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Giovanna Vignola – una donna da OSCAR

Giovanna Vignola
2 Min. - tempo di lettura

“In questo periodo non ho un neurone libero, sono tutti occupati!”. Giovanna Vignola è cosi: sincera, diretta, generosa. Ha esordito al cinema interpretando il ruolo di Dadina nel film premio Oscar “La grande bellezza”.

The Mag ha incontrato Giovanna Vignola a Perugia dove vive e lavora, lasciandosi conquistare dalla sua storia.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=pvaRCGRrYlo[/youtube]

Prima di tutto, ovviamente… congratulazioni! Come ci si sente ad essere una parte così importante de ‘La grande bellezza’? 

Giovanna Vignola: «Sinceramente mi sento orgogliosa di aver fatto parte di questo film e di aver interpretato un personaggio molto bello, serio e dignitoso che è arrivato a vincere l’Oscar con un cast artistico e uno staff tecnico di questa qualità. Mi sento importante per aver rappresentato, non voglio dire la categoria, ma la patologia e la condizione nostra, per avergli dato uno stile e uno stampo diverso da quello che fino ad oggi è stato impresso; non più ‘nani e ballerine’ come si dice, per far ridere lo spettatore. Non voglio essere fraintesa, io rispetto chi accetta questi ruoli, ognuno è libero di fare ciò che vuole, però non condivido questo modo di metterci in pasto all’opinione pubblica: così non si sfaterà mai il pregiudizio che ci sta intorno. Per questo ringrazierò a vita Paolo Sorrentino per aver scritto una sceneggiatura mettendo dentro un personaggio acondroplasico come Dadina e avergli dato un tale spessore».

È stato il suo primo film… come si è trovata a recitare?

Giovanna Vignola: «Bene, molto bene, perché l’ambiente era molto professionale e formato da belle persone, tutte, dal parrucchiere all’elettricista. Per non parlare degli attori, Toni Servillo, Carlo Verdone… ho visto verso di me, che non conoscevano e non ero una loro collega, e tra di loro un rispetto enorme. Certo sul set ho avuto le mie difficoltà e i miei limiti davanti alla macchina da presa oppure sui sanpietrini scivolosi, ma non sono mai stata lasciata sola, anche mio marito (che sorride vicino a lei ndr) non ha mai avuto una preoccupazione perché vedeva con quali cure mi trattavano. Così ero tranquilla e quasi mai emozionata».

Cosa pensa delle polemiche che si sono scatenate attorno al film?

Giovanna Vignola: «Erano ovvie secondo me, a molti italiani non è piaciuto perché è stato uno specchio della nostra società dove non si volevano rivedere. E poi è stato controproducente il fatto di trasmetterlo pochi giorni dopo l’Oscar in televisione, interrotto da tante pause pubblicitarie. Non è un semplice film da divano, anche se l’audience è stata altissima, è un film impegnativo, da cinema, in cui godersi le musiche, le scene, la fotografia».

Ha raccontato che Paolo Sorrentino l’ha trovata tramite l’associazione ‘Acondroplasia – Insieme per crescere’ di cui è referente in Umbria. Ce ne vuole parlare?

Giovanna Vignola: «Sì, mi ha trovato tramite il web e questa associazione, anche perché un’attrice a cui dare quel ruolo non c’era. Sorrentino mi ha fatto un provino e devo dire che inizialmente ero molto scettica; lui però mi ha messo a mio agio, ha lasciato che parlassi di me. Così ho ingranato la quinta, lui mi ha detto di vedere in me Dadina in carne e ossa, io mi sono convinta a fare “La grande bellezza” anche perché ho pensato che potesse essere una leva per trasmettere il messaggio dell’associazione, per aiutare gli altri, soprattutto i bambini, i più bisognosi di un sostegno».

Per lei questo impegno è molto importante, vero?

Giovanna Vignola: «Assolutamente sì. È ormai da tempo che collaboro con la Onlus “Acondroplasia – Insieme per crescere” perché credo che sia fondamentale far conoscere la condizione di disagio delle persone di bassa statura. Vorrei che chi è acondroplasico non si senta da meno e possa vivere una vita serena. La parola “nano” non deve essere un tabù. Per questo ci vuole conoscenza, confronto, bisogna sensibilizzare anche i medici, ecco perché andiamo anche nelle scuole a parlare con i ragazzi e perché in fondo ho preso parte al film».

Come si può contribuire alla sua associazione?

Giovanna Vignola: «La nostra associazione opera prevalentemente on-line, all’indirizzo www.acondroplasia-insiemepercrescere.it. Qui c’è tutto. Si può anche devolvere il 5×1000 oppure fare una donazione tramite iban. Stiamo facendo tanti passi in avanti, ‘La grande bellezza’ ne è una dimostrazione».

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