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Chiara Dionigi “Lavoro con i super nani e vivo con la matita in mano”

2 min.

Nuovo appuntamento con gli illustratori del collettivo Becoming X: in questo numero scopriamo la mano e la fantasia di Chiara Dionigi

di Andrea Luccioli

Si fa chiamare “Muumma”, è un’illustratrice, e tra le altre cose nella vita lavora con “nani e super nani”, ovvero tiene laboratori creativi per i piccini delle scuole materne ed elementari.

Lei è Chiara Dionigi, ha un soprannome che deriva da una “strana storia” legata alla sua prima macchina e ad un fidanzatino americano e fa parte del collettivo Becoming X con cui va in giro a disegnare tra festival e altri appuntamenti.

Si occupa, tra le altre cose, del materiale grafico del progetto “Bella Ciao” di Dj Ralf.

È lei l’artista che conosceremo in questo numero di The Mag, la ragazza che “vive con la matita in mano”.

Ciao Chiara, benvenuta sulle pagine di The Mag. Conosciamoci un po’, Quando hai deciso di diventare un’illustratrice e perché?

«Ho sempre disegnato di nascosto, avendo timore di far vedere quello che facevo.

Quando ho scoperto “Greta la Matta” di Geert De Kockere e Carll Cneut, ho capito che attraverso l’illustrazione puoi raccontare tutto, senza filtri e senza sovrastrutture.

Questo ti dà totale libertà ed altrettanta responsabilità e rispetto verso il tuo lavoro e chi ne usufruisce».

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?

«Mi piace disegnare la gente, come è e come me la immagino».

Parlaci della tua formazione.

«Dopo il liceo ho studiato cinema e lavorato in teatro.

Dagli storyboard per il cinema ho iniziato a studiare grafica da autodidatta per poi studiare alla scuola di illustrazione Ars in Fabula di Macerata».

Che tecniche usi e prediligi?

«Non c’è una tecnica che ancora sento mia più delle altre.

Sperimento e mischio tecniche tra loro, ma i disegni che amo li faccio a matita.

E ancora li tengo per me».

Avrai a che fare ogni giorno con illustratori e disegnatori, ma se dovessi scegliere, chi è il tuo maestro o fonte di ispirazione?

«Ne ho due: Carl Cneutt e Dave McKean».

Il lavoro di cui sei più orgogliosa?

«La mia prima commissione.

Ero terrorizzata ma sono stata molto brava.

E poi ovviamente i prossimi che verranno».

In un mondo dove i creativi sono sempre di più, anche grazie alle nuove tecnologie, qual è il segreto per restare originali?

«Mettersi in gioco.

Io ho sempre avuto la paranoia che quello che io immaginavo potesse essere troppo strano o non compreso.

Studiare, esercitarsi, parlare con la gente, scoprire altri illustratori e viaggiare, sono tutte azioni fondamentali per crearsi un proprio stile».

Come sei finita in mezzo al progetto Becoming X?

«Diversi anni fa ormai mi invitarono a disegnare un mostro gigante sul muro del Marla, un locale a Perugia.

Il collettivo si stava appena costituendo e mi ci infilai subito con enorme piacere.

In pochissimi anni stiamo diventando una realtà importante e riconosciuta».

Com’è l’esperienza dei live drawing?

«L’idea di ibridare immagini e musica mi affascina.

Il live drawing è una performance a tutti gli effetti.

È totalizzante.

Ovunque ti giri ci sono mani che disegnano e teste che viaggiano tra la musica e la carta.

Farne parte è potentissimo e credo che si percepisca anche da fuori».



LA B-IO IN PRIMA PERSONA

autoritratto di Chiara DionigiChiara Dionigi. Classe 1978.

Dopo il liceo ho studiato cinema e lì mi sono appassionata alla narrazione per immagini.

Ho lavorato con video, fotografia partecipando a mostre ed eventi come “Fotografia Europea”; per poi arrivare al collage e infine al disegno.

Ormai da alcuni anni sono una delle menti dietro alle grafiche per Dj Ralf e La Terra Managment.

Collaboro come illustratrice e grafica con varie realtà locali e nazionali, Festival ed associazioni.

La mia opera “La dolce vita della classe operaia” fa parte di “Imago Mundi” – Luciano Benetton Collection.

Vivo e lavoro tra Assisi e Perugia, sempre con la valigia pronta e le matite temperate.

behance.net/mummamumma277d
cargocollective.com/chiaradionigi


 

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