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GLI “SCARABOCCHI” ROCK di ANDREA LENSI

andrea lensi
2 min.

Con la mostra monografica “Mondo Doodle”, Andrea Lensi è stato tra i protagonisti del Festival delle Nazioni.

Chi si è immerso nel suo mondo ha potuto vivere un percorso che ha messo in fila le tappe della sua storia di artista pop, dai primi lavori fino alle creazioni più recenti.


L’intervista

La Mostra “Mondo Doodle” è stata un successo. Qual è il bilancio della collaborazione con il Festival delle Nazioni?

«Sicuramente molto buono, è stata una bella esperienza e devo dire che questa edizione è stata particolarmente importante per me perché mi ha dato la possibilità di rappresentare graficamente con un mio disegno l’immagine del Festival delle Nazioni.

Una cosa di cui naturalmente vado molto orgoglioso e che spero che abbia fatto bene sia me che alla kermesse, con un’apertura al contemporaneo che, almeno da parte mia, credo che ci stia pure bene.

Per quanto riguarda il rapporto con il Festival, devo dire non è la prima volta che lavoro con loro, c’è sempre stata una collaborazione molto soddisfacente.

Con loro abbiamo fatto, anche insieme ai miei amici di Artfare delle iniziative durante le passate edizioni.

In più ricordo sempre con piacere la performance che feci nel 2013 davanti alla chiesa di San Domenico, molto bella, una cosa di cui vado veramente orgoglioso.

Mi sono divertito e spero che sia piaciuta».

La tua ricerca artistica è in continuo progresso, il mercato segue questo tuo trend?

«Credo che ci sia una buona simbiosi tra quello che faccio e il mercato, non solamente per quanto riguarda i quadri, ma il percorso che sto portando avanti da tempo, che è poi quello di sviluppare un mio segno personale, una mia linea particolare, mi sta facendo a entrare in contatto con delle realtà che non avevo nemmeno considerato dal punto di vista artistico, e parlo in particolare di collaborazioni che sto facendo con dei produttori di marche di abbigliamento o di scatole per le bottiglie di vino.

Credo che questo tipo di attività sia interessante anche dal punto di vista artistico, perché ti porta a confrontarti con delle cose di uso quotidiano che la gente apprezza o meno in maniera molto evidente da subito, quindi lo capisci immediatamente se riesci a fare un segno, una cosa che è contemporanea e che riesce a catturare anche un po’ di attenzione».

Le tue realizzazioni sono sempre piene di ritmo: quale musica ti ispira?

« Tutto quello che faccio è assolutamente legato alla musica da sempre, la musica rappresenta un valore aggiunto a tutto il lavoro che faccio, ti dà il mood del momento, ti dà il sentimento, ti evoca dei pensieri.

A seconda del tipo di musica che utilizzi come sottofondo durante il tuo lavoro magari riesci a catturare uno stato d’animo oppure un altro.

Altra cosa molto importante che ti dà la musica è il ‘ritmo’ che poi cerco di riprodurre nei miei segni, quindi anche in questo caso, a seconda dei vari stili hai diversi risultati finali.

Per quanto riguarda i gusti personali, credo di avere una solida base rock. Certo, mi piace tutta la musica, di qualsiasi genere, purché sia interessante.

Questo è decisamente fondamentale».

Un’ultima domanda: Andrea Lensi nel 2019.

«Il 2019 è dopodomani, quindi bisogna che ci muoviamo! Ho un sacco di progetti, un sacco di cose da chiudere e la cosa di cui avrei più bisogno adesso è trovare uno spazio adeguato alle cose che voglio fare in futuro, uno spazio vitale che mi dia la possibilità di realizzare delle opere anche più grandi, perché è arrivato un momento in cui mi piacerebbe confrontami anche con delle dimensioni più importanti.

Ma bisogno di uno spazio che non sia solo grande ma abbia un’anima, sia interessante, mi rappresenti e rappresenti qualcosa.

Quindi è abbastanza difficile la ricerca, però sono fiducioso di poterlo trovare e cominciare questo nuovo capitolo della mia attività artistica».

La pagina facebook di Andrea lensi

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Redazione di the mag

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