logo
logo

Elizabeth Wholey – Tradizioni Culinarie

wholey-the-mag
2 min.

Elizabeth Wholey – Tradizioni Culinarie

The Mag ha chiesto a Elizabeth Wholey una descrizione del suo nuovo libro: “Sustenance: Food Traditions in Italy’s Heartland, an Indispensable Guide to the Upper Tiber Valley”. Si tratta di una guida alle tradizioni culinarie della Valtiberina, indispensabile per ogni visitatore che voglia conoscere più da vicino le nostre zone.

Mi sento spesso chiedere come mai sia venuta a vivere in Italia. Appartengo da generazioni a una famiglia di contadini californiani che si occupavano di frutteti vicino a San Jose, in quella che ora è la Silicon Valley. Gli amici della mia famiglia, i vicini, erano italo-americani e quando ero piccola mi divertivo ad aiutare le signore in cucina.

Poi sono cresciuta e ho studiato Storia dell’Arte Medioevale e Rinascimentale Italiana all’Università di Berkeley. Sono diventata un’italofila. Per avere un’idea del paesaggio dove sono cresciuta basta prendere la strada per Bologna in primavera. Gli alberi da frutto in fiore, ai lati della superstrada, sono simili a quelli della campagna californiana di allora che purtroppo non esiste più. La nostra strada di campagna ha ora quattro corsie e da entrambi i lati si vedono solo centri commerciali.

Non riesco nemmeno più a riconoscere i luoghi dove ho vissuto. Ecco perché voglio sostenere i produttori locali e i contadini della Valtiberina. Dalla mia esperienza di perdita è nata la guida in inglese dove presento le cittadine con le fattorie che le caratterizzano, i mercati tipici e le fiere, così da spingere i turisti a ricercare i piccoli produttori, a godere di cibi a chilometro zero e imparare la storia agricola e culinaria di questo affascinante territorio. Mi sono trasferita nella valle del Niccone in Umbria venti anni fa. Il paesaggio mi ricordava quello della mia infanzia, se non fosse che noi avevamo meno vigneti e nessun vero castello. Mi sono trasformata in ortolana e cuoca.

E cucinando ho ricercato gli ingredienti alla fonte, andando a conoscere le fattorie e i contadini che producono formaggi, insaccati, marmellate, prodotti di tartufi e castagne. Ho scoperto la dedizione di chi pratica l’agricoltura biologica, di chi fa il vino o l’olio, di chi alleva agnelli, maiali e il famoso manzo Chianino. Volevo imparare meglio dalle persone che si erano sostentate per secoli grazie alle tradizioni di “cibi poveri” che avevano resistito fino ai giorni nostri, magari con un tocco di modernità.

E così ho cominciato a preoccuparmi del fatto che una tale tradizione potesse prima o poi scomparire. Un paio d’anni fa ho partecipato (ero l’unica straniera) a una cena organizzata da circa cinquanta italiani locali dove tutto quello che veniva servito era stato prodotto dai partecipanti. Quella cena è stata il terreno per piantare i semi di una nuova associazione chiamata “Le vie del Buongusto” (www.leviedelbuongusto.it), dedicata a promuovere i prodotti tipici e l’artigianato dell’Alta Valle del Tevere.

Spero davvero che le nuove generazioni trovino la motivazione e il coraggio per continuare il lavoro di chi le ha precedute. E questo libro è un omaggio a loro. La guida “Sustenance” si trova presso il Museo Aboca a Sansepolcro, la Libreria Paci a Città di Castello, la libreria Liberpucci a Umbertide, Amazon.com (USA), o direttamente da Elizabeth (www.sustenanceinitalysheartland.wordpress.com).

copertina wholey-2

wholey1-the-mag

wholey2-the-mag

Post simili

Pubblicato da

Redazione di the mag

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.