Chi è Gian Maria Tosatti?

Il 23 aprile prossimo inaugurerà a Venezia la cinquantanovesima Biennale Internazionale d’Arte, a rappresentare l’Italia è stato chiamato da Eugenio Viola, curatore designato, Gian Maria Tosatti.

di Lorenzo Martinelli
Lorenzo Martinelli

Classe 1980, nasce e cresce a Roma perfezionandosi in campo performativo al Centro di Sperimentazione e Ricerca Teatrale di Pontedera, vive e lavora fra Napoli e New York. Artista fuoriclasse, appartiene alla scuderia di Lia Rumma assieme a stelle del mondo dell’arte quali Kiefer, Abramovic, Zorio e Anselmo, per citarne alcuni.

Nel suo approccio con il fare arte predilige sempre l’utilizzo dell’istallazione, spesso site-specific, di grande formato, in luoghi significativi e distanti dalle realtà museali. Il suo linguaggio è quasi cinematografico, romantico e allo stesso tempo intellettuale.

Di tutte le Biennali che mi è capitato di vedere, ricordo con enorme rammarico il disastro del padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi nel 2011 quando chiese, in omaggio per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, a centocinquanta intellettuali di segnalargli altrettanti artisti, il risultato fu catastrofico diventando un affastellamento disorganico di opere in alcuni casi pregevoli, in altri dilettantesche. Il prossimo padiglione conterà su un solo artista e la trovo una scelta democratica, solitamente infatti ogni paese del mondo concorre con una sola figura presentata nel proprio padiglione.

Non sappiamo ancora i dettagli dell’istallazione che Tosatti presenterà a Venezia, ma basandoci sulle sue precedenti esposizioni al Madre (Napoli), al Lower Manhattan Cultural Council (New York) e al Petah Tikva Museum of Art (Israele), sappiamo già che sarà molto coinvolgente e impressionante.

Per introdurvi alla sua opera, vorrei mostrarvi My dreams, they’ll never surrender, istallazione permanente realizzata nel 2014 nel punto più scuro e irraggiungibile di Castel Sant’Elmo a Napoli. Un campo, realizzato con vere spighe di grano rappresenta tutte quelle persone imprigionate per i propri ideali politici, ma che nonostante la loro condizione sono riuscite a cambiare il mondo portando avanti i loro ideali di libertà e giustizia. Il castello stesso in passato usato come prigione diventa per l’artista location perfetta per contenere una delle sette opere costituenti il ciclo delle Sette stagioni dello spirito. In attesa delle prime foto del suo nuovo lavoro vi invito a visitare la prossima Biennale, uno dei pochi eventi dove ancora si respira novità!

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Lorenzo Martinelli

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