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E45 LA GRANDE VIA

3 Min. - tempo di lettura

Il prossimo 2 marzo verrà inaugurata presso il Quadrilatero di Palazzo Bufalini di Città di Castello la mostra fotografica “E-45 La grande via”.

Si tratta di 280 scatti di storia, paesaggi e quotidianità che guideranno lo spettatore in un viaggio fotografico su un argomento ora più che mai attuale.

Testo Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

La mostra, visitabile fino al 17 marzo, è il risultato di un anno e mezzo di lavoro dei soci del Centro Fotografico Tifernate coordinata dal suo fondatore Enrico Milanesi e dal presidente Chiara Burzigotti da cui ci siamo fatti raccontare qualcosa di più su questo progetto.



 

Com’è nata questa iniziativa?

Enrico – «Il progetto è nato come impegno fotografico per stimolare i soci a lavorare non sulla singola fotografia ma sviluppando un “impegno a lungo termine”.

La E45 è un universo, quindi è necessariamente stata circoscritta in un range di 80 chilometri che vanno da Verghereto a Umbertide.

Oggetto d’interesse non è stata solo la strada in quanto infrastruttura ma anche la vita intorno a quest’arteria e le miriadi di situazioni intorno».

Perché farla proprio in questo momento?

Enrico – «Abbiamo lavorato per circa un anno, singolarmente e in gruppo, portando avanti di volta in volta piccoli obiettivi geografici che potevano spaziare dalla vita dei camionisti, problematiche stradali, le varie stazioni di servizio…

Il materiale è man mano aumentato a livello quantitativo e abbiamo sentito l’esigenza di chiudere, almeno momentaneamente, questa ricerca fotografica.

Questa mostra avrà sicuramente un seguito perché non abbiamo sviluppato in modo completo tutte le tematiche».

Chiara – La nostra è stata una ricerca sul territorio. Siamo tutti spettatori non osservanti della realtà che ci circonda e ci premeva focalizzare l’attenzione su tutto quello che sfugge agli occhi dei più.

Siamo partiti dal paesaggio intorno alla E45 che non ha nulla da invidiare alle altre Regioni, un patrimonio da mostrare e tutelare.

Abbiamo indagato il quotidiano, siamo entrate nelle case di chi lì ci vive che ci hanno mostrato le loro realtà per poi ritrarre anche le attività commerciali, industrie e negozi espandendoci poi verso le aree di sosta della superstrada dove abbiamo incontrato trasportatori e viaggiatori.

A questo proposito, qual è il rapporto che è emerso tra la strada e chi la frequentate e vive lì?

Chiara – «Agli occhi di un esterno vivere in una strada così trafficata potrebbe apparire come un elemento disturbo.

Chi abita vicino al serpente stradale accusa problematiche legate all’inquinamento acustico, dovuto specialmente al passaggio dei camion le cui vibrazioni entrano addirittura in casa.

Frequenti le lamentele e le richieste di barriere acustiche che però non sono mai state soddisfatte”.

Tra le tante storie raccontate, cen’è qualcuna che vi ha colpito in particolare?

Enrico – «Da approfondire sicuramente sarà quella legata alla vita dei camionisti. Sono attori con delle storie incredibili dietro.

Molti sono stranieri provenienti da Paesi dell’Est. Si tratta di gente che vive dentro il camion che diventa a tutti gli effetti una casa, con telefono, antenna satellitare, cucina,letto…

E grande voglia di comunicare.

Sono stati estremamente disponibili a collaborare con noi per questa Mostra. Sarebbe interessantissimo creare una mostra specifica di questo mondo, anche uscendo dall’E45!»

È stato difficile, a livello organizzativo, mettere insieme tanti punti di vista diversi su una stessa prospettiva?

Enrico – «Oltre all’impegno materiale di realizzare una mostra, l’obiettivo più grande è quello di fare gruppo e di stare insieme.

A livello di Associazione è estremamente importante avere un gruppo coeso che tramite la passione della fotografia, una sorta di cuore pulsante porta con sé il reciproco confronto e la condivisione, basi sulle quali stringere anche una bella amicizia.

Questa linea, a più riprese, ha dato i suoi frutti nel tempo, siamo presenti come Associazione nel territorio da ormai 40 anni».

Chiara – «Uno degli obiettivi dell’Associazione è sempre stato anche quello di rendere partecipi di più persone possibili.

Chiunque abbia avuto il desiderio di esprimersi fotograficamente in questa mostra ha avuto il suo spazio, in base all’impegno offerto.

Del resto, il gruppo riesce a valorizzare il lavoro di ogni singolo.

Anche nel caso di questa Mostra, il lavoro di tutti ha dato un risultato importante a livello organizzativo e di qualità di materiale fotografico».

Alla luce degli ultimi terribili fatti di cronaca, può una mostra di questo tipo fare da motore per sensibilizzare comunità ed Istituzioni a livello si sicurezza ed infrastrutture?

Chiara – «Sicuramente sì. Per questo motivo abbiamo voluto raccontare fotograficamente il periodo in cui stavano avvenendo i lavori di riqualificazione del manto stradale.

L’Anas è stata molto collaborativa con noi: ha accolto positivamente la nostra richiesta di entrare dentro i cantieri e viaggiare con i loro mezzi per poter documentare la realtà di quello che stava accadendo.

L’aspetto della sicurezza verrà sicuramente fuori guardando la Mostra e per dargli ancora più spazio ci piacerebbe affiancarle un convegno per poter parlare in modo più approfondito dell’argomento».


Post Scriptum

Mentre chiudiamo in redazione questo numero di The Mag, la Procura di Arezzo sta decidendo il futuro del viadotto Puleto della E45.

Le voci in questi giorni si sono rincorse e siamo sicuri che le polemiche non si fermeranno a prescindere dalla decisione della magistratura.

Dalla sua parte Anas continua a chiedere la riapertura, magari condizionata, del viadotto che, a quanto sostiene la socità, non presenterebbe particolari criticità.

L’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella, ha auspicato a breve una soluzione: «Speriamo che arrivino novità dalla Procura.

L’Anas ha spiegato che c’è bisogno di manutenzione, ma che non ci sono problema di stabilità.

Chiedo una riapertura, anche se limitato.

Gli effetti si tanno facendo sentire sull’economia locale».


Il sito dedicato alla mostra su: www.the-mag.org/e45


 

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Pubblicato da

Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

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