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Giorgia Benusiglio – Vuoi trasgredire? NON FARTI!

Giorgia Benusiglio
1 min.

Questa è la storia di una ragazza che all’età di 17 anni ha rischiato di morire dopo aver preso mezza pasticca di ecstasy. Da quel giorno la sua vita è stata letteralmente stravolta: è viva per miracolo.

Si chiama Giorgia Benusiglio, è di Milano, oggi ha 31 anni e una missione: educare i giovani alla vita. Incontriamo questa ragazza a Città di Castello, una delle tappe del suo tour che tocca numerose scuole d’Italia dove lei va a raccontare agli studenti la sua storia sotto la grande bandiera della prevenzione, al grido di «Vuoi trasgredire? Non farti».

Cos’è successo Giorgia Benusiglio?

«È successo che io nel 1999 quando ero una ragazza piena di vita e con una famiglia sana alle spalle, son quasi morta dopo aver assunto mezza pasticca di ecstasy. Quando sono arrivata in ospedale il mio fegato stava morendo e io con esso. Mi hanno detto: ‘Hai solo sei ore di vita’. Stavo malissimo e all’epoca non era così scontato potersi salvare: l’unica via era il trapianto di fegato, ma di tempo ce n’era veramente poco. Avevano persino ipotizzato di trapiantarmi il fegato di un maiale…».

Invece?

«Invece quel donatore arrivò. Nelle stesse ore in cui io lottavo disperatamente tra la vita e la morte in mezzo a dolori atroci Alessandra, una ragazza di Ancona, moriva in un incidente stradale. E il suo fegato venne trapiantato al posto del mio. È grazie a lei che sono viva. Adesso sono passati 16 anni e non c’è giorno che non rivolga un pensiero speciale al mio eroe e alla sua splendida famiglia, che adoro e sento un po’ anche mia».

Giorgia Benusiglio parla ai ragazzi a Città di Castello

Giorgia Benusiglio parla ai ragazzi a Città di Castello

Da questa esperienza terribile è poi uscito un libro dal titolo «Vuoi trasgredire? Non farti» e a seguire una serie di incontri quotidiani con gli studenti delle scuole come se fosse una missione di vita…

«È così. Io mi sono detta: ‘Finché avrò vita cercherò di portare in giro la mia esperienza perché altri non facciano lo stesso errore. Prima ad accompagnarmi c’era mio padre, ora da sola porto avanti questa piccola grande battaglia che mi porta a condividere la mia storia con centinaia e centinaia di studenti ogni giorno ormai da diversi anni».

Durante le sue ‘lezioni-racconto’ non risparmia nulla e anche il video che viene trasmesso è un documento verità sulle sofferenze che lei ha dovuto subire dopo il trapianto. Un pugno allo stomaco. Qual è il messaggio che vorrebbe lasciare ai ragazzi?

«A loro dico: no, non fatelo, non ne vale proprio la pena. Ma nessuno è immune. Non voglio lanciare un messaggio proibizionista perché la trasgressione fa parte di quell’età, dell’adolescenza. Io vorrei soltanto che in questo paese si torni a fare una concreta ‘Educazione alla vita’; sto portando avanti una proposta fattiva per inserire questa ‘materia’ nelle scuole perché è giusto che i giovani sappiano cosa potrebbe accadere se ti cali una pasticca o se consumi le droghe».

Per saperne di più:
facebook.com/Giorgia-Benusiglio-prevenzione-droghe

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