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ED MENICHELLA – sono un ragazzo fortunato

ED MENICHELLA - the Mag 18
3 Min. - tempo di lettura

Ed Menichella in pochi mesi è passato dai locali di provincia ai più grandi palcoscenici italiani. Edoardo Menichella in arte Ed, cantautore biturgense classe 1988, è la rivelazione musicale dell’anno, uscita fuori dal “basso”, grazie alla voce, alla melodia, fattasi strada al di fuori dei talent-show.

Parte da lontano la storia di Ed Menichella , da anni di canzoni e concerti con la sua ex band, gli E45, e poi da solo con la sua chitarra acustica in giro per la Costa Azzurra e la Riviera adriatica. Questa storia, però, prende una piega inaspettata quando nel gennaio 2015 Ed sforna una cover di “Sabato” che piace così tanto a Jovanotti da complimentarsi con lui via Twitter e poi chiamarlo per suonare alla trasmissione Webnotte in onda su Repubblica.it. Fino ad arrivare a quest’estate e alla proposta di aprire gli spettacoli del tour “Lorenzo negli stadi 2015“. Un’occasione che può cambiare tutto e che Ed ha colto al volo.

di Andrea Tafini

Ed Menichella - jovanotti

Ed Menichella – jovanotti

 

Prima di tutto, Ed, cosa si prova a suonare davanti a migliaia di persone?

Ed Menichella: «Eh, gira la testa. Come quando sei in cima a una montagna e ti guardi intorno, guardi il paesaggio, il cielo e ti senti piccolo, ma al tempo stesso quasi onnipotente. Sei al centro di qualcosa di enorme, di grandioso. Tutta quella gente è lì per emozionarsi, per provare quel brivido magico e tu sei lì, dall’altra parte, da solo, sai che se ci sei è perché tu puoi dargli quel brivido, farli emozionare tutti, anche solo per un istante. Sei piccolissimo e grandissimo allo stesso tempo. Non so come altro spiegare. Per il resto, suonare è sempre la stessa cosa, che siano 10 persone o 50.000. Chiunque suoni o canti sa di cosa sto parlando».

La prima volta che sei salito sul palco per aprire il concerto di Jovanotti cos’hai pensato?

Ed Menichella: «Che ci doveva essere stato un errore, e che in qualche modo se ne sarebbero accorti tutti di lì a qualche minuto. Poi appena ho suonato il primo accordo della mia canzone, “Generazione”, con cui aprivo il concerto, ho visto il sole che iniziava a tramontare sopra tutta quella gente e ho capito che per la prima volta nella mia vita ero nel posto giusto, al momento giusto. Subito dopo il pensiero è andato alla chitarra perché ovviamente il sol mi sembrava un po’ scordato!».

Quando hai fatto la cover di “Sabato” il tuo obiettivo era arrivare a Lorenzo o tutto è avvenuto per caso?

Ed Menichella: «Ho deciso di fare la cover di “Sabato” perché mi colpì in modo particolare la prima volta che la sentii alla radio. Poi ho pensato che sarebbe stato figo suonare una cover appena dopo l’uscita del brano. Come quando Hendrix fece la cover di “Sgt.Pepper’s” solo tre giorni dopo l’uscita dell’originale. Allora ho deciso. Tutto per caso. La scelta di caricarla su Soundcloud e non su Youtube invece, è stata fatta proprio perché avevo notato che Lorenzo ripostava molti remix di “Sabato” sul suo canale. Ho pensato che se gli fosse piaciuta, magari avrebbe ricondiviso anche la mia versione. Ma era pura immaginazione, fino a che non è successo».

Che atmosfera si respira dentro un tour del genere?

Ed Menichella: «Magica. È come far parte di un circo itinerante. Abbiamo girato tutti gli stadi più grandi d’Italia, da Milano a Messina. Ovviamente l’aria che si respira dietro alle quinte è quella di un luogo di lavoro, come nella cucina di un ristorante il fine settimana, all’ora di cena. Tutti vanno velocissimi e sanno che se non faranno bene il loro lavoro qualcosa andrà storto. E niente deve andare storto. Sei in serie A. Non puoi permetterti di sbagliare. Ma tutto questo in un clima tra gli addetti ai lavori, i musicisti, lo staff, sempre molto positivo, scherzoso, leggero. Insomma senti il peso della responsabilità, ma l’atmosfera resta suggestiva».

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Ed Menichella: «Bob Dylan, John Lennon, Lucio Battisti, i Beatles. Poi molti altri, ma loro sono i miei santi protettori».

Stai progettando qualcosa per il futuro? Un disco?

Ed Menichella: «Sto scrivendo nuove canzoni. Ne ho già molte, ma devo scriverne il più possibile. Per il futuro ci sono molti progetti, sicuramente anche un album, ma non so bene come, quando, in quanto tempo, o per chi. So solo perché. Comunque meglio non progettare troppo, magari poi arriva la vita e ti scombussola tutti i piani!».

Consigliaci l’album o la canzone che non possiamo perderci per l’autunno-inverno che verrà.

Ed Menichella: «Come disco direi “Long Way Down” di Tom Odell. Canzone… “Buzzcut Season” di Lorde».


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