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Festival delle Nazioni 2014 – Musica dall’Armenia

Armenian Philharmonic Orchestra
2 min.

Dell’Europa, celebrata l’anno scorso, il Festival delle Nazioni travalica i confini per approdare in Armenia. E promette musica sinfonica e da camera, popolare e colta, sacra e profana, corale e curativa, inni medioevali e composizioni in prima esecuzione assoluta.

C’è tutto questo nel cartellone principale della 47ma edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello, che dal 27 agosto (fino al 6 settembre) esplorerà la cultura musicale dell’Armenia, la nazione ospite di questa edizione.

di Cristina Crisci 

Un viaggio nella ‘terra delle pietre urlanti’, come la definì il poeta russo Osip Mandel’štam, che si snoda su 14 concerti. Tra gli ospiti Noa (il 29 agosto nella Chiesa di San Domenico), la cantante israeliana di origini yemenite, da sempre attenta alle tematiche del genocidio e della diaspora armena. Nominata nel 2001 ‘artista per la pace’, Noa presenterà il suo ultimo album Love Medicine.

«Con la scelta dell’Armenia torniamo fuori dai confini dell’Europa – conferma il presidente Giuliano Giubilei – ma in un paese che ha avuto nella sua storia tormentata rapporti fortissimi con il nostro continente. Basti dire che fu il primo paese a convertirsi al Cristianesimo. Ma non è per questo che l’abbiamo scelto. Lo abbiamo fatto in primo luogo perché c’è una tradizione musicale ricchissima e poi per accendere i riflettori su questa nazione e sul suo popolo nell’avvicinarsi del centenario di quello che è passato alla Storia come il Genocidio degli Armeni, una delle grandi tragedie del Novecento. Anche l’anno scorso, con l’omaggio all’Europa, abbiamo voluto presentare la grande musica senza tralasciare l’attualità, proprio per renderla più viva. Ci ha guidato la stessa logica».

Il direttore artistico Aldo Sisillo, profondo conoscitore di questa terra, spiega: «L’Armenia è stata per secoli strada di collegamento tra Oriente e Occidente e la musica ne è la prova, con stilemi che attingono sia alla cultura occidentale che a quella del Medio Oriente. Offriamo un’occasione unica per esplorare le tantissime sfaccettature artistiche di questa cultura, dal linguaggio musicale ‘colto’ alla tradizione popolare con i suoi bardi e suonatori di duduk». Nella serata inaugurale del Festival, il palcoscenico tifernate ospiterà la compagine sinfonica armena più prestigiosa, l’Armenian Philharmonic Orchestra (nell’immagine sopra in evidenza, suonerà il 27 agosto nella chiesa di San Domenico), guidata dal suo direttore musicale Eduard Topchjan. Il duduk, il kamancha e gli altri strumenti tradizionali saranno protagonisti in «Spirito d’Armenia», un percorso musicale al confine tra musica colta e popolare con Jordi Savall e l’ensemble Hespèrion XXI.

Prosegue inoltre l’impegno del Festival nella valorizzazione della musica contemporanea: due le commissioni assegnate quest’anno, che saranno eseguite in prima esecuzione assoluta nell’ambito di un progetto dedicato alla poesia italiana e armena. La musica di Filippo Fanò e la poesia di Alda Merini saranno messe a confronto con la composizione di Vache Sharafyan ispirata dalle parole dei poeti armeni Movses Khorenatsi e Yeghishe Charents (regia Cosimo Damiano Damato) con l’interpretazione dell’Ensemble strumentale dell’Orchestra da Camera di Perugia e la voce di Pamela Villoresi (31 agosto Auditorium Santa Chiara, Sansepolcro).

Altro lavoro per il Festival è il racconto musicale’ sulle origini del Cristianesimo, nuovo progetto di Mario Brunello in collaborazione con il Centro Studi che ha sede nell’Isola di San Lazzaro a Venezia, che si traduce nel concerto dell’ensemble Umbra Lucis (4 settembre). In più, in occasione dei duecento anni della nascita di Adolphe Sax, l’inventore dell’omonimo strumento, I Virtuosi Italiani (1 settembre) e Federico Mondelci eseguiranno il Concerto di Glazunov e Hayr Soub per sassofono e archi di Makar Ekmalian.

noa

Tra gli ospiti Noa (il 29 agosto nella Chiesa di San Domenico), la cantante israeliana di origini yemenite, da sempre attenta alle tematiche del genocidio e della diaspora armena. Nominata nel 2001 ‘artista per la pace’, Noa presenterà il suo ultimo album Love Medicine.

Il sacro monte Ararat sarà protagonista dello spettacolo di musica e immagini animate – disegnate dall’artista russo Gosha – cui il virtuoso violinista armeno Ara Malikian darà vita per raccontare il viaggio di Marco Polo (2 settembre, Chiesa di San Domenico). Gran chiusura il 6 settembre con l’Orchestra della Toscana.

Per i biglietti: corso Cavour, Palazzo del Podestà a Città di Castello oppure online all’indirizzo www.festivalnazioni.com.

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