Giulia Innocenzi – speciale “Visioni” – Becoming X

Giulia Innocenzi

Come il Coronavirus ha cambiato la tua vita?
«Alcuni anni fa passavo interi pomeriggi chiusa in camera a disegnare, con l’epidemia mi sembra di essere tornata a quei tempi. La differenza è che ora anche il resto del mondo è, suo malgrado, costretto a fare la mia stessa vita, segretamente questo mi fa sentire un po’ meno sola. Detto ciò mi manca da morire passeggiare, abbracciare le mie nipoti e l’odore della mentuccia selvatica degli Appennini».

Cosa hai riscoperto durante i giorni del grande isolamento?
«Ho riscoperto l’antica arte del sonno prolungato e posso dire con orgoglio di essere ancora fortissima riuscendo a dormire più di 12 ore a notte per 12 notti di seguito. Questo mi ha permesso di ridurre notevolmente le ore quotidiane di quarantena cosciente e di restringere ulteriormente gli spazi di possibile contagio».

Cosa ti ha insegnato l’emergenza?
«Ci sta dando la possibilità di curare l’individualismo radicato nella nostra società e nelle nostre vite. Paradossalmente la nascita di un più profondo senso di collettività sta avvenendo tramite l’isolamento individuale forzato. Inoltre in questi tempi è avvenuto l’impossibile: il sistema economico della nostra società consumistica si è fermato per un bene maggiore».

 



cosa ascolto

“Do the evolution” – Pearl Jam.

cosa leggo

“Cicala” – Shaun Tan.

cosa guardo

“Friends” – serie tv


BIO 

Giulia Innocenzi nasce nel 1985 a Foligno. All’età di 19 anni, nonostante l’infantile inclinazione di disegnare pupazzetti sia ancora fervida, si iscrive alla facoltà di Architettura, dove, contro ogni previsione, riuscirà persino a laurearsi. Tuttavia gli anni dedicati alle trilaterazioni selvagge, all’uso smodato del Cad e al bricolage notturno non riescono ad estinguere la puerile passione dei pupazzetti disegnati, così nel 2010 Giulia si iscrive alla Scuola Internazionale di Comics di Roma dove passerà alcuni anni felici. Negli ultimi anni le contraddizioni della sua formazione sembrano essersi riconciliate in una vita professionale da graphic designer, sempre pandemie permettendo.


Una matita ci salverà

Questo numero speciale di The Mag è nato da un’idea ma soprattutto dalla creatività di 50 illustratori del collettivo Becoming X. Scopriamoli!

Li abbiamo imparati a conoscere numero dopo numero su queste pagine.

Sono gli illustratori, i disegnatori e i fumettisti che insieme formano il collettivo Becoming X, un gruppo di ragazzi che dal 2012 ha deciso di condividere una passione, quella per il disegno.

Tante sensibilità, tanti sguardi e tante “penne” che, ognuna col proprio tratto, creano mondi e suggestioni che abbiamo imparato ad amare anche su The Mag.

In passato li abbiamo anche seguiti nei loro “live drawing”, delle specie di “estemporanee” dove ci si ritrova e si disegna insieme.

Li abbiamo visti all’opera in mille situazioni, dalla Galleria Nazionale dell’Umbria al Lars Rock Fest fino ai locali prima dei concerti o in degli eventi per i più piccini.

Talento, divertimento e tanta creatività: ci siamo innamorati subito del loro lavoro. Anche per questo, insieme al coordinatore e direttore artistico del collettivo, ovvero Daniele Pampanelli, abbiamo ragionato su una collaborazione “speciale” per questo numero da quarantena.

Il risultato di questo “esperimento” lo troverete nelle prossime pagine, a noi è sembrata una cosa davvero bellissima e per questo vogliamo ringraziare tutti i disegnatori che hanno dedicato il loro tempo e la loro creatività per realizzare questo progetto.

THE MAG 45 / Visioni – BecomingX

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Redazione di the mag

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