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Costumi… da Oscar! – Cinema e dintorni – the Mag 15

1 min.

Nello scorso mese di febbraio si è tenuta la cerimonia di consegna degli 87esimi Academy Awards (o come le chiamiamo tutti, i Premi Oscar!) e ancora se ne parla, tra polemiche e squadre di fans, schierati da una o dall’altra parte.

di Luca Benni & Matteo Cesarini – Cinema Metropolis Umbertide

Il ruolo del leone l’ha fatto il particolarissimo film di Alejandro Inarritu, “Birdman“, che si è portato a casa le statuette come miglior Film, miglior Regia, miglior Sceneggiatura e miglior Fotografia.



Esce sconfitto, con rammarico dei frequentatori della rete e dei social, sopratutto americani, “American Sniper” di Clint Easwood.



Molto delusi anche Richard Linklater e il suo film/esperimento durato 12 anni “Boyhood,” che si porta a casa solo un premio grazie alla bravissima Patricia Arquette.



Insomma, molte le vittorie previste, poche le sorprese e qualche delusione qua e là. Rivalutatissimo anche “Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson, che si è portato a casa i premi per la colonna sonora, il trucco, la scenografia e i costumi dell’italiana Milena Canonero.



Proprio di lei vogliamo parlare, della costumista italiana che lavora e ha lavorato per produzioni cinematografiche e teatrali. Per il suo lavoro nell’industria cinematografica ha vinto ben quattro volte l’Oscar per i migliori costumi ed è stata nominata per nove volte.

Milena-Canonero

Milena Canonero

Milena nasce a Torino nel 1946 e dopo aver compiuto gli studi di Storia e Arte del Costume a Genova, si trasferisce a Londra. Qui ha l’opportunità di incontrare personalità del cinema e del teatro. Il suo primo lavoro sarà per uno spot pubblicitario di Hugh Hudson. Incontra Stanley Kubrick e sua moglie Christiane attraverso il giornalista Riccardo Aragno, grande amico della famiglia Kubrick, che in seguito le offre il primo incarico da costumista per “Arancia Meccanica”: ricordate i “simpatici” costumi bianchi con bretelle e bombetta?

Kubrick le affida le stesse mansioni per “Barry Lyndon”, per cui si aggiudica l’Oscar insieme a Ulla-Britt Søderlund. Ancora, Hugh Hudson le commissiona i costumi di “Momenti di gloria”, storia di due atleti ambientata negli anni venti. Il suo lavoro aiuta il film a trascendere dall’ordinario e le regala la sua seconda statuetta. Viene nominata all’Oscar altre cinque volte, per film come “La mia Africa”, “Dick Tracy”, “Tucker – Un uomo e il suo sogno”, “Titus”, “L’intrigo della collana”. Poi il 2007 la vede premiata ancora una volta con l’Academy Award per un film particolarissimo: “Marie Antoinette” di Sofia Coppola. I suoi ultimi lavori risalgono al 2007 con “I Viceré di Roberto Faenza” e “Il treno per il Darjeeling” di Wes Anderson, e al 2010 con “Wolfman” di Joe Johnston.

Infine quest’anno la sua nona nomination e il premio per il film di Anderson, che non ha mancato di ringraziare quasi con commozione durante la notte degli Oscar.

Congratulations Milena!

Pubblicato da

Redazione di the mag

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