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GABRIELLA ZANCHI CONQUISTA PARIGI CON “LA BELLE ET LA BÊTE”

gabriella zanchi
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Può capitare spesso che un artista italiano si esibisca all’estero, segnatamente a Parigi, per qualche rècital o anche per qualche messinscena occasionalmente esportata. Il tutto dura in genere “l’éspace d’un matin”, tanto per rimanere in tema; non è accaduto così alla cantante tifernate Gabriella Zanchi che spopola con il suo cast nel musical «La Bella e la Bestia» versione francese della stessa produzione già portata in Italia con grande successo: oltre 600 repliche in 2 anni, 8 mesi di tenitura a Milano, 6 a Roma per 8 spettacoli la settimana.

Gabriella Zanchi è stata lanciata da «Concha Bonita», una commedia fantastica in musica del premio Oscar Nicola Piovani, che l’ha proposta a livello nazionale. Poi la parte di caratterista con voce da soprano di Mme Grande Buche ne «La Bella e la Bestia» l’ha imposta definitivamente a critica e pubblico. Nonostante questi successi, Gabriella, formatasi al Conservatorio Morlacchi di Perugia, non ha trascurato di interpretare ruoli da protagonista in piccole-grandi perle di produzione umbra tra le quali da ricordare almeno ”Due triste tigri” (regia Ivan Teobaldelli) “Calda Diva” e “Dalla parte di Violetta”, realizzata dall’associazione ‘Amici del Festival‘, diretta da Alessandra Carmignani.

Testo e intervista di Massimo Zangarelli

Gabriella, com’è capitata quest’opportunità parigina?

«In un periodo un po’ particolare della mia vita ho sentito l’esigenza di “cambiare aria” e di cercare una nuova avventura artistica e personale: come per magia è apparsa l’opportunità di venire a Parigi a recitare ne “La bella e la Bestia”, un musical molto amato che ho già avuto il piacere di fare in Italia, con la stessa produzione che si chiama stage Entertainment: una multinazionale che produce grandi musical in tutto il mondo».

Al termine di una stagione così ricca di soddisfazioni quali sensazioni stai provando?

«Nonostante Parigi sia una bellissima città, devo dire che il primo periodo qui è stato piuttosto difficile e pieno di complicazioni. Con il tempo mi sono sentita sempre più accolta e adesso penso che Parigi sia una città che può offrire molto ad una persona che ha voglia e la forza di mettersi in gioco: una bellissima sensazione!».

Gabriella Zanchi

Il musical ha ottenuto la nomination quale miglior spettacolo al prestigioso premio Molière, riconoscimento top del teatro francese e dunque mondiale: che effetto fa?

«Non ti nego che ciò mi rende molto orgogliosa del mio lavoro. Un lavoro di equipe: lo spettacolo è una macchina perfetta che ogni sera muove il cuore di migliaia di spettatori. 32 attori su scena, un’orchestra dal vivo di 7 elementi. Una macchina fatta di arte, passione, talento, ma anche rigore e precisione. L’affetto del pubblico e la stima dei colleghi sono una spinta eccezionale per apprezzare la qualità del lavoro che stiamo facendo».

Voce, presenza scenica, capacità interpretativa. Un cross over attitudinale che ti consente performances espressive non comuni.

«Ti ringrazio per queste tue parole. Io cerco ogni giorno di ricordarmi che sono fortunata a fare questo mestiere: la gratitudine e l’impegno sono alla base di tutto ciò che di bello possiamo avere nella nostra vita».

Gabriella Zanchi

Proprio l’incontro con Nicola Piovani ha segnato la svolta nella tua carriera, no?

«Ricordo ancora con grande affetto il giorno dell’audizione con Piovani, mi tremavano le mani. Il maestro, appena cantai, salì sul palcoscenico dell’Ambra Jovinelli e mettersi al piano, chiedendomi di cantare di nuovo e dandomi nuovi suggerimenti sull’interpretazione e sul fraseggio musicale, era un’audizione su parte di quello che poi sarebbe stato uno dei miei ruoli più amati: “Evavabette”, la Diva in “Concha Bonita”, non avrei potuto essere più fortunata! Piovani mi ha donato l’opportunità che mi ha cambiato la vita, senza la sua stima forse non avrei avuto la forza di continuare in questo percorso».

Nel tuo futuro ancora musical oppure…?

«Il futuro è incerto e va costruito ogni giorno, soprattutto in questo mestiere, più che in altri, ma ho imparato molto da questo periodo parigino e vivere all’estero è un’esperienza di vita che mi sento di consigliare vivamente a tutti». Come vive una giovane e bella italiana nella capitale dello charme? «Sorrido tra me e me, perché mai come in questa esperienza all’estero, ho imparato ad apprezzare l’Italia e gli italiani».

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