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Daiana Lou – «I TALENT? UNA CENTRIFUGA IL VERO X-FACTOR SIAMO NOI»

Daiana dei Daiana Lou mentre suona le percussioni e canta
3 min.

I Daiana Lou dopo la loro uscita di scena dal programma: «Una giostra che non fa per noi, ci siamo salvati perché stavamo insieme»

testo Andrea Luccioli | foto Marco Bicchielli

Insieme sono i Daiana Lou, Daiana e Luca, un progetto nato per caso su un palco nel 2013, passato sotto gli accecanti riflettori di X-Factor e da lì uscito in maniera rocambolesca – e non senza polemiche – per giungere infine a Foligno, in uno dei secret concert di Formato ridotto live, la piccola officina delle meraviglie targata Argilla eventi.

Facciamo un passo indietro. Siamo nella Capitale.

In un locale romano dove si fanno jam session ci sono Luca e Daiana. Non si conoscono. In quel locale si sale sul palco così, sconosciuti.

E si suona. Luca e Daiana salgono che non sanno nulla l’uno dell’altra. Suonano insieme, funziona. Funzionano.

Diventano i Daiana Lou, coppia musicale, coppia nella vita. Vanno via, a Berlino. Succedono tante cose e poi arrivano a Foligno, in una serata di aprile, e si raccontano, tra una cover e un pezzo nuovo del loro disco che uscirà dopo l’estate.

A questo racconto manca un pezzo fondamentale, ovvero la loro apparizione a X-Factor, esperienza bella e brutta allo stesso tempo, tanto che i Daiana Lou decidono di lasciare il palco della trasmissione ad un passo dal traguardo, attirando critiche feroci e stima allo stesso tempo.

Perché? Cosa è successo? Lo raccontano loro stessi, partendo da quella notte in cui…

Daiana: «Ci siamo conosciuti durante una jam session, per caso. C’è un locale a Roma che funziona così, dopo tre brani si cambia formazione.

Noi siamo saliti nello stesso momento, pur non conoscendoci e abbiamo cominciato a suonare dei pezzi che piacevano ad entrambi. Non siamo più scesi».

Luca: «Ad entrambi piace suonare per strada e dopo il nostro incontro siamo partiti in tour con una band. Volevamo suonare in giro il più possibile.

Inizialmente lo abbiamo fatto a Roma, poi abbiamo notato che quello che facevamo andava forte con il pubblico internazionale e per questo abbiamo deciso di andare a Berlino.

Ci saremmo dovuti fermare una decina di giorni. Siamo tornati, abbiamo fatto le valige e ci siamo rimasti per due anni!».

Poi è arrivato X-Factor.

Luca: «La redazione del programma aveva visto qualche nostra esibizione su YouTube e ci ha contattato. Erano interessati al nostro progetto ma noi inizialmente abbiamo rifiutato perché eravamo impegnati in studio.

La cosa si è ripetuta un’altra volta. Alla terza chiamata abbiamo risposto e accettato ponendo una condizione: noi veniamo con il nostro progetto artistico, ma se cercate dei visi carini avete sbagliato target».

Le cose inizialmente vanno bene…

Daiana: «La fase delle selezioni è andata molto bene. Ce l’abbiamo messa tutta fin dall’inizio.

Abbiamo visto che quando mettevamo noi stessi al centro delle esibizioni riuscivamo ad arrivare meglio alle persone.

Poi, però, alla quarta settimana si è rotto qualcosa. In particolare in relazione al triste episodio della morte di Cranio Randagio».

Cosa è successo?

Luca: «Noi non conoscevamo il mondo televisivo, ci abbiamo provato.

Siamo un duo che fa dell’intensità e delle emozioni il suo punto di forza. Loro ci chiedevano di passare dall’essere felici all’essere tristi. Ora devi mangiare patatine, domani ti trucchi, poi fai la penitenza e infine devi pure fare il ricordo di un ragazzo morto, tutto insieme.

Una centrifuga che ci ha devastato e per questo abbiamo deciso di fare un passo indietro per dare spazio a chi voleva continuare».

Le conseguenze della vostra scelta?

Daiana e Luca: «Noi facciamo musica, ci piace il contatto con le persone, suoniamo dove c’è aggregazione.

Purtroppo questo lì non c’era. Siamo stati attaccati per la nostra scelta, ci hanno anche detto che avevamo fatto i furbi.

Noi non volevamo mettere in discussione la nostra integrità artistica e personale».

Lo rifareste?

Luca: «Quando mi dicono che se non fosse stato per X-Factor sarei rimasto a suonare per strada a Berlino, io rispondo che è proprio grazie alle strade di Berlino se sono andato ad X-Factor.

È un programma televisivo dove ti travestono da star. Noi ad un certo punto non volevamo più prendere parte a tutto questo».

La vostra salvezza?

Daiana e Luca: «Il fatto che stavamo insieme. Da soli sarebbe stato difficilissimo, usciti da lì saremmo dovuti andare in terapia.

Faccio in bocca al lupo per chi vuole fare i casting e sta bene in quell’ambiente.

Per noi è stata una violenza, la nostra strada è un’altra».


Il canale facebook ufficiale dei Daiana Lou

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