logo
logo

Dario Argento – la paura che ho dentro

Dario Argento - the mag
3 min.

Dario Argento Sorride. Parla con toni pacati e modi gentili. Solo i lampi e l’intensità dello sguardo ricordano che è lui il maestro dell’horror all’italiana, il re del brivido e della paura, l’autore di film di culto amati e celebrati in tutto il mondo.

Dario Argento è a Perugia, ospite dell’Immaginario Festival. Con la città ha legami d’antica data che risalgono alla sua infanzia ma stavolta è tornato sull’onda di un’autobiografia appena scritta (si chiama «Paura», ovvio) e per promuovere una campagna di  crowdfunding destinata a finanziare il suo nuovo film, «The sandman». Occasione per raccontarsi, senza filtri né pudori.

di Sofia Coletti / ph: immaginario festival

Dario Argento intervistato a Perugia

Dario Argento – immaginario festival

Argento, perché ha scritto la sua storia?

Dario Argento :«È stato un processo tormentato, ci ho messo due anni e sulle orme di Ingmar Bergman ho deciso di raccontare  tutto, compresi i momenti più imbarazzanti, più dolorosi, difficili».

E quali sono?

Dario Argento :«Inizio ricordando il tentativo di suicidio quando giravo Suspiria. Vivevo in albergo, più volte ho pensato di aprire la porta-finestra e gettarmi nel vuoto. E poi parlo della droga, dei miei amori strani, di quando sono finito in carcere».

L’autobiografia si chiama Paura. Ma a quando risale questa attrazione irresistibile?

Dario Argento :«Avevo 4 anni e i miei genitori mi portarono a vedere Amleto a teatro, è stata un’emozione fortissima, il mio viaggio nell’inconscio è iniziato lì. Da bambino sono stato malato per mesi e ne ho approfittato per saccheggiare la biblioteca di famiglia. Leggevo Shakespeare, Le mille e una notte, Poe.  Lì ho scoperto il mio dono».

Quale dono?

Dario Argento :«Quello di dialogare con la mia metà oscura, di indagare il mio inconscio. Ho spalancato la porta su un mondo di fantasmi, di mostri, di visioni livide che per me sono bellissime».

La sua infanzia come è stata?

Dario Argento :«Ero un bambino isolato, diverso dagli altri, mia madre, brasiliana, era una celebre fotografa, esperta di volti e corpi femminili. Dopo la scuola mi fermavo nel suo studio, vedevo attrici bellissime che si spogliavano e si truccavano, ricordo ancora  l’odore fortissimo del cerone e del rossetto. Per questo l’80% dei protagonisti dei miei film sono donne, anche giovanissime, mi piace raccontarle e rappresentarle».

 

[quote]«A 15 anni sono andato via di casa, mio padre ha rispettato la mia scelta. Ho vissuto a Parigi facendo i lavori più umili e lì ho scoperto la Cineteca Nazionale, proiettava vecchi film a tutte le ore»[/quote]

 

È vero che ha rapporti  molto stretti con l’Umbria, in special modo Perugia?

Dario Argento :«Sì, perché mia nonna e la sua famiglia erano di queste parti, da piccolo ci venivo sempre. La città era diversa, in periferia non c’erano palazzi ma aperta campagna. I nonni avevano una casa sulla strada per il cimitero, ricordo una vendemmia fantastica. Ho fatto anche una Marcia della Pace, a Perugia ci vengo molto spesso, per ragioni personali».

E l’amore per il cinema come è nato?

Dario Argento :«A 15 anni sono andato via di casa, mio padre ha rispettato la mia scelta. Ho vissuto a Parigi facendo i lavori più umili e lì ho scoperto la Cineteca Nazionale, proiettava vecchi film a tutte le ore».

E poi che è successo?

Dario Argento :«Sono tornato a Roma, ho iniziato a lavorare per un giornale come critico cinematografico, decisamente di rottura, ricordo incontri straordinari fantastici con John Houston e Fritz Lang, bevevano e raccontavano a ruota libera…».

Dario Argento sul palco di immaginario festival

Dario Argento – immaginario festival

L’arrivo sul set?

Dario Argento :«Come sceneggiatore, mi chiamò Sergio Leone per “C’era una volta il West”, lì ho capito che il cinema è macchina da presa, che è l’inquadratura a raccontare le emozioni, non le parole o i dialoghi».

Dove nasce l’ispirazione per i suoi film?

Dario Argento :«Mai dalla realtà, l’attualità non mi interessa, non riguarda la mia creazione. Scrivere per me è un processo lungo e travagliato, entro nell’inconscio, recupero le paure più profonde e inconfessabili della mia infanzia, sono terrorizzato da corridoi, finestre e scale».

Ci racconta il suo prossimo film?

Dario Argento :«Si chiamerà The Sandman, con protagonista Iggy Pop. La sceneggiatura è stata scritta per me, in omaggio alla mia carriera. La storia inizia il giorno di Natale quando un bambino vede la mamma uccisa da un seriar killer. Sono stanco dei soliti film di Natale buonisti, ne vorrei uno pieno di forza, violenza e orrore».

È vero che ha lanciato una campagna di crowdfunding?

Dario Argento :«Si, con tante modalità per partecipare ma in realtà i finanziamenti ci sono, lo faccio per il mio pubblico che mi ama e ha fiducia in me. Voglio che partecipi attivamente al film, mi stia vicino».

Post simili

Pubblicato da

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.