È arrivata in Italia Sharbat Gula, bimba simbolo dei conflitti afghani

Ricordate “la ragazza afgana della foto di Steve McCurry“? Sharbat Gula, questo il suo nome, è arrivata a Roma. Il suo volto, con gli occhi verdi intensi e inquieti, nel 1985 ne fecero un’icona mondiale. Steve McCurry a dicembre un anno prima l’aveva ritratta giovanissima in un campo profughi di Peshawar. Quella fotografia era diventata la copertina del National Geographic Magazine. Sharbat Gula divenne così il simbolo di una tragedia umanitaria, quella dei profughi afgani fuggiti in Pakistan dopo l’invasione sovietica.

Lo ha comunicato Palazzo Chigi sottolineando che la Presidenza del Consiglio “ne ha propiziato e organizzato il trasferimento in Italia, nel più ampio contesto del programma di evacuazione dei cittadini afghani e del piano del Governo per la loro accoglienza e integrazione”.

L’azione italiana, ricorda Palazzo Chigi, risponde “alle sollecitazioni di quanti nella società civile e in particolare fra le organizzazioni no profit attive in Afghanistan hanno raccolto, dopo gli eventi dello scorso agosto, l’appello di Sharbat Gula a essere aiutata a lasciare il proprio Paese”.

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Andrea Luccioli

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