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Coesistere in equilibrio tra uomo, natura e tecnologia: la sfida dei giovani visionari

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Il manifesto per il Pianeta del futuro arriva dai Visionary Days: oltre 1.200 ragazzi si sono ritrovati per immaginare soluzioni, idee e progetti verso il 2050

Hanno tra i 20 i 35 anni, provengono da ogni regione d’Italia e per una giornata hanno provato a confrontarsi e contaminarsi per elaborare un’idea condivisa del futuro che aspirano a costruire, per l’Italia, per il Pianeta e per la versione di sé stessi che vivrà il 2050.

La terza edizione di Visionary Days ha superato i numeri della precedente, nonostante la decisione degli organizzatori di annullare all’ultimo l’evento di Genova per le difficoltà di spostamento in tutta la Liguria causate delle condizioni meteo.

Oltre 3.000 richieste di partecipazione pervenute, 1200 giovani riuniti a Torino alle Ogr, molti in arrivo all’ultimo dal capoluogo ligure, e 120 tavoli di discussione in parallelo, collegati attraverso l’intelligenza artificiale in un solo network per costruire un Manifesto delle idee che risponda alla domanda: “Quali forme per il prossimo Pianeta?”. 

Far parte di questo pianeta – dicono i Visionari nel Manifesto che è stato consegnato a tutti i partecipanti al termine dell’evento – significa far parte di una sola comunità: coesistere, ovvero trovare un compromesso tra Uomo e Natura e Tecnologia.

Il progresso tecnologico ha ampliato la nostra consapevolezza dell’urgenza di raggiungere questo equilibrio ma adesso devono seguire fatti concreti.

Bisogna assumersi le responsabilità delle nostre azioni verso l’ambiente e cambiare corso, se necessario.

Il cambiamento deve partire dal basso ma non solo: un ruolo fondamentale è la responsabilità dei governi nel sostenere e finanziare la ricerca, rinforzando le infrastrutture e proponendo modelli di mobilità e di lavoro alternativi.

Solo con un grande impegno collettivo e lo scambio delle idee e dei progetti più promettenti possiamo sperare di affrontare con successo i problemi della Terra.

La fame di cambiamento ci spinge a partecipare a movimenti come Extinction Rebellion e #FridaysForFuture, vogliamo tradurci in attori di modelli proattivi e non violenti per la salvezza del Pianeta.

Visionary Days ha visto alternarsi sul palco moltissimi relatori per portare ispirazione alla discussione, a riempire di contenuti e riflessioni la giornata però sono stati i Visionari.

Ragazze e ragazzi provenienti. Interessati alla politica ma diffidenti rispetto alle forme tradizionali di militanza in un partito e all’affermazione delle proprie idee attraverso manifestazioni pubbliche di protesta o boicottaggi di marche e prodotti.

Alle discussioni politiche condotte via social media preferiscono prendere parte a iniziative collegate a problemi ambientali (6 su 10) o a quelli della propria città (4 su 10).

Si identificano fortemente nella propria generazione eppure, più che nella propria comunità di pari, sentono di fare parte dell’Europa (18,5%) e del mondo (37,6%).

www.visionarydays.it

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