“I sogni son desideri colorati e col naso aguzzo”, alla scoperta del talento di Chiara Galletti

Alla scoperta di Chiara Galletti, illustratrice del collettivo Becoming X che tornata dall’Australia a 30 anni si è inventata un “mestiere misterioso” e un giorno spera di realizzare un bestiario fantastico

Per Chiara Galletti disegnare è una missione, adora i personaggi imperfetti con nasi aguzzi e il pancione.

Se potesse disegnerebbe solamente draghi e va letteralmente pazza per le cose colorate.

Lei è una che su Instagram ha deciso di giocare col suo cognome e trasformarlo in “Polletti” (seguitela qui @chiarapolletti), ama rendere le persone felici e fa cose bellissime di cui è impossibile non innamorarsi.

E sì, anche lei fa parte del collettivo Becoming X, una fucina di talenti che ha accolto anche il tratto e la fantasia di Chiara.

Una ragazza che ha 30 anni ha avuto il coraggio di prendere in mano il suo vecchio sogno tenuto sempre nel cassetto e iniziare un “mestiere misterioso” che possiamo ammirare in questa pagine.

Bene, basta presentazioni, è tempo di conoscerla!

L’intervista

Quando hai deciso di diventare un’illustratrice e perché?
“In uno dei momenti più difficili della mia vita, quando sono dovuta tornare dall’Australia, dove vivevo, per prendermi cura di mio padre che stava male, sono figlia unica.

Avevo 30 anni, non avevo più una certezza, ero tornata in un posto che mi andava stretto, non sapevo più cosa fare della mia vita, cosi ho deciso di riprendere in mano un vecchio sogno, quello di quando ero bambina, fare l’illustratrice.

Questa è stata la mia prima vera grande follia e la mia salvezza!

Sono partita da zero, ad un’età in cui si pensa che “è troppo tardi per cambiare”, scegliendo un “mestiere misterioso”, senza una strada precisa per realizzarlo, me la sono dovuta inventare da sola.

Una grande sfida!”

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
“In generale i “subumani”, gli “imperfetti”, personaggi grotteschi, che ispirano ironia e un pizzico di drammaticità.

Mi piace esagerare i difetti, simpatizzo per i “cattivi” delle storie con il loro ghigno, nasi aguzzi e pancioni.

Ma se dovessi scegliere disegnerei solo animali e creature mitologiche, specialmente i draghi.

Tutto rigorosamente coloratissimo!

Se qualche editore è in ascolto mi piacerebbe realizzare un bestiario fantastico ;)”

Qual è stata la tua formazione?
“Tornata dall’Australia, sono andata a “bottega” dall’illustratore digitale Antonio de Luca a Roma, lo contattai su Facebook, senza troppa consapevolezza dei miei mezzi e di cosa volevo diventare tramite il disegno, lui con molta gentilezza definii i miei disegni “naif”, per essere gentile.

Ero davvero pessima all’epoca ..

E’ stato un onore poter essere supportata da un talento come il suo, lui è un vero chirurgo dell’immagine, un Caravaggio moderno, di immensa ispirazione.

Poi mi sono iscritta all’Accademia di Arti digitali Nemo a Firenze, l’avevo scoperta nel 2007 al Festival della Creatività a Firenze e me ne innamorai, dopo circa un decennio trovai il coraggio di iscrivermi, eravamo destinati l’uno all’altro.

Tramite questa scuola ho avuto l’occasione di incontrare i grandi animatori Disney, Pixar, Cartoon Saloon e Dreamworks: Bobby Chiu, Kei Acedera, Nathan Fowkes, Sam Nielson, Peter Emmerich, Tom Moore, Terryl Whitlatch, Wouter Tulp, Sandro Cleuzo, John Nevarez, Tony Tarantini, Tom Bancroft e tanti altri !

Dopo la lezione andare a cena con i tuoi idoli e scherzarci del più e del meno non è cosa da tutti i giorni..!”

Che tecniche usi e prediligi?
“Utilizzo Photoshop e tavola grafica Wacom, prediligo la sintesi, decostruire e ricostruire personaggi e inventarmi nuove forme.

Ultimamente mi sto riavvicinando alla pittura.

Sento che è arrivato il momento di integrare la tecnica digitale con la tecnica tradizionale, altrimenti rischio l’alienazione, ho bisogno di sporcarmi e giocare con altri “bambinoni” come me.”

Chi è il tuo maestro/fonte di ispirazione?
Bruno Bozzetto, il papà dell’animazione italiana e il suo mitico Signor Rossi; tutta la scuola del “Carosello”, Paul Campani, Pagot, “La linea” di Osavldo Cavandoli.

I background artist Disney: Eyvind Earle, Walt Peregoy, in particolare Mary Blair, una donna che con i suoi colori sfavillanti e capacità di sintesi ha cambiato le sorti dello stile dei film di animazione Disney, un’icona del settore.

Le serie tv animate UPA (United Productions of America) degli anni 60.

L’arte astratta e il movimento dei Fauves, l’uso selvaggio del colore di Paul Klee, Vasilij Kandinskij, Matisse mi ispirano moltissimo.

Ah e non dimentichiamoci il linguaggio geometrico e stilizzato dell’arte primitiva africana.”

Il lavoro di cui sei più orgogliosa?
“Disegnare il Sapientino di Clementoni che era il mio gioco preferito da piccola, i miei personaggi trasformati in peluche dall’azienda D Mind e the Prince di Hong Kong e la collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria e Aguaplano Libri per la realizzazione del libro “Non Voglio fare il barbiere!” scritto da Carla Scagliosi, in occasione della mostra dedicata a Taddeo di Bartolo.

Tutti sogni che sono diventati realtà.”

In un mondo dove i creativi sono sempre di più, anche grazie alle nuove tecnologie, qual è il segreto per restare originali?
“Non è una questione di tecnica ma di capacità di esprimere il proprio mondo interiore, riconoscere quello che ci affascina e ci emoziona, credo sia questo a fare la differenza.

Bisogna capire chi siamo ed esprimerlo con i mezzi che abbiamo.

Vivere la vita, farsi ispirare il più possibile da essa e riportare tutto su carta, schermo, pietra, muri, legno..”

Come sei finita in mezzo al progetto Becoming X?
“Mi ha introdotto il “master e commander” Daniele Pampanelli, mi pare ci fossimo incontrati qualche anno fa ad una mostra a Palazzo della Penna a Perugia e lui mi propose di entrare a far parte di questo dream team.”

Com’è l’esperienza dei live drawing?
“Sono molto timida e devo dire che ho ancora dei problemi a farmi guardare mentre disegno, è un training continuo e molto stimolante.

Il gruppo Becoming X è una vera famiglia, ci divertiamo come dei bambini insieme e ognuno dei miei compagni è una risorsa incommensurabile e nutriente, sia artisticamente che umanamente.

Ho imparato molto vedendoli disegnare.

Li ammiro molto, mi sento davvero fortunata a far parte di questo gruppo.”

Su cosa stai lavorando al momento?
“Sto realizzando due grandi sogni, ma per ora non posso parlarne, sono due libri che usciranno nel 2021!

Sono molto stanca ma realizzata e felice.”

 



Chiara Galletti – Bio

autoritratto di Chiara Galletti
Chiara Galletti

Chiara Galletti tentò di strozzarsi con il cordone ombelicale, ma non ce la fece e nacque.

In qualità di arguto embrione aveva già intuito quanto fosse dura la vita, ma un modo per stemperarla c’era, il disegno.

E così prese la matita e tracciò la sua prima linea sinusoidale. Già ci si sentiva meglio! Chiara è un’illustratrice per l’editoria di infanzia e character designer.

È laureata in pubblicità presso l’Università per Stranieri di Perugia e ha conseguito una specializzazione in E-design presso l’Accademia di arti digitali Nemo di Firenze.

Correntemente lavora per l’agenzia americana Astound come illustratrice.

È molto curiosa e ama imparare cose nuove osservando il mondo in ogni modo possibile: viaggiando, leggendo, guardando film, visitando mostre, incontrando persone nuove.

Disegnare non è un hobby per lei, ma una missione. Ama rendere le persone felici con la sua arte e i suoi colori.

Ha pubblicato con clienti italiani quali Gribaudo Feltrinelli, Eli la Spiga, Clementoni, Lisciani Giochi, Aguaplano Libri ed esteri quali Igloo Books, Iello France, Storytime Magazine, Albert Whitman e Co., D Mind Educational, B & H Kids Editorial Staff, Benchmark Education, Mindware Toys.

www.chiaragalletti.com
instagram.com/chiarapolletti

Published by

Redazione di the mag

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