logo
logo

Il cuore del rock batte a Massa Martana – dieci domande a YASHWANT BAJAJ

3 min.

Alle 14.30 di un pomeriggio di incerta primavera ho un appuntamento telefonico con Yashwant Bajaj. Lo cerco da un po’: gli vorrei fare un’intervista, tipo dieci domande, ma devo attendere che rientri in Italia da Singapore.

È un uomo d’affari che si occupa di titoli speculativi asiatici, è di origine indiana, ma è cresciuto in Inghilterra, gira il mondo, ha una villa a Massa Martana dove torna spesso (assieme alla moglie e ai figli).

Una passione per la musica rock e un’idea in testa: portare in Umbria le atmosfere dei grandi festival internazionali. Mi voglio far raccontare questo. Anche perché, per ora, la sua idea ha già messo le gambe.

E come cammina! Dal niente è spuntato l’Umbria Rock che dal primo al 3 agosto porterà a Massa Martana tre giorni di indie, rock e la migliore musica elettronica, in quello che si preannuncia come uno dei più grandi happening dell’anno. Distese di prati, due stage, electro e rock, immersi nel verde e un’area camping attrezzata nel cuore dei Monti Martani, in una full immersion di divertimento, natura ed amicizia.

Line up di tutto rispetto, stile brit: Kaiser Chiefs freschi di pubblicazione del nuovo album e attualmente al numero 1 della chart inglese, Paul Weller «the modfather» il padre del mod britannico, Peter Hook and the light un gradito ritorno in Italia per il fondatore di Joy Division e New Order, poi James, The Charlatans, Courteneers, The Cribs, Basement Jaxx e tanti altri.

Non solo musica: saranno proiettati anche film indipendenti prestati dal British Council.

di Cristina Crisci

Allora, Mr. Bajaj, da dove arriva l’idea del Festival Umbria Rock?
«Da 8 anni ho un casolare a Massa Martana, ed ho avuto modo di frequentare festival come Umbria Jazz, Trasimeno Blues, ma anche il Lucca Summer o Rock in Roma. In Inghilterra abbiamo molti festival ed il loro format è completamente diverso.

Ce ne sono in continuazione e molti di essi si svolgono in zone di campagna quindi ho pensato che fosse strano che in Italia, con tutto questo verde, non ci fossero eventi simili.

Mi è venuto in mente che l’Umbria sarebbe stata una location perfetta per un rock festival: eccolo qua!»

In quanto tempo avete organizzato un evento del genere che riesce a mettere insieme Kaiser Chief, Paul Weller, Peter Hook e Basement Jaxx?
«Ci stiamo pensando da tre anni, ma ne sono venuto a capo la scorsa estate: da allora abbiamo iniziato a organizzarlo».

È vero che avevate contattato gruppi come Vampire Weekend, Arcade Fire o Artic Monkeys?
«Sì, ma essendo un nuovo festival abbiamo dovuto farci spazio tra quelli già esistenti, non tanto in Italia, ma in Europa e nel mondo, quindi alcuni degli artisti che abbiamo sentito avevano già impegni, tuttavia è solo la prima edizione e senza dire nulla di troppo scontato, spero che vengano ad esibirsi in futuro!»

Lei per dare vita a questo festival ha creato la Asha Music, una vera e propria multinazionale, chi la sostiene?
«Principalmente io e la mia famiglia ma ho anche alcuni investitori esterni, gente che lavora nel mondo della finanza, provenienti da Asia, qualche europeo, svizzero, un americano, in tutto una decina».

A quali grandi festival internazionali vi ispirate?
«Io sono stato molto fortunato a crescere in Inghilterra e poter partecipare a festival come Glastonbury o il Reading  che sono state le mie prime esperienze, poi sono stato altrettanto fortunato quando, viaggiando in tutto il mondo, ho preso parte ad altri eventi del genere, sono stato persino al Fuji Festival in Giappone… volevo creare qualcosa di simile in Umbria».

L’Italia non sta attraversando un periodo storico molto facile e tante manifestazioni culturali, tra cui i festival rock, hanno ceduto il passo alla crisi: qual è il punto di forza di questa manifestazione?
«La crisi che ha bloccato i canali di finanziamento in molti paesi tra cui l’Italia ha fatto sì che un maggiore numero di persone abbiano scelto di investire in Asia poiché è un’economia con una posizione migliore rispetto all’Europa.

Ora io con questo festival faccio qualcosa per l’Italia in un settore dove nessun altro avrebbe voluto investire. Poi perché penso che non ci sia un altro evento uguale».

Un festival da un milione di euro: quali sono i maggiori sponsors che appoggiano la prima edizione?
«Essendo il primo anno è difficile trovare sponsors con facilità quindi il mio gruppo di investitori ha fatto molto».

Un suo sogno: nell’edizione 2015 chi vorrebbe far salire sul palco di Massa Martana?
«Fra gli artisti contemporanei c’è veramente un ampio raggio di ottimi performers che mi piacerebbe vedere, ma preferisco non fare il nome di nessuno».

Quanto pubblico vi aspettate e soprattutto pensa di poter avere un riflesso internazionale da questo festival?
«Stiamo facendo molto marketing in Uk ed anche nel resto d’Europa: ci stiamo focalizzando anche in Germania e Svizzera quindi speriamo che vengano molti stranieri».

C’è una remota possibilità di poter rendere questo Festival itinerante ed utilizzare location diverse sparse in Umbria?
«Certo, l’idea è quella di creare un evento importante per l’Umbria intera, non è un caso che ho scelto Massa Martana.

Io ho una casa, conosco questi luoghi ai quali sono molto affezionato, c’è stato il terremoto, il paese è stato ricostruito, l’economia è crollata e io se posso, voglio fare qualcosa di positivo che abbia un ritorno importante».

Link Utili;

www.umbriarockfestival.com

www.facebook.com/Umbria-Rock

www.twitter.com/UmbriaRockFest

www.plus.google.com/+Umbriarockfestival

Post simili

Pubblicato da

Comments are closed.