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CORTONA ON THE MOVE 2019 | La guida indispensabile: tutte le mostre da vedere

3 min.

La relazione tra persone, paesaggio e territorio: questo il tema di Cortona on the Move 2019, visto attraverso il linguaggio della fotografia. C’è tempo fino al 29 settembre

Noi ve lo diciamo subito: avete tempo fino al 29 settembre per visitare la nona edizione del festival internazionale di fotografia Cortona On The Move, un vero gioiello per tutti gli amanti della fotografia e non solo.

Decine di mostre dislocate tra il centro storico della città e la Fortezza Medicea del Girifalco grazie al lavoro dell’associazione culturale ONTHEMOVE, con la direzione artistica di Arianna Rinaldo

Fotografia contemporanea e un’attenzione continua all’incessante evoluzione del linguaggio fotografico: anche quest’anno in mostra ci sono opere in grado di aprire la mente, il cuore e i sensi.

Il tema scelto per questa edizione è stato quello della relazione tra le persone, il paesaggio e il territorio, attraverso il linguaggio della fotografia contemporanea, le opere di grandi maestri e gli archivi storici. 

Qui trovate una piccola guida indispensabile su ciò che c’è da vedere.

LE MOSTRE FOTOGRAFICHE

Il fotografo Simon Norfolk presenta per la prima volta tre progetti in una mostra tematica dal titolo provocatorio Crime Scenes nei quali racconta l’influenza che l’uomo ha sulla terra e sulla sua esistenza; una narrazione complementare è quella del sudafricano Gideon Mendel che con Drowning World Tomorrow esplora il fenomeno delle inondazioni. 

Arctic Zero di Paolo Verzone è invece un viaggio alla scoperta delle comunità più a Nord del Mondo, Ny-Ålesund, un centro di ricerca e di monitoraggio ambientale nel cuore dell’Artico.

Nadia Bseiso con il progetto Infertile Crescent documenta le trasformazioni geopolitiche che dall’inizio del XIX secolo hanno trasformato la culla della civiltà, il Medio Oriente, in una Mezzaluna che brucia in tumulto. 

Le esplosioni civili che mutano il paesaggio in modo controllato sono le protagoniste di The Explosion of Landscape: Blasting Practices, la descrizione delle complessità del mondo vista attraverso l’obiettivo di Andrea Botto; mentre il progetto Legitimacy of Landscape di Yaakov Israel apre delle finestre sul territorio israeliano, sulle persone che ci vivono e sulle loro storie. 

Yan Wang Preston con Forest indaga la politica di ricostruzione delle foreste e dell’ambiente naturale nelle nuove città cinesi; mentre The Beauty and The Beast il lavoro del duo fotografico Hahn+Hartung racconta la relazione contraddittoria tra uomo e natura vissuta nell’”anello di fuoco”, zona regolarmente colpita da terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami.

Un rapporto complesso che si ritrova in An Elegy For The Death of Hamun di Hashem Shakeri che documenta gli effetti del cambiamento climatico nella provincia del Sistan e Balcunistan che da foresta rigogliosa è oggi un deserto sterile anche nei confronti della vita umana.

Il suo lavoro insieme a quello di Nanna Heitmann sono i due vincitori della call New Visions in collaborazione con LensCulture.

Il Messico è invece lo scenario di La Caravana, il lavoro della fotografa documentarista Ada Trillo che nell’ottobre del 2018 ha iniziato il suo viaggio seguendo i migranti che da vari stati del Sudamerica cercano di raggiungere gli Stati Uniti; mentre attraverso Passersby, la fotografa statunitense Lara Shipley immortala un’altra faccia del Messico, il deserto di Sonora, palcoscenico di migrazioni, aspettative umane e dominazione coloniale. 

Are They Rocks or Clouds? È il lavoro vincitore del PhotoBook Dummy Prize 2018 della fotografa italiana Marina Caneve.

Un’indagine territoriale che nasce nelle Dolomiti come analisi del processo di costruzione della conoscenza del rischio idrogeologico per gli abitanti dei luoghi dove potrebbe accadere un’altra catastrofe.

Mentre Nanna Heitmann, con Hiding From Baba Yaga racconta il desiderio di protezione e libertà ricercato sulle rive del fiume Yenisei da coloro che vogliono fuggire dalla vita mondana.

Una ricerca di libertà vissuta anche in Santa Barbara di Diana Markosian, la fotografa ricostruisce i momenti salienti vissuti dalla sua famiglia venendo negli Stati Uniti dalla Russia. 

Per la prima volta, attraverso la collaborazione con Institut d’Estudis Baleàrics, Beatriz Polo Iañez porta a Cortona L’Illa, un progetto fotografico composto da istantanee raffiguranti persone che abitano su un’isola e le dinamiche di interazione; mentre arrivano dal Canada, in collaborazione con Magenta Foundation e Istituto Italiano di Cultura di Toronto, La Strada Blu.

7458 km di coste italiane di Marco Rigamnonti, un ritratto di momenti di vita italiana lontane dal rumore e dal turismo di massa.

E Voices in the Wilderness di Ryan Walker che attraverso il suo lavoro documenta la vita della piccola comunità di 350 persone che abita un’isola del Mar di Salish interrogandosi sulla nostalgia di luoghi sperduti e simbolo di un’utopia di fuga per i più lontana.

In occasione del 50° anniversario della University of Georgia Cortona, il progetto Baci from Cortona porta in mostra fotografie personali e ricordi raccolti tramite una call aperta tra cortonesi e americani e l’incontro di due culture.


LE FOTO | NEW VISION 2019

LE FOTO | MAGENTA

LE FOTO | MAIN


INFO

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https://www.youtube.com/user/CortonaOTM/featured
https://www.instagram.com/cortonaotm/
https://twitter.com/cortonaotm

Pubblicato da

Redazione di the mag

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