtà non ho fatto altro che portare il mio desiderio di raccontare su una piattaforma diversa, dove esprimere un punto di vista non solo è lecito, ma dovuto».

Qual è la tua giornata tipo?

Arianna Chieli: «Lavoro sempre, se per lavoro intendiamo cercare notizie, aggiornarsi, frequentare community online. Ma faccio una professione che amo e spesso la distinzione tra lavoro e piacere è labile. Sto moltissimo tempo connessa per cercare notizie che siano interessanti per chi segue il mio blog. Partecipo a eventi e presentazioni, incontro persone e trovo delle storie da raccontare. Immaginatevi il lavoro di un reporter che deve anche avere molta dimestichezza con la tecnologia. Non ho una giornata tipo, anche perché i progetti sono sempre in divenire e bloggare non è l’unica cosa che faccio. Comunque d’abitudine la prima cosa che faccio è colazione con i miei cari con tutta la tecnologia rigorosamente spenta. Poi controllo le mails e se non ci sono sfilate o presentazioni mi metto a scrivere».

Sei fondatrice di FashionCamp, ce ne parli?

Arianna Chieli: «FashionCamp: l’evento dedicato al fashion e nuove tecnologie ha compiuto 4 anni e quest’anno, con una edizione ridotta, sarà ospitato all’interno della Blogfest a Rimini. Concentriamo le energie per una edizione 2015 col botto, in occasione di Expo 2015, dove il focus sarà interamente sul Made In Italy. È stata una grande sfida e una grande soddisfazione perché fare cultura in Italia è davvero difficile e ancor più complesso è far investire le aziende su un evento così nuovo».

Arianna Chieli - the Mag

Arianna Chieli – the Mag

Com’è strutturato l’evento?

Arianna Chieli: «Il FashionCamp è un appuntamento annuale strutturato come un barcamp di due giorni che mette a confronto il mainstream della moda, chi sperimenta nuove tecnologie, i fashionbloggers, gli stilisti esordienti, chi si impegna con la moda etica e chi progetta nuove idee per il futuro, per una condivisione ed un arricchimento attraverso workshop, presentazioni e collaborazioni. Promuove una visione della moda aperta e condivisa, altamente tecnologica e fortemente democratica. Il FashionCamp di Milano si è attestato come il più importante evento di settore per fare il punto su dove siamo, come ci stiamo evolvendo e quali saranno i modelli futuri».

Il tuo blog Fashionblabla invece?

Arianna Chieli: «Fashionblabla è nato nel 2010 come il primo esperimento di blogzine collaborativa sulla moda in Italia: l’idea era di condividere attraverso molte penne un punto di vista personale sul fashion. Ho puntato molto sulla qualità dei contenuti e sulla sperimentazione. Abbiamo avuto rubriche deliranti, ma anche molto divertenti. Hanno collaborato scrittrici e scrittori che hanno reso, credo, la qualità davvero interessante. Dal 2013 per molti motivi fashionblabla.it è il mio blog, quindi la mia voce è quella che tiene il racconto anche se c’è sempre spazio per gli ospiti. Francamente non so dire cosa diventerà, ma mi piace sperimentare e continuerò a farlo».

Sensazioni postume alla Milano Fashion Week: chi sale e chi scende?

Arianna Chieli: «Salgono i giovani, finalmente: Stella Jean, Andrea Incontri, Marco De Vincenzo, Fausto Puglisi, N° 21, Au jour le Jour».

Quali sono i capi must della prossima stagione?

Arianna Chieli: «Il foulard in testa portato come un turbante, le stampe tropical, i jeans rotti, la vita alta, le sneakers colorate portate sotto tutto, dai pantaloni sportivi agli abiti da sera».

Progetti professionali futuri?

Arianna Chieli: «Attualmente sono impegnata nella gestione di due campagne di storytelling digitale, una per un importante brand luxury beauty, l’altra in ambito fashion. L’idea è continuare a lavorare come consulente su questo settore: storytelling e creazione di contenuti. Sono entrata nel team della Blogfest di Rimini, la più importante platea sul digital in Italia, dove a settembre mi occuperò dell’area fashion. Per ora sto pensando al palinsesto».

Arianna Chieli - the Mag

Arianna Chieli – the Mag

Il tuo look ideale?

Arianna Chieli: «L’abito ideale è quello che ti fa sentire bene. Chiaramente dipende dal contesto in cui ti muovi. Per il daytime con i miei figli quasi sempre denim, pull o t-shirt e sneakers colorate. Per la sera mi piace uno stile molto femminile, ladylike. Adoro gli anni ‘50, i piccoli pull portati sulle gonne a vita alta, gli abitini con la gonna a ruota, le décolletés rigorosamente senza zeppa. Le piccole borse vintage. Ho una vera ossessione per scarpe e borse».

Cosa non indosseresti mai?

Arianna Chieli: «Mai dire mai. Di sicuro vista la mia età non metterò mai la pancia in bella vista. In generale non mi piacciono gli abiti fascianti, l’ostentazione, i look volgari o troppo chiassosi».

Stilisti emergenti: su chi scommetti?

Arianna Chieli: «Scommetto su Stella Jean, la giovane stilista italo haitiana regina dei pattern e delle stampe wax. È in assoluto la mia preferita».

Il big dell’alta moda che ti piace più di tutti?

Arianna Chieli: «Questa è una domanda difficile. Non ce n’è uno più di tutti, ci sono alcuni grandi amori. Antonio Marras perché ogni abito racconta una storia, Ermanno Scervino per l’eleganza understatement e le maestranze del made in Italy, Maria Grazia Piccioli e Pier Paolo Chiuri per Valentino perché hanno una marcia in più e perché è da una vita che sogno di indossare un abito delle loro collezioni. Prada perché Miuccia sta in un’altra galassia. Quello che lei tocca diventa tendenza».

Hai due figli, come riesci a conciliare la tua professione alla vita privata?

Arianna Chieli: «Facendo dei compromessi. Sono una mamma molto presente, ma quando ci sono momenti di lavoro particolarmente intensi ho imparato a delegare. La libera professione ha molti svantaggi, ma anche il privilegio di poter gestire il tuo tempo. Posso scrivere di notte e da qualsiasi posto. La tecnologia mi permette di realizzare video in alta definizione con un Iphone. Magari una settimana lavoro 15 ore al giorno, ma quella dopo passo tutti i pomeriggi con i bambini».

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