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Casting the Castle – Civitella Ranieri Foundation

Casting the Castle - 2018
1 Min. - tempo di lettura

Casting the Castle, Civitella Ranieri Foundation ha aperto al pubblico i suoi regali spazi, ricchi di storia e, per l’occasione, impreziositi di attività volte a restituirle un’immagine inedita.

Il castello dell’XI secolo è stata infatti la location di Casting the Castle, un progetto ideato e curato da Saverio Verini.

Esso nasce dalla volontà di sensibilizzare lo sguardo e la percezione del pubblico ad alcune delle opere della collezione di Civitella Ranieri esposte insieme per la prima volta, offrendo al contempo una visita all’interno del luogo che ne ha ispirato e permesso la produzione.

di Maria Vittoria Malatesta Pierleoni
FOTO Marco Giugliarelli for Civitella Ranieri

QUANDO I CASTELLI APRONO  LE PORTE ALL’ARTE

L’idea di Casting the Castle segna una tappa degna di nota in vista dell’importante traguardo dei 25 anni di attività, nata nel 1995 su stimolo della sua fondatrice Ursula Corning: ospitare artisti nel campo dell’arte visiva, della musica e della scrittura che si incontrano per un periodo di residenza di 40 giorni.

La peculiarità del programma che negli anni ha ospitato, anche simultaneamente, alcuni tra i più influenti artisti del nostro tempo, ai quali vengono messi a disposizione degli atelier e offerte le condizioni ideali per portare avanti le proprie ricerche, è l’assenza di qualunque obbligo di produzione.

Nonostante questo, molti dei soggetti invitati hanno scelto di realizzare e donare opere di ogni tipo alla Fondazione, andando lentamente a costruire una collezione emotiva, prestigiosa e multiforme che nasce dall’idea di scambio reciproco e spontaneo tra l’istituzione e i suoi fellows.

Ecco allora che disseminate con cura fra i giardini e le sale del castello appaiono, tra le altre, opere di Guilherme Neumann, Carl D’Alvia, Ernesto Ballesteros, Mark Dion, Taus Makhacheva, William Kentridge e Dan Perjovschi.


 


Il progetto si articola così in due parti:

Il percorso espositivo e la curiosa performance di Roberto Fassone dal titolo “Una di queste storie è vera“.

L’artista, che ha soggiornato a Civitella Ranieri, ha letteralmente aperto le porte del castello, intraprendendo una visita guidata performativa e immaginifica, dipanata in un racconto lungo cinquecento anni.

Questo ripercorre la storia del luogo in oscillazione continua tra verità e finzione, realtà e magia, con la possibilità che anche le opere allestite possano essere parte di questa narrazione, ennesima testimonianza della vitalità della Fondazione e la sua unicità nell’ambito dell’ospitalità agli artisti.

Per informazioni e prenotazioni:

www.civitella.org/contact/location
www.civitella.org
news@civitella.org

oppure

telefonicamente: +39 075 782 52 28

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Pubblicato da

Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

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