Fuori Fuori Fuori Fuori Fuori

Questo è il nome della Quadriennale d’arte romana inaugurata il 30 Ottobre e chiusa una settimana dopo in seguito al DPCM del 3 novembre. Con la speranza che riapra il prima possibile, potrete visitarla fino al 17 gennaio.

di Lorenzo Martinelli
Lorenzo Martinelli
Lorenzo Martinelli

Sono fra i pochi fortunati che hanno potuto vederla in quella settimana di apertura. Mai titolo fu più azzeccato per un evento artistico, infatti essendo chiuso, son rimasti tutti fuori. La mostra si articola sui 3 piani del palazzo delle esposizioni, si accede al pian terreno, dal quale si prosegue al piano primo ed infine si scende nel seminterrato dove è presente una piccola sezione accanto al bookshop. Fra gli artisti presentati in mostra incontriamo delle vecchie conoscenze, come i giganteschi fiori di Petrit Halilaj (Kosterrc, 1986, di cui abbiamo già parlato nella nostra rubrica all’interno di The Mag numero 37) e Alvaro Urbano (Madrid 1983), opera intitolata 7 aprile 2020, data del loro matrimonio annullato a causa del Covid.

La mostra è un susseguirsi di sale che contengono ciascuna uno o due artisti, giovani e di spicco nel panorama artistico italiano ed internazionale. La stanza che sicuramente più di ogni altra impressiona un visitatore è quella con esposte le meravigliose tavole di Irma Blank (celle, 1934) che alla sua terza partecipazione alla Quadriennale (1986, 2005 e 2020), ha scelto di essere rappresentata da Blue Carnac, serie che l’artista ha già esposto nel 1992 al PAC di Milano e che nell’istallazione si ispira al sito megalitico francese. Personalmente impazzisco per le opere di questa artista e per la sua ricerca di un linguaggio ipertestuale. Sono stato colpito anche dal progetto DAAR (Decolonozing Architecture Art Residency) di Sandi Hilal (Beit Sahour, 1973) e Alessandro petti (Pescara, 1973) che tramite questo progetto tentano di definire il processo di liberazione da una produzione di conoscenza a senso unico, per restituire a una pluralità di voci, altrimenti ignorate, il senso della storia, della memoria e della sensibilità. Il materiale esposto alla quadriennale da questo duo è una serie di Fotografie che mettono in relazione dei borghi siciliani costruiti durante il ventennio dall’ente di colonizzazione con alcune architetture, sempre costruite in periodo fascista ad Asmara, oggi capitale dell’Eritrea. Nella speranza che presto riaprano i battenti anche di questa incredibile esposizione, vi invito a seguire tutte le attività che in questo periodo stanno proponendo online e che trovate in tutti i loro canali social o nel loro sito alla sezione ‘Archivio’.

Sito:

quadriennale2020.com/archivio/

facebook.com/quadriennalediroma

Instagram: @quadriennalediroma

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