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Bernice Farrell

2 min.

Anne-Marie sa essere molto convincente. “Vieni a vedere cosa abbiamo fatto finora” mi disse. Ecco perchè, sebbene riluttante, una mattina di marzo sono salita in macchina e mi sono diretta verso la scuola media di Cortona, per incontrare Patrizia che insegna inglese lì. Lei aveva avuto un’idea su come rendere la sua classe di tredicenni più sicuri nel parlare inglese.

Avrebbero fatto uno spettacolo, in inglese, per le loro famiglie. Avevano scelto “Grease”, un famoso musical americano! Hanno iniziato a scegliere il cast e a provare ma avevano bisogno di un coreografo, ed è stato a questo punto che Anne-Marie, un’insegnante di danza inglese che vive a Cortona, è arrivata.

Dopo un paio di prove realizzò che avevano bisogno di un regista così mi ha chiamato.

Dal momento in cui ho incontrato Patrizia e i 28 ragazzi quella mattina, guardandoli al lavoro con Anne-Marie, sono rimasta colpita. Erano incantevoli, entusiasti, travolgenti, con un grande desiderio di avere successo.

Prima di accettare avevo alcune domande: c’è un copione e un budget? No.

Un regista? Non ancora. Scenografia, costumi, assistenti di palcoscenico? No.

I ragazzi studiano recitazione a scuola? No.

Poi ho dovuto ammettere che il mio italiano non era così buono. Ok, tutte le prove verranno fatte in inglese. Ho guardato Anne-Marie che mi ha rivolto un sorriso incoraggiante, così ho detto: “Va bene, proviamo.” Ho adattato la sceneggiatura originale e scritto un copione di un’ ora per loro.

Patrizia ha organizzato delle lezioni in inglese fuori dall’orario scolastico per la comprensione e la pronuncia.

Anne-Marie si è presa l’incarico di seguire tutti i pezzi del musical e ha organizzato due prove alla settimana per due mesi.

E così abbiamo iniziato, senza nessuna idea di dove stavamo andando. Comunque, di giorno in giorno, il cast migliorava nella comprensione della lingua e cresceva il loro talento naturale per la recitazione, il canto e il ballo. Inoltre acquisivano sicurezza e disciplina, imparavano a conoscere le capacità fino a quel momento sconosciute gli uni degli altri e dell’importanza del lavoro di gruppo. Hanno lavorato duro, si sono impegnati e si sono divertiti. Da quel momento in poi è stata un’esplosione: il progetto ha catturato l’immaginazione dei cortonesi, il personale della scuola è stato particolarmente collaborativo e, appena si è sparsa la voce che qualcosa di così emozionante stava accadendo, il paese si è unito intorno ai ragazzi.

Il comune ha prenotato il Teatro Signorelli per noi. Roberto Pagani, un musicista professionista, è diventato il direttore del musical. Una tipografia del posto si è offerta di stampare i programmi per noi. Le aziende locali ci hanno fornito mobili e oggetti di scena. Poi è arrivato Jovanotti. Ci ha procurato dei tecnici del suono e ha curato le luci di persona. Wow!

6 Giugno: il debutto. Ci aspettavamo circa 150 persone. Quando abbiamo aperto le porte sono entrati in massa. Il teatro era pieno fino all’orlo! Tre file nei corridoi e persone stipate nel retro. Le luci si sono spente, è partita la musica ed il cast è entrato in scena tra un fiume di applausi. E l’hanno fatto! Hanno messo in scena la loro versione di Grease in inglese: hanno ballato, cantato e recitato con tutto il cuore. E sono stati fantastici, davvero fantastici. Il pubblico ha applaudito, esultato, battuto i piedi e non voleva lasciarli andare. L’unica parola che si sentiva continuamente era “eccezionale”.  Le persone avevano il sorriso stampato in faccia e non riuscivamo a farli uscire dal teatro! Devo ammettere che è stato “better than bettered expectation” (Shakespeare).

Ne è valsa la pena? Certo. I ragazzi hanno imparato molto, da noi e gli uni dagli altri. Erano parte di qualcosa di grande, e lo sapevano. Hanno avuto accanto profesionisti italiani e stranieri, ognuno dei quali ha dato il loro contributo gratuitamente. La loro conoscenza dell’inglese è migliorata incredibilmente e hanno iniziato a comprendere meglio e a parlare con più sicurezza, che era il nostro obiettivo iniziale. E ci siamo divertiti tantissimo.

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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