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Erika Albonetti – Geometrie d’Oriente

Erika Albonetti
3 Min. - tempo di lettura

Le foto a Erika Albonetti sono un incrocio di geometrie per raccontare un’esperienza fotografica diversa.

Fotografare Erika Albonetti a Rimini. Luce e cielo vengono spezzati da linee stabili e funzionali al fine di illustrare una visione ispirata dall’oriente. La moda crea disordine in una cornice caratterizzata da elementi di ripetizione e perfezione che donano ritmo costante all’immagine. Elementi metafisici astratti si fondono nella realtà veicolata dalla fotografia.


FOTO JACOPO GENNARI
TESTO ANDREA LUCCIOLI
MODELLA @ERIKA.ALBONETTI
STYLIST @FAKELIKELATONI
MUA ANNA TANTILLO



Erika Albonetti di Riolo Terme, già nel video “Riccione” dei “Thegiornalisti” di Tommaso Paradiso, sul set di The Mag ci spiega cosa significa essere una modella professionista nel 2018.

Pochi fronzoli, Erika Albonetti è una ragazza con le idee chiare. Modella professionista, giovane e, ovviamente bellissima: questo il breve identikit.

Il servizio fotografico di questo numero di The Mag porta in dote il suo volto e la sua fisicità che si mescola con il set che abbiamo creato a Rimini.

A due passi da quella “Riccione” cantata da Tommaso Paradiso dei “Thegiornalisti nel cui video spiccano proprio il viso e il corpo di Erika Albonetti.

Per la ragazza di Riolo Terme quello di modella è più di un lavoro, è una passione. Con un orizzonte temporale ben definito: già sta studiando per il futuro.

Nel presente, invece, troviamo una giovane preparata, consapevole delle sue potenzialità e che ha capito alla perfezione che nel 2018, per fare questo lavoro, occorre anche essere bravi sui social.

Ma guai a chiamarla influencer.

Sei giovanissima, ma hai già all’attivo tantissimi set fotografici, collaborazioni, un profilo Instagram con numeri altissimi. Quando hai deciso che fare la modella sarebbe diventato un lavoro a tutti gli effetti?

«Prima di iniziare la mia esperienza a Miss Italia nel 2014 non mi aveva mai sfiorato l’idea di fare la modella. Anche successivamente ho iniziato a posare quasi per gioco, facendo ‘la gavetta’ per costruirmi un portfolio soddisfacente.

Poi, shooting dopo shooting, sono arrivate le prime soddisfazioni, le prime richieste da parte di brand di moda e così da un paio di anni posso dire di essere una professionista.

Ma per fortuna il mio lavoro continua a coincidere con la mia passione.

Mi diverto come il primo giorno».

Cosa significa, nel 2018, essere una modella professionista?

«Fare la modella è sicuramente un lavoro privilegiato, non lo nascondo.

Nel 2018 la mia professione sta vivendo un momento meno fortunato e più complesso rispetto agli anni 80-90 quando le top model erano delle vere e proprie icone e di conseguenza tutto il movimento moda ne traeva beneficio.

Detto questo penso che ognuno debba fare il lavoro per cui è portato, io amo il mestiere e mi riesce abbastanza bene, quindi non farei mai a cambio con altro».

Quanto sono importanti i social network nel tuo lavoro e come li gestisci? 

«Tantissimo, e non lo dico con eccessiva gioia. Prima del boom di Instagram i clienti di moda si rivolgevano alle agenzie/agenti per avvalersi dell’immagine di una modella. Ora il primo passaggio è guardarne il profilo Instagram.

I social network stanno diventando il primo biglietto da visita di una modella, quindi diventa gioco forza fondamentale tenerli aggiornati postando contenuti interessanti e/o popolari.

Io mi faccio aiutare dal mio agente, ci siamo dati delle linee guida e manteniamo il profilo a 4 mani.

Le “stories” però rimangono farina del mio sacco, ne vado molto fiera (ride, ndr)».

Le “stories” rimangono farina del mio sacco, ne vado molto fiera

Restiamo in tema social. Instagram ha cambiato molto il tuo settore. Le modelle di ieri oggi sono diventate “influencer” o “fashion blogger”, si sono moltiplicate e si “combattono” a colpi di like. Come ti trovi in questo mondo e quali sono gli aspetti negativi?

«Questo è un tema molto attuale. Il proliferare di social ha fatto sì che qualsiasi ragazza potesse essere potenzialmente una testimonial per un brand auto-definendosi influencer.

La realtà è che la modella è un mestiere molto differente da quello di influencer, e i brand di moda importanti per fortuna lo hanno ben presente.

Così come hanno chiaro che le vere fashion blogger influenti si contano sulle dita di una mano.

Tutto il resto è uno specchietto per le allodole, ma poi alla resa dei conti la professionalità di una modella paga sempre.

Quando Instagram sarà superato da un nuovo social network con un concept differente le modelle continueranno a lavorare, le influencer invece dovranno completamente re-inventarsi».

Nei mesi scorsi si è parlato molto di molestie nel mondo dello spettacolo dopo il caso Weinstein, ti sei mai imbattuta in situazioni del genere? E se ti è capitato, come le hai affrontate?

«Per fortuna io avendo scelto di essere sempre accompagnata sul set dal mio manager sono abbastanza immune da questo tipo di situazioni.

Non ti nego però che sia capitato anche a me qualche approccio più o meno esplicito: basta dire un no secco a costo di perdere un lavoro.

La mia filosofia e di realizzarmi più possibile nella mia professione senza mai venire meno ai miei principi. Se scendi a patti con te stessa, sei vulnerabile a questo tipo di situazioni».

Come ti vedi tra cinque anni? Cosa vuole fare Erika Albonetti da grande?

«Tra cinque anni spero ancora di stare sul set. Amo il mio lavoro, mi regala nuovi stimoli ogni giorno e tra cinque anni spero di essere ancora nel pieno del mio percorso.

In questi anni sto anche studiando Culture e Tecniche Della Moda all’ Università di Bologna, una volta che non potrò più posare infatti spero di rimanere in questo ambiente, come truccatrice, stylist, o in una qualche agenzia di comunicazione. Chi lo sa».

Per seguire Erika Albonetti:

Il sito ufficiale, il canale instagram, e il suo profilo Facebook

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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