Baggio è il nostro Ulisse, l’epopea di un uomo-mito allo Spazio Zut! per Umbria Factory

Se esistesse (e secondo molti in effetti esiste) un Olimpo dove risiedono gli Dei del Calcio, lassù tra di loro troveremmo sicuramente il “nostro” Roberto Baggio. Campione enorme ed enormemente fragile, dotato di una tecnica immensa ma di legamenti fragili, capace di grandi imprese ma anche di grandissimi drammi, spesso diventati collettivi. Il “divin codino”, questo uno dei suoi soprannomi, è nella mitologia contemporanea del pallone l’eroe perfetto per un poema epico. E ce lo fanno notare, con un lavoro teatrale coinvolgente e davvero ben scritto, che mette in parallelo Baggio con Ulisse, i ragazzi del Progetto Demoni/Ultimi Fuochi Teatro che a Foligno, per uno degli appuntamenti di Umbria Factory Festival, hanno portato allo Spazio Zut! “Sono solo un uomo”.

Si tratta del testo vincitore del concorso di drammaturgia sportiva SportOpera 2005 di Alessandro Miele, con Rita Felicetti e Alessandro Miele, regia Alessandro Miele, assistente alla regia Alessandra Crocco  e che i ragazzi di Progetto Demoni portano in giro per l’Italia (evviva!) da tempo e con successo.

Dicevamo di Roberto Baggio, ragazzo favoloso e personaggio complesso dentro e fuori dal campo, che nello spettacolo che abbiamo visto allo Zut! si muove in parallelo alle gesta di Ulisse e agli snodi cruciali dell’Odissea, arrivando alla fusione in un unico personaggio. Le imprese calcistiche diventano la narrazione moderna dell’epopea di Odisseo: l’ascesa con le maglie del Vicenza e della Fiorentina, il rigore sbagliato ai Mondiali di Usa ’94 che ci è costato la vittoria in finale, gli infortuni alle ginocchia, la rinascita sportiva a Bologna e Brescia, ovvero la forza che lo fa tornare a Itaca dopo aver scampato i richiami delle sirene e infine sbaragliare la concorrenza dei Proci e riprendersi Penelope, ovvero il suo posto in cima alle divinità del calcio. Ma c’è un aspetto, in particolare, che permea tutto lo spettacolo, dà profondità e ci fa capire che dietro degli scarpini c’era e c’è tanto altro: i ragazzi del Progetto Demoni ci mostrano infatti come Roby Baggio, alla fine, sia stato sempre e soprattutto un uomo che non ha ceduto mai alla tentazione di essere altro da se stesso, che ha saputo schivare quello che del calcio era l’aspetto frivolo, ma anche crudele, che ha conosciuto la sconfitta ma ha saputo rialzarsi nonostante in tanti lo avessero dato già per spacciato.

Il tutto sullo sfondo di una luna che, appesa sulla scena dello Zut!, ci ha mostrato la solitudine dell’uomo nel suo viaggio, ma anche le gesta eroiche di un campione che, palla al piede, ha lottato su ogni pallone perché questo era il suo desiderio più grande.

 

I prossimi appuntamenti di Umbria Factory

In collaborazione con CAOS Centro Arti Opificio Siri si esibirà giovedì 18 a Terni (Teatro Secci, ore 21.00) una tra le realtà più coinvolgenti della scena d’avanguardia araba, il progetto Jerusalem In My Heart, che presenta il nuovo album “Qalaq”, il più intenso, articolato e finemente cesellato del gruppo, che per ciascuna delle sue tracce ha stretto una collaborazione diversa (Moor Mother, Tim Hecker, Lucrecia Dalt, Greg Fox, Alanis Obomsawin fra gli altri).

Il 26 e il 27 novembre, inoltre, in partenariato con il Teatro Stabile dell’Umbria, saranno presentati a Bevagna gli spettacoli di danza contemporanea “Suite Zero” di Simona Bertozzi/Claudio Pasceri e “Superstite” di Lucia Guarino (Teatro Torti – venerdì 26, ore 21.00), e a Foligno gli spettacoli “Oriri” di Paolo Rosini e “IKI” di Daria Menichetti/Francesco Manenti (Spazio ZUT! – sabato 27, ore 17.30). Ulteriori informazioni sul programma anche per dicembre sono disponibili sul sito web di Spazio ZUT! http://www.spaziozut.it/umbria-factory-festival-2021/.

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Andrea Luccioli

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