Gli itinerari di The Mag: riscoprire Firenze e godersi gli Uffizi

la nascita di venere fotografata da turisti con cellulare

Avreste mai pensato di poter visitare gli Uffizi senza fare un minuto di fila, godervi Firenze senza le grandi folle di turisti, riuscire a scoprire dei posti ricchi di “gusto” e fare un salto in una Villa Medicea dove si fa del buon vino? No, vero? Eppure queste sono le piccole grandi sorprese del post secondo lockdown che ci lasciano, tra le altre cose, un auspicio per il futuro: poter ritornare a viaggiare e apprezzare quei luoghi del nostro Paese che meritano sempre una visita.

Testo di Nina Gigante e Andrea Luccioli

Firenze lo sai/O forse no

Riscoprire Firenze, soprattutto ora, più che un suggerimento è una bellissima possibilità.

Dimenticate le “truppe” di turisti stranieri, ora che le restrizioni della pandemia obbligano tutti alla cautela, il capoluogo toscano è tornato in cima ai sogni degli italiani che si godono la maestosa bellezza delle architetture fiorentine, le viste sull’Arno, il buon cibo e la cultura che invade e pervade tutta la città.

E allora perché non cominciare una visita con uno dei musei più conosciuti al mondo?

Prenotarsi online è facile e la divisione in fasce orarie degli accessi consente di entrare nelle gallerie senza fare file infinite e intristirsi in interminabili attese.

Agli Uffizi ora si va con un click sul sito per la prenotazione del biglietto e lo spettacolo è di quelli che lascia senza fiato.

Non resta altro da fare che perdersi tra le opere pittoriche, i lampi di architettura, le sculture e le stampe.

La lista degli imperdibili è lunghissima: “La Nascita di Venere”  e “La Primavera” del Botticelli, il “Bacco” del Caravaggio, le Madonne di Raffaello e Giotto, “L’Adorazione dei Magi” di Leonardo da Vinci, “Tondo Doni” di Michelangelo e poi le opere di Paolo Uccello, Tiziano, Giorgione, Lorenzo Lotto, Artemisia Gentileschi, il Beato Angelico, Correggio, Domenico Ghirlandaio, Burri, Guttuso, Luca Signorelli e via dicendo.

E come non restare incantati davanti alle sculture greche e romane?

Magari fermandosi a sbirciare l’Arno dalle vetrate che uniscono le due gallerie principali prima di rituffarsi nei soffitti dipinti che regalano sorprese ad ogni passo.

Nelle sale degli Uffizi la sensazione che si ha è chiara anche ai meno attenti, si cammina tra i secoli, in mezzo alla storia dell’arte, alla storia delle donne e degli uomini.

Esplorare/assaporare

The Mag a Ditta Artigianale Caffè nella città di Firenze
Ditta Artigianale Caffè

A Firenze passare dalla storia alle storie è un lampo.

E tra le storie che animano la città fiorentina, ci si imbatte in quella di Francesco Sanapo, tre volte campione italiano di caffetteria, che da anni lavora per diffondere la cultura del caffè nel segno della qualità, della ricerca e della sostenibilità.

In un’intervista di qualche tempo fa, il titolare di “Ditta Artigianale” (Via dello Sprone, 5/R), spiegava come il caffè sia il prodotto più venduto al mondo dopo l’acqua e il petrolio, “questo ha fatto sì che si dimenticasse la ricerca della qualità”.

Lui, che continua ad aprire nuove caffetterie ed esportare i suoi prodotti  tra Europa, Stati Uniti e Giappone, gira il mondo in cerca delle migliori piantagioni di caffè da cui ricava la preziosa bevanda che serve poi nei suoi locali.

Sanapo trascorre molte settimane ogni anno nei Paesi di origine dei miracolosi chicchi, cerca i micro lotti delle coltivazioni, importa e poi si dedica alla torrefazione e a tutta la lavorazione.

Dormire/scoprire

Le riaperture post lockdown delle scorse settimane sono coincise anche con la scoperta di novità di alto livello nell’offerta turistica di Firenze.

Dopo 17 anni di attività, infatti, il JK Place che si trova nella stupenda piazza Santa Maria Novella, ha riaperto dopo uno stop in cui la struttura si è rifatta il look.

L’hotel ora si chiama The Place (P.zza di Santa Maria Novella), è stato rinnovato al suo interno e si candida ad essere un rifugio accogliente ed elegante lontano da casa.

Dentro il nuovo The Place c’è tantissimo da vedere e scoprire, a cominciare da un grande lavoro fatto all’interno della struttura.

Una nuova brand identity che richiama le visioni dell’architetto e umanista Leon Battista Alberti.

Fuga dalla città/In alto i calici

La ferdinanda foto dall'alto al tramonto
La Ferdinanda

Tra Firenze e Prato c’è un bellissimo borgo che merita attenzione e una visita.

Si tratta di Carmignano, luogo di grande fascino immerso nel verde, nelle vigne, negli uliveti.

Insomma, nella bellezza.

In questa località si produceva vino fin dall’epoca etrusca e questa tradizione è rimasta ben radicata tanto che sono in tanti quelli che ricordano come i grandi vini toscani, gira che ti rigira, nascono proprio dall’esperienza vitivinicola di Carmignano.

A dominare sul borgo, con la sua posizione privilegiata e un lungo viale che precede l’ingresso, c’è “La Ferdinanda”, Villa Medicea costruita nel 1596 per volere del Granduca Ferdinando I de’ Medici su disegno di Bernardo Buontalenti.

La villa è chiamata anche dei “Cento Camini”, visto che ne ha uno per ogni stanza e nel 2013 è diventata Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

A pochi metri, separato da un giardino e una siepe, c’è un edificio rinascimentale che ora è diventata la Tenuta di Artimino (Viale Papa Giovanni XXIII, Artimino, Carmignano), una struttura ricettiva composta dalle camere dell’hotel, gli appartamenti nel borgo mediale di Artimino, piscina, Spa, ristorante gourmet e cantina.

Nella Tenuta le esperienze da provare sono tante, ma un’attenzione particolare va riservata al “Vino de’ Medici”, il Carmignano.

Forse il meno conosciuto dei rossi toscani, ha però una storia antichissima come poche altre denominazioni nel mondo possono vantare.

Il Carmignano Docg nasce con gli etruschi e arriva fino alle bottiglie della Tenuta di Artimino tra cui spiccano il Grumarello (Carmignano DOCG), il Vin Ruspo (Barco Reale di Carmignano Rosato DOC), l’Iris (Rosso Toscana IGT) e l’Occhio di Pernice, il Vin santo di Carmignano DOC.

A PALAZZO STROZZI C’È AMERICAN ART 1961-2001

di Maria Vittoria Malatesta Pierleoni

Sono tante le anime espressive in mostra per American Art 1961-2001 custodita a Palazzo Strozzi a Firenze fino al 29 agosto.

All’interno della nobile cornice rinascimentale che da anni indaga con passione la scena contemporanea, a cura di Vincenzo de Bellis (Curator and Associate Director of Programs, Visual Arts, Walker Art Center) e Arturo Galansino (Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi), la mostra celebra l’arte moderna degli Stati Uniti d’America attraverso oltre 80 opere di artisti da Andy Warhol, Mark Rothko, Louise Nevelson, Roy Lichtenstein a Matthew Barney, Kara Walker per la prima volta in Italia, grazie alla collaborazione con il Walker Art Center di Minneapolis. Tra pittura, fotografia, video, scultura e installazioni, il visitatore potrà apprezzare una inedita rilettura di quarant’anni di storia affrontando tematiche come lo sviluppo della società dei consumi, la contaminazione tra le arti, il femminismo, le lotte per i diritti civili.

Prenotazione obbligatoria:

palazzostrozzi.org

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Andrea Luccioli

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