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BACK TO 80’S

Cristina Crisci - the Mag
1 min.

Quando arriva il numero di dicembre/gennaio sento sempre forte il richiamo a tracciare un bilancio di quello che è stato fino qui, di quello che sarà, di quello che vorrei che fosse. Tra l’altro dalla redazione mi dicono che è pure il numero che sancisce i nostri cinque anni di vita. Che sembrano pochi. In realtà sono tanti. Ma non voglio fare un bilancio perché dopo divento triste e la mia idea era, invece, di scrivere una cosa felice degli anni ‘80.

Cioè di quella fetta a metà degli anni ‘80 che io mi ricordo e che mi riporta dritta dritta in casa della mia mamma, il babbo sul divano, telecomando in mano e ‘Cacao meravigliao che meraviglia sto cacao meravigliao..’ : ci mandavano a letto perché arrivava in tv Renzo Arbore e tutto il carrozzone di donne curviforme, intellettuali viveur, filosofi e rappresentanti di pedalò con le loro battute che facevano ridere i grandi, mentre io e mia sorella, ancora bambine ci capivamo poco o niente di quell’ironia catodica.

Non so bene se in quel periodo avessi amato Renzo Arbore di certo so che, negli anni a venire, ho imparato ad affezionarmici: ogni volta che l’ho rivisto, mi veniva in mente quel divano di casa e il mio babbo che di lì a poco se ne sarebbe andato, per sempre, insieme agli anni ‘80, alla televisione cult e alla mia infanzia.

Erano gli anni dei Sapori di Mare e dei bikini di Isabella Ferrari, gli anni dei Promessi Sposi in tv col Trio (Marchesini Lopez Solenghi) che ironizzava sul romanzo manzoniano incollando alla tv quasi 17 milioni di italiani e scatenando le polemiche tra i puristi del genere letterario. Di Anna Marchesini, grandissima donna, c’è un bel ricordo dentro questo numero di The Mag che in copertina celebra Renzo Arbore, i suoi 80 anni, un legame forte con l’Umbria e un’energia travolgente al ritmo swing. Tanto per restare in tema c’è anche Isabella Ferrari e ci sono molte altre storie che vale la pena raccontare di questo 2017 che se ne va sotto le luci del Natale. E io devo dire un milione di grazie a tutti quelli che, come sempre, ci aiutano a costruire questo giornale di carta sul quale da cinque anni, ritagliamo un palcoscenico da offrire a ciò che di bello ci accade intorno. Abbiamo sperimentato copertine, intervistato centinaia di persone, artisti e raccontato le loro storie, ci siamo emozionati tante volte.

Speriamo di aver emozionato anche voi.

Se ci siamo riusciti – come disse Manzoni, quello vero, nella stesura definitiva dei suoi Promessi Sposi – ‘vogliatene bene a chi l’ha scritto. Se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta’.

Buon anno

E grazie!

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