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BARBARA VALCELLI, QUI L’AIA Sono passati sei anni e non mi sembra vero

2 min.

Barbara Valcelli è nata a Città di Castello, ha 35 anni. Nel 2005 si laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici a Perugia, dedicandosi principalmente all’industria turistica fino al 2011. «Non riuscivo a uscire dal tunnel dei tirocini nonostante avessi 29 anni, una laurea e svariate esperienze lavorative.

Non è stata però la ricerca di un lavoro a spingermi all’estero – continua – ma l’idea di un’esperienza nuova». Così nel 2011 si trasferisce a L’Aia, in Olanda, grazie al contatto con un’amica finlandese. «La vedevo come un’esperienza temporanea, pensavo sarei rimasta tre mesi, poi sono diventati sei e poi anni».

E com’è andata all’inizio?
«Ho praticamente fatto di tutto all’inizio: babysitter, au-pair, cameriera; finché non ho deciso di dover cercare un lavoro che desse modo di mettermi alla prova e di togliermi qualche soddisfazione».

Ci sei riuscita?
«Oh sì. Dal 2013 lavoro come Regional Sales Manager nel settore dell’editoria per l’azienda Accucoms International. Ho l’opportunità di crescere e lavorare in un ambiente internazionale. Inoltre a luglio 2015 ho aperto in centro a L’Aia il ristorante Made In Sud insieme al mio compagno Carmine, esperto del settore e da buon partenopeo amante della cucina e delle tradizioni italiane. È un piccolo ristorante da 40 posti, molto accogliente, la cucina è tipica del sud, con qualche tocco umbro-toscano!».

Cosa mi dici de L’Aia?
«È una città accogliente e facile da vivere. Non troppo grande e caotica né troppo piccola e noiosa, a vocazione cosmopolita. Vivo a meno di 10 minuti di bici dal centro storico e dalla spiaggia. La vicinanza del mare è stata una piacevole scoperta e rimane uno dei miei spot preferiti».

Pregi o difetti dell’Olanda.
«Sicuramente la meritocrazia e flessibilità nel lavoro. Ho avuto il contratto a tempo indeterminato dopo soli 6 mesi, questo mi ha dato sicurezza e voglia di investire in altri progetti. Adoro la facilità di spostarmi in bicicletta e con i mezzi pubblici in tutto il paese. L’Olanda è molto civile, libera, tollerante ma anche individualista, a volte cinica. E poi noi mediterranei difficilmente riusciamo ad abituarci al clima».

Oltre a questo, cosa ti manca del nostro paese?
«Per il cibo ho risolto aprendo Made in Sud! A parte gli scherzi, le cose che mi mancano di più sono il paesaggio umbro, le peculiarità artistiche, la spontaneità delle persone. Grazie al mio lavoro ho spesso modo di viaggiare in Italia ed ogni volta che torno apprezzo di più le piccole cose».

Per caso stai pensando di tornare?
«Per quanto riguarda il mio lavoro potrei già svolgerlo dall’Italia in remoto. Mentre l’attività di ristorazione ha delle tempistiche differenti dall’Italia. Venerdì e sabato siamo a casa anche alle 23.30 e questo rende i ritmi più umani. Penso sempre di tornare, se chiudo gli occhi mi vedo trascorrere la pensione fra le colline umbre. Non escludo nulla a priori, la vita riserva sorprese che bisogna saper cogliere. Sono molto grata ai miei genitori per aver compreso la mia scelta e avermi spinto a rincorrere i miei sogni».

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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