logo
logo

GORAN BREGOVIC – «LA MIA MUSICA È UN MIRACOLO»

Goran Bregovic - the Mag 18
2 min.

Goran Bregovic conosce l’Italia da quando, a 18 anni, arrivò a Napoli:  «Mi parve di essere caduto in paradiso. Suonavo in un locale di striptease ed è stato facile innamorarmi del vostro paese perché è pieno di cose meravigliose».

di Cristina Crisci e Marco Polchi

La musica di Goran Bregovic è un mix di folk balcanico ed elettronica, ritmi sfrenati e temi sacri, accenni gipsy e suoni campionati; è diventato famoso per le colonne sonore dei film di Emir Kusturica, dal «Tempo dei Gitani» a «Arizona Dream» passando per «Underground», ma se gli chiedi del cinema glissa in maniera piuttosto decisa:  «La vita è breve, ho una certa età e non sono un granché come compositore di colonne sonore per film. Quello che ho realizzato fa parte della mia biografia, ma ora ho voltato pagina e voglio fare concerti».

Goran Bregovic canta al festival delle nazioni

Goran Bregovic – the Mag 18

Goran Bregovic a Città di Castello

Goran Bregovic – the Mag 18

Goran Bregovic è uno che vive sul palco e ogni giorno brama di salirci:  «Per esempio se mi chiedi cosa voglio fare alle nove di sera, io ti dico che voglio suonare con la mia band sul palcoscenico, perché mi diverto, sono felice a suonare con loro. Suonare è una festa».

Parla un italiano assolutamente disinvolto Goran Bregovic, che a fine agosto ha tenuto una tappa del suo tour «If you don’t go crazy, you’re not normal» a Città di Castello nell’ambito del Festival delle Nazioni. Ad ascoltarlo c’erano1.500 persone. L’appuntamento con Goran Bregovic è alle 18,30 all’Hotel Tiferno e la sua puntualità spacca l’orologio: jeans, camicia nera con fiori molto aperti, capelli scompigliati, non si toglie mai gli occhiali da sole, ma è un tipo tranquillo e disponibile, pure simpatico. Così, mentre sorseggia a più riprese un caffè rivela sorridendo: «Sono arrivato da un’ora e ho già mangiato tutto quello che c’era da mangiare!».

Maestro Goran Bregovic, per uno come lei che suona da quando era ragazzino, cosa rappresenta oggi la musica?
«La mia musica? È una miscela di suoni e storie, nasce dalla frontiera balcanica, una terra misteriosa dove si incrociano tre culture: ortodossa, cattolica e musulmana. Non so, io sono un compositore contemporaneo e mi sorprendo ogni volta che faccio un concerto e tante persone vengono ad ascoltarmi. Per questo ritengo che la mia musica sia un miracolo».

Nei suoi concerti non ci sono effetti speciali, ma tanti musicisti sul palco, molto colore, mentre lei è sempre vestito di bianco…
«Qualcuno me lo consigliò e io accettai: in realtà lo faccio perché nessuno dimentichi la mia presenza!».

L’orchestra che l’accompagna si chiama «Wedding & funeral band», perché?
«Perché i musicisti suonano realmente a matrimoni e funerali. È la tradizione ortodossa: dopo il rito funebre si mangia, si beve e per un po’ il dolore lascia spazio alla musica».

[quote]”Metterò insieme la tradizione musicale cristiana, ebraica e musulmana.
Per questo mi sento fortunato: la musica mi consente di fare cose belle che la politica non fa”.
Goran Bregovic[/quote]

Che musica ascolta Goran Bregovic  quando non suona?
«Ma nulla. Assolutamente nulla. Io sono come un vecchio ginecologo: quando torno a casa non continuo a lavorare!».

In questo periodo i Balcani, come l’Italia, sono al centro della questione immigrazione…
«Sono poveri che passano tra i poveri, almeno per quanto riguarda Serbia e Macedonia. Ci sono colonne di migranti che si stanno muovendo dal Sud del mondo e nessuno sa come gestire questo problema, frutto di una politica irresponsabile. Sono molto triste per questo».

Attualmente lei vive in Francia con la sua famiglia: quando torna a Sarejevo cosa prova?
«Sarajevo è una piccola città, ma ha centrato una grande vittoria: mantenere salda la sua infrastruttura culturale. Nonostante quello che è accaduto se vai a Sarajevo i teatri sono pieni di gente, le strade ugualmente, le manifestazioni culturali sono ricche perché la gente ha capito che deve difendere ciò che di più prezioso ha. Ecco, invece secondo me continuano ad esserci troppe chiese e troppe moschee».

Goran Bregovic concerto a Palazzo Vitelli Città di Castello

Goran Bregovic – the Mag 18

Progetto futuri?
«Sto lavorando ad un nuovo album: uscirà per la fine dell’anno e il titolo sarà ‘Tre lettere da Sarajevo‘, sarà composto da sette canzoni. Metterò insieme la tradizione musicale cristiana, ebraica e musulmana. Per questo mi sento fortunato: la musica mi consente di fare cose belle che la politica non fa».

Pubblicato da

Comments are closed.