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Cinema ritrovato – the Mag 17

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1 min.

Il cinema che torna a vivere sul grande schermo

di Luca Benni e Matteo Cesarini (Cinema Metropolis Umbertide)

I classici che tornano a splendere grazie a recenti restauri, il bianco e nero e il colore, documenti e documentari, film muti con accompagnamento musicale dal vivo e film dell’intera epoca sonora, la pellicola e il digitale rinnovato. Tutto questo è stata la XXIX Edizione del “Festival del Cinema Ritrovato“, conclusasi il 4 luglio scorso, promossa dalla Cineteca di Bologna; più che una rassegna un vero e proprio viaggio attraverso le meraviglie della settima arte organizzato in quattro suggestive location del capoluogo emiliano: La Cineteca, i cinema Jolly e Arlecchino, Piazza Maggiore.

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Hiroshima mon amour

Sono stati presentati ben 427 film, realizzati dal 1895 ad oggi, anche in versione originale con sottotitoli. Di assoluta bellezza le proiezioni nella meravigliosa Piazza Maggiore: uno schermo gigante e una platea che ha accolto migliaia di spettatori. Il ”Cinema Ritrovato” è un festival che parte da lontano: agli inizi degli anni Novanta, la Cineteca di Bologna ha avvertito l’urgenza di mettere in pratica molte delle conoscenze acquisite e di avviare un laboratorio specializzato nel restauro cinematografico. Così nel 1992 nasce L’Immagine Ritrovata oggi uno dei laboratori specializzati più all’avanguardia del settore.

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Le mani sulla città

Mostrare al pubblico del presente i film del passato, evidenziandone la forza, l’importanza e la modernità, è uno degli obiettivi della Cineteca e quindi anche del Festival. Proprio per questo oltre al Festival, a partire da settembre 2013, la Cineteca di Bologna ha promosso la distribuzione di una serie di grandi film nelle sale dell’intero territorio nazionale.

Una scommessa in nome del cinema che la Cineteca si impegna a proporre al pubblico nelle condizioni migliori; un gesto attivo di tutela nei confronti dei cinema, in anni nei quali in Italia la vita delle sale sta diventando una sempre più problematica. Partiamo dalla considerazione che questi film sono stati concepiti e realizzati per la visione sul grande schermo: è questa la loro sede naturale ed è inevitabile che il loro passaggio attraverso altri formati e canali rappresenti un’esperienza impoverita.

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Todo modo

Vedere o rivedere I quattrocento colpi, Hiroshima Mon Amour o Per un pugno di dollari nella dimensione d’una sala cinematografica significa fare di ciascuno di questi film un’esperienza importante, capace di incidere nelle nostre vite e di non perdersi in un indistinto frastuono di immagini. Sarà possibile visionare alcuni film restaurati dalla Cineteca di Bologna durante la rassegna “Cinema Al Centro”, presso il Chiostro di Piazza San Francesco ad Umbertide fino al 4 settembre (www.fabbricamoderna.com).

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