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Bilanci e buoni propositi da disattendere con eleganza

Andrea Luccioli mentre sorride
1 min.

“Le rondini non tornano quest’anno al posto di sempre?”

La poesia è di Abbas Kiarostami, regista iraniano e penna delicatissima che ci ha lasciato nel 2016.

Mi è capitata tra le mani giorni fa e ho pensato fosse perfetta per parlare della fine dell’anno e dell’inizio di quello nuovo, ovvero il tempo che attraverserà questo numero di The Mag.

Perché?

Queste sono settimane strane, fatte di bilanci e buoni propositi da disattendere con eleganza.

Ma soprattutto sono i giorni in cui occorre scegliere se essere una rondine che torna al posto di sempre o decide di andare un po’ più in là, magari dove non si è mai stati finora.

Superando la propria comfort zone, lo spazio pieno delle certezze che ci fanno sentire al sicuro. 

Non è una scelta da poco e per darvi qualche spunto in più abbiamo scelto di raccontarvi diverse storie.

Storie di chi si è preso sulle spalle i propri sogni e ha deciso di provare a realizzarli.

Come nel caso di Lexie Alford, una ragazza che a 21 anni ha già visitato tutti i paesi di questo nostro Pianeta ed è entrata di recente nel Guinness dei primati, oppure la storia di Francesca Dani, fotoreporter di talento che ha mollato la moda e una carriera per andare a guardare negli occhi i fantasmi di Chernobyl, ovvero quella città da cui, quando era piccina, arrivò la nube nucleare che in qualche modo le ha cambiato la vita.

Ci sono poi due tipe davvero toste, Camihawke e Michela Giraud, ragazze che con i social network hanno avuto modo di esprimere in maniera potentissima le proprie personalità.

Le abbiamo intervistate a margine della Festa della Rete, una specie di Pallone d’oro del mondo web e social.

Abbiamo poi scoperto cos’è un urban explorer e soprattutto cosa fa in giro nei luoghi dimenticati da tutto e tutti.

Superare i propri limiti a volte è anche questo: esplorare spazi inaccessibili e abbandonati per poi fermarsi e fare i conti con i propri silenzi.

C’è molto altro ancora, ma non voglio dirvi tutto.

Posso però affermare con un certo orgoglio che The Mag ha deciso di essere una rondine che ha scelto di andare oltre, di non tornare nel posto di sempre.

Oddio, siamo sempre qui, sia chiaro. 

Solo che abbiamo spostato i nostri orizzonti più avanti: questo numero esce con 136 pagine, una specie di record.

Uno sforzo notevole in un momento difficilissimo per l’editoria cartacea.

Abbiamo poi allargato la nostra rete di distribuzione e siamo arrivati anche a Milano.

Abbiamo attivato nuove collaborazioni e deciso che per guardare avanti bisogna prima togliersi di dosso un po’ di polvere.

Cos’altro?

Ah già, prima di leggere qualsiasi oroscopo per il 2020 ponetevi una domanda, siete pronti a lasciare il posto di sempre verso nuovi orizzonti?

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